Il colosso tech Microsoft dichiara di aver restituito più acqua di quanta ne abbia consumata nel 2025 a livello globale, anticipando di cinque anni il traguardo 2030. Migliora anche l’efficienza idrica dei data center, spinta dalla crescita di cloud e intelligenza artificiale.
Microsoft ha raggiunto nel 2025 il traguardo di diventare “water positive”, ovvero è riuscita a restituire all’ambiente più acqua pulita di quanta ne abbia consumata per le proprie attività a livello globale, stabilimenti o produzioni, con cinque anni di anticipo rispetto all’obiettivo fissato per il 2030. Il risultato segna un traguardo significativo nella strategia di sostenibilità idrica del gruppo tecnologico, sempre più sotto i riflettori per l’impatto dei data center legati alla crescita di cloud computing e intelligenza artificiale.
L’obiettivo era stato definito nel 2020, in un contesto in cui le grandi aziende digitali sono chiamate a ridurre l’impronta ambientale delle proprie infrastrutture, in particolare per quanto riguarda il consumo di risorse idriche ed energetiche.
“Con la crescita della domanda di servizi cloud e intelligenza artificiale, i data center stanno diventando sempre più essenziali. Le comunità vogliono anche comprendere meglio l’impatto di queste infrastrutture sulle risorse locali, in particolare sull’acqua”, hanno evidenziato Judy Priest, CVP e CTO di Cloud Operations & Innovation, e Steve Solomon, VP Datacenter Engineering di Microsoft.
Oltre al traguardo “water positive”, Microsoft ha comunicato di aver già raggiunto il 25% di miglioramento dell’efficienza idrica (WUE) nei propri data center rispetto al livello del 2022, avvicinandosi così a metà del percorso verso l’obiettivo del 40% entro il 2030.
Il progresso è stato reso possibile da una serie di innovazioni tecnologiche, soprattutto nei sistemi di raffreddamento, che secondo l’azienda hanno permesso di migliorare l’efficienza idrica complessiva di quasi il 90% rispetto alla prima generazione di data center degli anni 2000.
Parallelamente, anche altri big tech come Google e Amazon hanno recentemente rafforzato impegni e obiettivi legati alla gestione sostenibile dell’acqua.
L’acqua come asset strategico della sostenibilità digitale
Tra le principali innovazioni introdotte figura un nuovo design di data center presentato nel 2024, progettato per operare senza consumo di acqua per il raffreddamento. Il sistema utilizza tecnologie a circuito chiuso che riciclano continuamente il liquido all’interno dell’infrastruttura, evitando l’utilizzo di nuova acqua durante il funzionamento.
Accanto a questo modello, Microsoft ha ampliato l’uso di sistemi di raffreddamento ad aria con supporto evaporativo e l’impiego di acqua riciclata, riutilizzata o non potabile, riducendo ulteriormente la pressione sulle risorse idriche locali.
“Microsoft resta fortemente impegnata nella protezione dell’acqua come risorsa naturale fondamentale”, hanno ribadito Priest e Solomon. “Continuiamo a sviluppare innovazioni nei data center che riducono l’intensità d’uso dell’acqua, sostenendo al contempo la crescente domanda di servizi cloud e AI”.
Il raggiungimento anticipato del target “water positive” si inserisce così in una più ampia strategia del gruppo per rendere più sostenibile l’espansione dell’infrastruttura digitale globale, in un momento in cui la pressione su energia e risorse naturali da parte del settore tecnologico continua a crescere.
