La Commissione europea ha presentato il piano di lavoro 2025-2030 relativo al regolamento sull’ecodesign per prodotti sostenibili (ESPR) e al regolamento sull’etichettatura energetica, con l’obiettivo di stabilire standard e requisiti comuni di sostenibilità per una vasta gamma di prodotti nell’UE e migliorare le informazioni disponibili per i consumatori riguardo all’impatto ambientale degli articoli acquistati.
Il nuovo piano prende parte da una proposta del 2022 nella revisione e l’ampliamento dell’attuale direttiva del 2009 sull’ecodesign, inizialmente limitata ai prodotti connessi al consumo energetico. Il nuovo regolamento, adottato nel luglio 2024, amplia il campo d’azione per includere prodotti di vario tipo, rendendoli più sostenibili, circolari ed efficienti lungo tutto il ciclo di vita.
Grazie a questo regolamento, la Commissione potrà definire requisiti ambientali specifici per ogni prodotto, che potranno riguardare aspetti come la durabilità, la riparabilità, la possibilità di aggiornamento, il contenuto riciclato, l’efficienza energetica e delle risorse, l’impatto ambientale e carbonico e l’uso di sostanze che ostacolano il riciclo. È prevista inoltre l’introduzione del “Passaporto digitale del prodotto”, uno strumento che permetterà a consumatori e aziende di accedere facilmente a informazioni ambientali rilevanti sui prodotti.
Il piano individua alcune categorie di prodotti che avranno la priorità nei prossimi cinque anni per l’introduzione dei nuovi requisiti di ecodesign ed etichettatura: tra questi ci sono acciaio, alluminio, tessili, in particolare nel settore dell’abbigliamento, mobili, pneumatici e materassi. La selezione si basa sul loro potenziale contributo all’economia circolare.
Alcune categorie menzionate come prioritarie nell’accordo tra Consiglio e Parlamento dell’UE, tra cui calzature, detergenti, vernici, lubrificanti e sostanze chimiche, sono assenti dal piano.
Organizzazioni ambientaliste, come l’European Environmental Bureau (EEB), hanno accolto con favore il piano, ma hanno anche espresso preoccupazione per l’esclusione di questi settori, sottolineando che il documento “non rispetta pienamente le promesse ottenute con fatica nel processo legislativo.”
