Gli Stati Uniti cercano di bloccare l’applicazione della CSDDD per le aziende USA. È stata infatti presentata una nuova proposta legislativa volta a proteggere le aziende statunitensi dall’obbligo di conformarsi alla Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD) dell’Unione Europea.
La CSDDD impone alle aziende l’obbligo di individuare, valutare, prevenire, mitigare, gestire e correggere gli impatti sulle persone e sull’ambiente lungo tutta la catena di fornitura. Le aree coinvolte includono il lavoro minorile, la schiavitù, l’inquinamento, le emissioni, la deforestazione e i danni agli ecosistemi. Tali obblighi si applicano alla catena di approvvigionamento a monte e ad alcune attività a valle, come la distribuzione e il riciclo.
La direttiva, volta all’identificazione e mitigazione dei rischi lungo la supply chain è stata adottata a maggio 2024, ma è tra quelle maggiormente alleggerite dal recente pacchetto Omnibus. La semplificazione proposta dalla Commissione UE che sarà discussa e votata a inizio aprile da Parlamento e Consiglio prevede un posticipo della sua attuazione e una riduzione del suo campo di applicazione, limitando la due diligence in materia di sostenibilità ai soli partner commerciali diretti.
Con il nuovo disegno di legge proposto negli Stati Uniti, le aziende americane operanti in settori come agricoltura, estrazione mineraria, energia, legname e manifattura sarebbero esentate dall’obbligo di conformarsi alla CSDDD o a qualsiasi altra normativa straniera sulla due diligence in materia di sostenibilità. Inoltre, le sentenze dei tribunali stranieri relative a tali regolamenti non verrebbero riconosciute, e la proposta impedirebbe l’adozione di misure punitive contro le aziende in relazione a queste normative.
