L’offerta pubblica iniziale delle azioni Plenitude è stata posticipata. Eni annuncia la decisione di congelare la quotazione per via delle turbolente condizioni che gravano sui mercati finanziari. Lo sbarco a Piazza Affari sarà riprogrammato a data da destinarsi.
La quotazione di Plenitude sarebbe dovuta scattare a luglio, poggiando su un’offerta al retail e sull’impegno di investitori istituzionali qualificati. L’Ipo avrebbe previsto il collocamento di una quota di circa il 20% con una valorizzazione che si sarebbe attestata, secondo le stime, attorno agli 8 miliardi. Con il contributo delle banche del consorzio, Eni e Plenitude avevano già iniziato a testare il polso del mercato subito dopo l’annuncio dell’entrata in Borsa del 9 giugno scorso. L’attività esplorativa era tesa a valutare il reale interesse degli investitori e a fissare il range di prezzo.
Tuttavia, il braccio green di Eni non varcherà la soglia di Palazzo Mezzanotte, almeno per il momento. Secondo il Cane a sei zampe, la volatilità e l’incertezza attuale richiedono un’ulteriore fase di monitoraggio. Le ragioni addotte sono da leggere anche a fronte dell’incertezza dovuta agli sviluppi della guerra fra Russia e Ucraina. Nelle scorse settimane, Mosca ha aperto, infatti, il fronte energetico destabilizzando ancora di più il settore.
Al momento, il gruppo guidato da Claudio Descalzi non indica una data per la valorizzazione della società. In una nota del comunicato, tiene però a precisare che la decisione di rinviare l’Ipo è stata presa malgrado “Plenitude abbia riscontrato da parte degli investitori un forte e diffuso interesse, nonché un significativo consenso sulla sua strategia”. In questa fase, la società guidata da Stefano Goberti continuerà a sviluppare la propria strategia di offerta di energia decarbonizzata a tutti i clienti, attraverso lo sviluppo degli investimenti nelle rinnovabili e nella mobilità elettrica.
Attualmente, Plenitude riunisce le attività retail Gas & Power distinguendosi per l’attività nel campo delle rinnovabili e della mobilità elettrica. La società può contare su un portfolio di circa 10 milioni di clienti e su 1,4 GW di generazione di energia rinnovabile. Gli sviluppi previsti nel piano industriale prevedono che, entro il 2025, siano superati i 6 GW di capacità installata (più di 15 GW entro il 2030). Gli investimenti saranno orientati anche in direzione della mobilità sostenibile con l’obiettivo di installare, entro il 2025, 30mila punti di ricarica proprietari (35mila entro il 2030). A fronte di questi sforzi, il numero di clienti dovrebbe salire a 11,5 milioni nel 2025 e a più di 15 milioni nel 2030.
