Un gruppo di 20 personalità di rilievo in campo politico e diplomatico tra cui ex commissari UE, ministri e rappresentanti ONU, ha pubblicato una lettera aperta dal titolo Safeguarding the EU Sustainability Framework per ribadire l’importanza dell’apparato normativo europeo sulla sostenibilità. Il documento è indirizzato alle istituzioni e ai governi dell’Unione Europea ed esprime preoccupazione per l’approccio del pacchetto Omnibus I. In particolare i messaggi principali che emergono sono:
- La transizione verso un’economia più equa e sostenibile non può attendere. Gli impatti del cambiamento climatico sono già evidenti negli ecosistemi e nelle società di tutto il mondo, portando con sé costi economici significativi e sfide sociali. Questi effetti devono essere affrontati con urgenza, in linea con gli scenari delineati dalla comunità scientifica.
- La dicotomia tra sostenibilità e responsabilità sociale da un lato, ed efficienza e competitività dall’altro è falsa. Al contrario, questi obiettivi sono compatibili e si rafforzano a vicenda: un forte impegno per la sostenibilità rafforza la competitività, aumenta la resilienza, riduce i rischi e contribuisce alla creazione di valore e fiducia nel lungo periodo.
- È importante sostenere una competitività fondata sull’innovazione e sulla giustizia sociale — non su una corsa al ribasso fatta di tagli ai costi o dell’erosione degli standard di welfare e dei diritti umani, sia all’interno dell’UE sia nei Paesi terzi. L’Europa deve mantenere questa leadership morale non solo al proprio interno, ma lungo tutte le catene del valore fortemente internazionalizzate delle grandi aziende che operano nel suo territorio.
I firmatari ribadiscono inoltre che la transizione verso un’economia più sostenibile e giusta non è solo una sfida, ma anche un’opportunità strategica per costruire un’Unione Europea più autonoma e resiliente di fronte a crisi e shock esterni. Questo è particolarmente importante in settori chiave come l’energia, l’approvvigionamento di materie prime critiche e la stabilità delle catene di fornitura. Per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione saranno necessari cambiamenti trasformativi nei modelli di produzione, sostenuti da politiche pubbliche che promuovano la trasparenza e creino incentivi – e disincentivi – chiari per gli attori di mercato. “Regole chiare in materia di sostenibilità generano certezza e costruiscono fiducia tra consumatori e mercati finanziari, incoraggiando gli investimenti in innovazione e tecnologie pulite a supporto degli obiettivi sociali e climatici dell’Europa. Al contrario, l’indebolimento di tali regolamenti rischia di minare gli incentivi allo sviluppo di tecnologie e modelli di business sostenibili all’interno dell’UE” scrivono e aggiungono: “Riconosciamo gli sforzi compiuti da imprese e altri attori che riconoscono l’importanza di garantire la sostenibilità ambientale e sociale delle proprie attività. Chiediamo un quadro normativo stabile e coerente che offra certezza giuridica e promuova attivamente comportamenti aziendali responsabili”.
Tra gli autori del documento ci sono Joaquín Almunia, Vicepresidente della Commissione Europea e Commissario UE (Spagna), Zeid Ra’ad Al Hussein, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (Giordania), Josep Borrell, Rappresentante dell’Unione Europea e Vicepresidente della Commissione Europea (Spagna), Zdzisław (Dzidek) Kędzia, Presidente del Comitato ONU per i Diritti Economici, Sociali e Culturali (Polonia), John H. Knox, Professore di Diritto Internazionale presso la Wake Forest University e Relatore Speciale ONU su diritti umani e ambiente (Stati Uniti), Ramón Jáuregui, Ministro della Presidenza, Eurodeputato, Presidente della Fondazione Euroamérica (Spagna), Mogens Lykketoft, Ministro degli Affari Esteri e Presidente del Parlamento e Presidente dell’Assemblea Generale dell’ONU (Danimarca) e Olivier de Schutter, Relatore Speciale ONU su povertà estrema e diritti umani (Belgio).
