Le scelte politiche di Trump stanno disegnando un mondo diverso da quello degli ultimi 80 anni. Quello di oggi è un mondo multipolare, con il disordine globale che regna sovrano, il diritto internazionale che sembra sbriciolarsi e il confronto tra superpotenze come Stati Uniti, ma anche Russia e Cina, che si è trasformato in uno scontro di prepotenze, ha esordito la politologa Chiara Tintori all’incontro US vs UE: quale futuro per gli investimenti ESG? promosso da Altis graduate School of Sustainable Management, scuola di formazione dell’Università Cattolica in occasione della prima delle tre giornate del Salone del Risparmio.
Che cosa significa questo nuovo scenario globale per la finanza internazionale e per le politiche europee sulla sostenibilità? Quali saranno le ricadute su investimenti, aziende e risparmiatori? A rispondere a questi interrogativi sono intervenuti Matteo Pedrini, Direttore di ALTIS, Andrea Cincinnati Cini, Head of ESG di Cerved Rating Agency, Paola Mungo, Coordinatrice Scientifica del Master in Finanza e Investimenti ESG di ALTIS e Chiara Tintori, Politologa e saggista.
Il cambio di direzione del governo Trump per quanto riguarda l’alleanza con il Vecchio Continente, ha affermato Tintori, è stato vissuto come un tradimento dall’Europa e come tutti i tradimenti ha bisogno di tempo per essere metabolizzato. Gli stravolgimenti improvvisi generano rassegnazione o ansia, che a sua volta può generare paura, rabbia e anche violenza. Per bloccare queste spirali Tintori esorta a usare il pensiero critico, essere consapevoli ed informati, in modo da distinguere i fatti dalle affermazioni che ci bombardano ogni giorno. Uno dei primi annunci fatti da Trump, ha ricordato Andrea Cincinnati Cini, è stato quello dell’uscita degli USA dagli accordi di Parigi. Un altro ordine esecutivo è stato quello di bloccare gli investimenti per infrastrutture ad impatto ambientale (e quindi vengono bloccati flussi canalizzati su investimenti di circa 380 miliardi di dollari), un avvio di politica di smantellamento del Green New Deal statunitense. C’è stata anche una limitazione della trasparenza informativa dei bilanci sulle emissioni di carbonio e l’uscita di fondi e banche USA da organizzazioni per la transizione energetica. Ma già prima dell’insediamento di Trump si è assistito ad un deflusso di investimenti sostenibili negli USA. Tuttavia l’esigenza di investimenti ESG non è cessata e alcuni dati mostrano che si è orientata verso fondi e gestori europei.
Nel 2024 l’Europa aveva circa il 60% di masse concentrate su asset sostenibili, quindi una leadership importante, ha affermato Paola Mungo, e nei primi mesi del 2025 gli investitori retail europei hanno dichiarato un interesse a investire in finanza sostenibile per una cifra pari al 50% del loro portafoglio. Questi dati, per Mungo, confermano come l’Europa sia ad uno stadio di maturità degli asset finanziari sostenibili che rende improbabile una retromarcia, tutt’al più è possibile un rallentamento fisiologico. E sull’ arbitraggio dei player tra gli Stati Uniti e l’Europa, giocherà un ruolo importante anche l’innovazione finanziaria. Centrale, ancora una volta, è il tema della alfabetizzazione finanziaria per scelte di investimento consapevoli oltre al ruolo dei consulenti finanziari e di strumenti di profilatura degli investitori come il MIFID.
In questo scenario globale indeterminato Matteo Pedrini ha dato voce al disagio delle imprese. L’incertezza blocca la possibilità di fare valutazioni e quindi investimenti a lungo termine come negli impianti che difficilmente potranno essere spostati solo a seguito dell’andamento dei dazi. Quello che è certo è che gli Stati Uniti oggi sono visti come un paese meno interessante rispetto al passato, e altri paesi, che prima erano visti come instabili, oggi assumono un interesse maggiore, come l’Africa e le sue prospettive di crescita.
Gli investimenti in ambito ESG, sostiene Pedrini, hanno una dimensione valoriale che non può scomparire all’istante, soprattutto per le imprese che hanno fatto della sostenibilità una variabile competitiva. I consumatori interessati a prodotti eco compatibili ci sono ancora, e anche gli investitori interessati al mondo ESG. Un rapporto ESMA sull’etichettatura dei fondi, ha affermato Cincinnati Cini, ha mostrato come i fondi con nomi che richiamano clima o ambiente attirano maggiori flussi e per questo c’è grande attenzione ad evitare fenomeni di greenwashing. È stato inoltre ricordato che il peso dell’Europa sugli asset globali investiti in ambito ESG è dell’84% mentre quello degli USA è solo dell’11%.
È nota l’ambizione dell’Unione Europea di essere il primo continente climaticamente neutro entro il 2050, trasformando profondamente l’economia e la società in modo sostenibile ed equo. Costi e benefici però non sono ripartiti equamente ed è per questo che deve entrare in gioco la politica che ha il compito di fare in modo che la transizione ecologica e i suoi inevitabili costi non vadano ad alimentare ulteriori disuguaglianze a danno della sostenibilità sociale. Recentemente, però, l’interesse della UE sembra spostato verso quella che alcuni definiscono come un’economia di guerra, sottraendo risorse a welfare e green deal e facendo passare il concetto che la transizione possa avvenire solo quando le cose vanno bene. Non è così perché la crisi climatica è sotto gli occhi di tutti e a tal proposito, è stato ricordato, la Slovenia è il primo paese europeo a legare l’emissione di debito nazionale al raggiungimento dei suoi obiettivi climatici e di riduzione dei gas serra.
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L’edizione 2025 di ESGmakers – Speciale Asset Management offre una fotografia sulla situazione attuale e traccia le prospettive degli investimenti sostenibili anche alla luce dei recenti eventi politici e normativi a livello internazionale.
Nella guida sono presenti studi di settore e gli interventi di Francesco Bicciato, Direttore Generale del Forum per la finanza sostenibile, Manuela Mazzoleni, Direttrice Sostenibilità e Capitale Umano di Assogestioni, Fabio Cappa, Senior Institutional Client Manager di Raffeisen Capital Management, Riccardo Realfonzo, Coordinatore del comitato tecnico di Assofondipensione e presidente del Fondo Perseo Sirio, Antonella Massari, Segretario Generale AIPB – Associazione Italiana Private Banking, Emanuele Maria Carluccio, Presidente Efpa Europe.

