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Rendicontazione

EFRAG pubblica il suo primo report di sostenibilità: un benchmark per il mercato europeo

L’EFRAG, l’organismo consultivo tecnico della Commissione Europea per il reporting societario, ha segnato un punto di svolta nel panorama della trasparenza ESG pubblicando il suo primo bilancio di sostenibilità relativo all’esercizio 2025. Questa iniziativa non è solo un atto di rendicontazione, ma un esercizio di leadership: l’ente ha infatti adottato lo standard VSME (Voluntary Sustainability Reporting Standard for SMEs), applicando l’Opzione B che integra i moduli base e quelli completi. Con un fatturato di 16.715.700,80 euro e un organico di 59 dipendenti, l’EFRAG ha voluto testare sul campo lo stesso strumento che ha contribuito a sviluppare, dimostrando come un’organizzazione non profit possa allinearsi ai più rigorosi criteri di accountability finanziaria e non finanziaria.

Il documento, generato tramite il convertitore digitale VSME e corredato da 115 “fact” in formato XBRL, offre trasparenza su strategia, governance e performance ESG, evidenziando allo stesso tempo le criticità tipiche delle PMI, dalla raccolta dati ambientali alla misurazione degli impatti indiretti.

L’impatto ambientale nel contesto degli spazi condivisi e l’efficienza energetica

Una delle sfide più significative emerse dal rapporto riguarda la misurazione accurata dell’impronta ecologica in strutture ad uso promiscuo. L’EFRAG opera presso la sede di Square de Meeûs 35 a Bruxelles, condividendo l’edificio con altri locatari, il che comporta una dipendenza dai dati forniti dall’amministratore condominiale. Per l’esercizio 2025, i consumi energetici totali sono stati calcolati in 111,35 MWh, cifra che aggrega l’elettricità fatturata direttamente e una quota proporzionale dell’11,18% del consumo di gas dell’intero stabile. Nonostante queste limitazioni logistiche, l’organizzazione ha registrato zero emissioni per lo Scope 1, mentre le emissioni Scope 2 (location-based) ammontano a 20,00 tCO2e, portando a un’intensità emissiva estremamente contenuta, pari a 0,0000012 tCO2e per ogni euro di fatturato. Anche il prelievo idrico, attestatosi a 308,34 m³, riflette l’allocazione basata sulla quota contrattuale, sebbene l’ente precisi di non operare in zone ad alto stress idrico.

L’approccio alla circolarità è descritto attraverso azioni concrete che mirano alla riduzione dei rifiuti alla fonte. L’EFRAG ha generato un totale di 4.134,12 kg di rifiuti, di cui la stragrande maggioranza (3.992,16 kg) è classificata come non pericolosa. Tra le voci più rilevanti figurano 2.440,15 kg di carta e cartone e 397,13 kg di rifiuti biodegradabili da cucina. Per quanto riguarda i rifiuti pericolosi (141,96 kg totali), la gestione si concentra sul recupero di toner e apparecchiature elettriche (RAEE), con una politica di restituzione dei vecchi hardware IT ai fornitori per il riutilizzo o il riciclo responsabile. L’ente ha tuttavia riconosciuto la necessità di implementare metodologie di misurazione diretta nel 2026, riducendo la dipendenza dalle stime basate sulla superficie occupata per ottenere un quadro più fedele dei propri impatti reali.

Capitale umano e governance: tra parità di genere e investimenti formativi

Il cuore pulsante dell’EFRAG è rappresentato dai suoi 59 collaboratori, di cui 49 con contratto a tempo indeterminato e 10 a termine, con una distribuzione geografica che vede il Belgio come sede principale (54 dipendenti) seguita da piccoli presidi in Germania, Spagna, Francia e Portogallo. La composizione demografica mostra una prevalenza femminile, con 32 donne e 27 uomini, ma i dati sulla governance e sulla remunerazione rivelano margini di miglioramento per quanto riguarda l’equilibrio nelle posizioni apicali. Il rapporto evidenzia un divario retributivo di genere del 9,78%, spiegato dall’ente con la maggiore anzianità e presenza maschile nei ruoli manageriali di alto livello. Per contrastare questi squilibri, l’EFRAG punta sulla formazione continua con le donne che hanno beneficiato di una media di 45 ore di formazione annue, contro le 20 ore dei colleghi uomini, segnale di un forte investimento nel potenziale di crescita della componente femminile.

Sotto il profilo dei diritti e delle tutele, il 91,53% del personale è coperto da contratti collettivi, garantendo standard retributivi sempre pari o superiori ai minimi di legge. L’organizzazione ha inoltre mantenuto un record di sicurezza impeccabile, con zero infortuni sul lavoro e zero fatalità nel periodo di riferimento.

Nella sua strategia 2024-2027 l’EFRAG ha l’obiettivo di integrare pienamente i principi ESG nella propria struttura operativa, con l’introduzione prevista per il 2026 di un Codice di Condotta formale, nuovi programmi di cybersecurity e la creazione di una politica di sostenibilità trasversale adottata dall’Administrative Board. Questo percorso di evoluzione verso una governance più inclusiva e trasparente è considerato fondamentale per mantenere la credibilità dell’ente nel suo ruolo di standard-setter europeo.

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