Il Parlamento europeo ha dato il via libera al testo della CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive), la nuova direttiva sul dovere di diligenza che impone alle aziende di ridurre il loro impatto negativo su ambiente e diritti umani. Il testo è frutto di una serie di trattative con gli Stati membri avvenute negli ultimi mesi.
Il testo della nuova norma è stato approvato dal Parlamento europeo con 374 voti favorevoli, 235 contrari e 19 astensione e obbliga le imprese e i relativi fornitori e partner aziendali a monte e a valle (quindi sia per l’approvvigionamento sia per la produzione sia per la distribuzione) a prevenire, fermare o attenuare le ripercussioni negative delle loro attività su ambiente e diritti umani. Particolare attenzione è volta al lavoro minorile, allo sfruttamento dei lavoratori, alla perdita di biodiversità, all’inquinamento e alla distruzione del patrimonio naturale.
La norma dovrà ora essere formalmente approvata dal Consiglio e infine pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’UE. Entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione. Gli Stati membri avranno due anni per recepire le nuove norme nel diritto nazionale.
Indice
Chi riguarderà la direttiva CSDDD
Le nuove norme sulla due diligence riguarderanno da un lato le società madri e le imprese dell’UE con oltre 1.000 dipendenti e un fatturato mondiale superiore a 450 milioni di euro, e dall’altro i franchising nell’UE con un fatturato di più di 80 milioni di euro di cui almeno 22,5 milioni sono stati generati da royalties. Saranno coinvolte anche le società madri, le imprese e i franchising di paesi terzi che raggiungono le stesse soglie di fatturato nell’UE. Tutte queste società saranno tenute a integrare il dovere di diligenza nelle loro politiche, realizzare investimenti ad hoc, ottenere garanzie contrattuali dai partner, migliorare il loro piano aziendale o fornire sostegno ai partner commerciali di piccole e medie dimensioni per assicurarsi che rispettino i nuovi obblighi. Dovranno anche adottare un piano di transizione per allineare il loro modello di business alla soglia di 1,5 °C di riscaldamento globale fissata dall’accordo di Parigi.
Quando dovranno essere applicate le nuove norme sulla due diligence
Con l’eccezione degli obblighi di comunicazione, che seguono le regole della CSRD, l’applicazione sarà graduale e riguarderà:
- le imprese con oltre 5. 000 dipendenti e un fatturato superiore a 1.500 milioni di euro a partire dal 2027;
- le imprese con oltre 3.000 dipendenti e un fatturato superiore a 900 milioni di euro a partire dal 2028;
- tutte le altre imprese che rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva (quindi quelle con oltre 1.000 dipendenti e un fatturato superiore a 450 milioni di euro) a partire dal 2029.
Sanzioni e risarcimento delle vittime
Secondo quanto stabilito dalla CSDDD, gli Stati membri avranno l’obbligo di mettere a disposizione delle aziende informazioni dettagliate sul dovere di diligenza tramite portali online contenenti gli orientamenti della Commissione UE. Dovranno anche istituire o designare un’autorità di controllo incaricata di indagare e sanzionare il mancato rispetto delle norme, ad esempio denunciando per screditare le imprese in questione o multandole con ammende fino al 5 % del loro fatturato netto mondiale. In aggiunta, una rete europea delle autorità di controllo istituita dalla Commissione faciliterà la cooperazione e lo scambio di migliori pratiche. Le società che violano il loro dovere di diligenza dovranno rispondere dei danni causati e risarcire appieno le vittime.
“Il voto di oggi rappresenta una svolta in termini di responsabilità aziendale e un importante passo avanti nella lotta alle pratiche da Far West di alcune imprese ai danni delle persone e del pianeta” ha dichiarato la relatrice Lara Wolters (S&D, NL), “Queste norme sono il frutto di un compromesso raggiunto faticosamente dopo anni di difficili negoziati. Sono orgogliosa dei risultati ottenuti con i nostri alleati progressisti. Durante la prossima legislatura ci impegneremo non soltanto per una rapida attuazione di questa legge, ma anche per rendere l’economia europea ancora più sostenibile”.
