SACE Simest pubblica la Mappa dei Rischi 2021 “Rosso, giallo e green: i colori dei rischi e della ripresa sostenibile per l’export italiano”. Il 2021 sarà un anno di transizione verso la ripresa, grazie ai progressi nel contrasto al virus e nonostante i rischi di nuove ondate, trainata dai fattori di resilienza e da una nuova attenzione alla sostenibilità come parte integrante delle strategie di competitività aziendale.
La Mappa dei Rischi 2021 si avvale di un set aggiornato di indicatori che valutano, insieme ai tradizionali fattori di rischio di credito e rischio politico, anche aspetti di sostenibilità ormai imprescindibili, definiti in collaborazione con la Fondazione Enel: cambiamento climatico, benessere sociale, e transizione energetica.
Ne emerge un quadro contraddistinto da un incremento generalizzato dei livelli di rischio, ma anche da una profonda eterogeneità tra le diverse aree geografiche, in cui le imprese potranno sfruttare le opportunità di crescita persino nelle Regioni più “instabili”, grazie a un approccio in cui competitività e sostenibilità diventano due facce della stessa medaglia.
Il nuovo set di indicatori, elaborato in collaborazione con Fondazione Enel, comprende un indicatore di rischio di cambiamento climatico che monitora i principali rischi climatici (es. alte temperature, fragilità idrogeologica e vento) e i relativi impatti socio-ambientali, a cui si aggiungono due campi di analisi: il primo di benessere sociale, approfondisce la demografia, l’uguaglianza, il livello di salute, l’istruzione e il lavoro, evolvendo l’approccio del Benessere Equo Sostenibile (BES) utilizzato da Istat; il secondo, di transizione energetica, misura lo stato di avanzamento e gli effetti geopolitici della riconversione verso un nuovo mix energetico, quale fattore di resilienza, in un contesto caratterizzato dal crollo del prezzo del petrolio e dall’ascesa delle risorse rinnovabili e reti elettriche.
Sotto questo profilo, spicca il posizionamento dell’Europa, ma anche dell’America Latina, con una forte presenza di generazione rinnovabile in paesi come il Cile, il Perù e il Brasile, primo classificato tra i membri del G20 e con i migliori risultati sulle rinnovabili. In Africa sub-sahariana buono il posizionamento del Kenya. Sul fronte dell’efficienza energetica, i Paesi industrializzati occidentali vantano sicuramente il miglior posizionamento – con Italia e Germania appena fuori dal gruppo dei 10 migliori – seguite da Paesi Bassi, Regno Unito e Giappone. India e Cina tra i meno performanti in efficienza, accompagnati dai Paesi dell’Africa Subsahariana. I Paesi europei e Paesi asiatici quali Giappone, Corea del Sud, Cina e Vietnam dominano il ranking di elettrificazione dei consumi. Mal posizionata l’America Latina, con l’eccezione del Cile, e soprattutto l’Africa Subsahariana, a esclusione del Sud Africa e di piccoli Paesi insulari come Seychelles e Mauritius.
La Mappa 2021 dipinge un quadro dei rischi dai colori più accesi, con un incremento generalizzato di tutti i profili di rischio. L’aumento più pronunciato riguarda i rischi di credito, a causa degli impatti economici della pandemia, ferma restando una forte attenzione alle tensioni politico-sociali e alla sostenibilità riflesse dagli altri indicatori.
In questo scenario d’incertezza, si fanno strada aspettative di ripresa per il 2021 e per il biennio successivo, sebbene a tassi meno sostenuti che in passato. Secondo Oxford Economics, l’attività economica globale è attesa in ripresa del 5% nel 2021, secondo l’OCSE del 4,2%, e secondo il FMI del 5,5%. Ma il rimbalzo stimato quest’anno per le economie avanzate non sarà tale da recuperare la contrazione del 2020. Per contro, i Paesi emergenti registreranno una dinamica più pronunciata grazie sia a una maggiore efficienza nel contenere la crisi sanitaria in importanti economie come quelle del Sud-est asiatico, ad esempio Corea del Sud e Vietnam, sia al forte traino della Cina.
