Comunità

Parola all'esperta

Vivere la comunità: un percorso condiviso

Nessuno può agire da solo: l’azione umana è per sua natura plurale e prende forma solo nello spazio condiviso con gli altri. Vivere la comunità è uno dei sei percorsi del programma culturale della 14° edizione del Salone della CSR e dell’innovazione sociale (gli altri sono: Gestire le organizzazioni; Ridisegnare le relazioni; Rigenerare il pianeta; Ripensare la finanza; Rinnovare il mondo dello sport), che sarà in Università Bocconi il 6, 7, 8 ottobre 2026 e vedrà la partecipazione di 250 organizzazioni “Protagoniste” e di oltre 500 relatori.

Il percorso Vivere la comunità nasce dall’idea che nessuno può progredire davvero da solo, né le persone né le organizzazioni né i territori. La vita comunitaria è la base su cui si costruisce ogni progetto di sviluppo sostenibile.

Vivere la comunità vuol dire, prima di tutto, scegliere di partecipare, non restare a guardare ma mettersi in gioco in una visione che riguarda il presente e il futuro di un territorio. Serve apertura, disponibilità al confronto, capacità di vedere negli altri dei compagni di viaggio e non dei concorrenti. Imprese, associazioni del Terzo Settore, enti pubblici, cittadini: ognuno porta con sé prospettive, competenze, relazioni diverse. Ed è quando queste energie si incontrano che succede qualcosa che nessuno, da solo, avrebbe potuto ottenere. Come diceva il sociologo Zygmunt Bauman, “La comunità non è un luogo. È un modo di essere insieme”. 

In uno scenario in continua evoluzione, c’è uno strumento che sta diventando centrale: la co-progettazione. Non è una semplice consultazione, ma un lavoro condiviso in cui obiettivi, soluzioni e responsabilità si definiscono insieme, con la consapevolezza che chi vive un territorio ne conosce i bisogni meglio di chiunque altro. I Patti di collaborazione, gli accordi tra cittadini e pubblica amministrazione per la cura dei beni comuni, ne sono un esempio concreto: informali, ma spesso più efficaci di altri strumenti formali, perché nascono dalla fiducia reciproca.

Per le imprese, partecipare alla vita della comunità non è solo filantropia, ma una scelta strategica. Chi opera in un territorio deve capirne le dinamiche, stringere legami con le realtà locali, dimostrare con i fatti che la propria presenza porta un beneficio reale. Anche il volontariato aziendale va in questa direzione: non un gesto isolato di generosità, ma un investimento che migliora il clima interno e lega l’impresa al territorio in cui lavora.

Anche il Salone della CSR è, in fondo, una comunità: eterogenea, aperta, in continua trasformazione. Le organizzazioni che vi partecipano portano le proprie esperienze, le confrontano con quelle altrui e ripartono con idee e connessioni nuove. 


Rossella Sobrero Ridisegnare le relazioni
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