Il Comitato Nazionale Pari Opportunità (CNPO), in collaborazione con la Fondazione Nazionale di Ricerca dei Commercialisti, ha lanciato un questionario anonimo rivolto a tutti i commercialisti e le commercialiste italiane, con l’obiettivo di fotografare la reale situazione delle pari opportunità nella professione, oltre che sensibilizzare sull’argomento. Anche perché, come mostra il Documento di ricerca sulla Dinamica dei redditi dei commercialisti italiani tra il 2008 e il 2023 della Fondazione nazionale dei commercialisti, il solco del divario di genere nella categoria è ancora estremamente elevato a dispetto del numero di donne che ha intrapreso la professione.
Un tema che, proprio in questi giorni, è stato al centro di discussioni vista l’assenza di donne commercialiste nel panel degli Stati Generali dei Commercialisti, tenutosi il 10 giugno che ha scatenato una polemica sui social. Un evento rilevante per la categoria, ma rappresentativo solo in parte della sua composizione reale, come ha sottolineato la Presidente dell’Ordine di Milano, Marcella Caradonna.
Il questionario sulla parità di genere tra i commercialisti
Fino al 14 luglio 2025 commercialisti e commercialiste potranno dunque rispondere, in forma anonima, alla survey permettendo al CNPO di raccogliere dati concreti su come vengono percepite e vissute le pari opportunità nella professione. Nello specifico le risposte permetteranno di capire meglio i fattori di stress, le cause del divario retributivo di genere e, soprattutto, di orientare di conseguenza le attività future del Comitato stesso. I risultati saranno utilizzati per aggiornare il bilancio di genere realizzato dal Comitato.
Le domande del questionario affrontano diversi temi fondamentali come: l’equilibrio tra vita privata e impegni professionali; la definizione (e percezione) stessa delle pari opportunità; le ore di lavoro quotidiane dedicate alla professione; le difficoltà dopo la nascita di un figlio, anche in termini di reddito; la qualità della formazione offerta dagli Ordini territoriali su questi temi.
Gender gap: a che punto siamo?
Stando ai dati del bilancio di genere del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili relativo all’anno 2023, in Italia il numero di commercialisti uomini è pari al 66,1% mentre le iscritte donne sono il 33,9%. Un dato che, però, negli ultimi dieci anni sta ma mano continuando a crescere. Non mancano però importanti differenze a livello geografico: l’Ordine della Campania è composto, per esempio, per il 73% da uomini e solo per il 27% da donne; l’Emilia Romagna, dal canto suo, conta il 58% di uomini e il 42% di donne.
Per quanto riguarda le figure apicali invece, le quote di genere dei componenti delle Commissioni di Studio del Consiglio Nazionale nel 2023 erano pari al 74% uomini mentre le donne il 26% e i presidenti dei Consigli degli Ordini territoriali contavano solo il 14% di quote rosa con ben 9 regioni senza nessuna presidente donna.
Infine dall’analisi del CNDCEC emerge quanto il divario retributivo tra donne e uomini sia ancora molto elevato. Nel 2023 il volume d’affari femminile è stato circa la metà di quello maschile: ovvero quello degli uomini è stato pari a 161.394 euro mentre quello delle donne pari a 85.671 euro che significa un gender pay gap del 46,9%. Una disuguaglianza che rispecchia anche il reddito netto. Stando ai dati delle dichiarazioni del 2023, relative quindi alle retribuzioni del 2022, gli uomini hanno guadagnato in media 85.120 euro mentre le donne 49.131 euro che indica un gender pay gap del 42,3%.
