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Direttiva Case green

Commissione UE: stop a incentivi caldaie senza il 51% di alimentazione da rinnovabili

Dal 1° gennaio 2025 non si riceveranno più incentivi per le caldaie, a meno che non siano alimentate per almeno il 51% da fonti rinnovabili (ad esempio il biogas). È questo il contenuto, secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, della bozza di linee guida della Commissione UE relative all’attuazione della Energy Performance Buildings Directive, meglio nota come direttiva “case green“.

La direttiva, entrata in vigore il 28 maggio scorso, oltre all’obiettivo finale di raggiungere il net zero nel parco immobiliare europeo nel 2050, si prefigge di decarbonizzaresistemi di riscaldamento entro il 2040.

Quella contenuta nella bozza della Commissione è la versione più restrittiva di quanto previsto dalla direttiva che, raggiungere l’obiettivo al 2040 sui sistemi di riscaldamento, impone all’articolo 17 che dal 1° gennaio 2025 non si rilascino incentivi per caldaie a combustibili fossili, senza specificare ulteriormente. Per interpretare in modo inequivocabile, i tecnici della Commissione stanno preparando queste linee guida, non vincolanti, ma comunque indicative sulla direzione delle future politiche UE.

Nella bozza, secondo il Sole, viene spiegato cosa sono gli incentivi finanziari – che includono contributi e agevolazioni fiscali – ma anche cos’è una caldaia alimentata a combustibili fossili, specificando che per determinare se una caldaia ha questo tipo di alimentazione va considerato il mix di combustibili “al momento dell’installazione”. Se, quindi, tale mix non raggiunge il 51% di rinnovabili, la caldaia non sarà incentivata.

In un Paese come l’Italia, dove le infrastrutture non sono pronte ad alimentare le caldaie con fonti rinnovabili in una percentuale così alta, significa non ricevere più incentivi.