La Foresta della Goccia nel quartiere milanese di Bovisa sarà bonificata attraverso tecniche di fito-risanamento, sfruttando dunque le capacità naturali di alcune piante di estrarre materiali inquinanti dal terreno, e restituita alla cittadinanza. Il progetto Goccia è infatti tra i vincitori dell’European Urban Initiative nella categoria Greening Cities e il Comune di Milano ha ottenuto cinque milioni di euro di fondi europei FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale) per il recupero dell’area meneghina in cui a inizio del secolo scorso erano stati costruiti i gasometri della città, le ex Officine del Gas della Bovisa chiuse abbandonate dal 1994, e negli ultimi trent’anni ha visto la nascita di un bosco spontaneo vasto 18 ettari.
Il progetto conta sul partenariato tra l’amministrazione comunale, capofila, e Osservatorio La Goccia, coordinato da Terrapreta (e di cui fanno parte CNR-Iret, Museo di Storia Naturale di Milano, Università Bicocca, Università degli Studi di Milano, M3R, CFU-Italia Nostra, Progetto Natura Onlus, CheFare, Kilowatt, Futurecologies, Iridra), Ambiente Italia, Politecnico di Milano-Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (DAStU), Climateflux GmbH, Open Impact, Eutropian, FROM. L’iniziativa incrementerà il verde urbano attraverso l’utilizzo di soluzioni naturali (Nature Based Solutions).
Negli ultimi tre anni l’Osservatorio La Goccia ha studiato l’area in questione e le capacità della vegetazione e della biodiversità di ripulire il terreno e biodegradare le sostanze contaminanti, ha censito le specie arboree, arbustive ed erbacee presenti e restituito un report della consistenza di biomassa dell’intera foresta e una stima dei servizi ecosistemici da essa forniti.
Come nelle fasi preliminari, il progetto continuerà a contare sul solido sostegno della ricerca: saranno analizzati i processi organici in grado di eliminare la contaminazione del terreno e verranno valorizzati l’ecosistema della Goccia e la biodiversità della foresta, attraverso un’innovativa modalità di approccio tra le varie specie che la abitano o ne possono fruire.
Il racconto dell’iniziativa e delle azioni intraprese saranno condivise con la cittadinanza in tutte le fasi del suo sviluppo con l’intento di permettere di replicarlo in analoghe situazioni. Il Comune avrà inoltre, come richiesto dall’UE, il compito di trasmettere e condividere le attività e le risultanze progettuali con le altre città coinvolte nel bando (Est Ensemble Grand Paris, Malaga e Fiume).
Grazie ai fondi ottenuti (che rappresentano l’80% dell’investimento complessivo, pari a circa 6,3 milioni di euro) potrà essere recuperato anche uno degli edifici ex industriali presenti ancora nell’area, attraverso tecniche di ristrutturazione a impatto zero. Lo spazio sarà utilizzato dai partner di progetto, in corso d’opera, e poi restituito alla cittadinanza, a intervento concluso.
Foto in copertina: Marco Merati
