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Decarbonizzazione

UBS posticipa gli obiettivi net zero di 10 anni

UBS ha annunciato di aver rinviato di 10 anni il suo obiettivo di ridurre le emissioni net zero nelle proprie operazioni, spostando la scadenza dal 2025 al 2035. È stato reso noto nel rapporto di sostenibilità 2024 e la decisione è stata principalmente influenzata dalla recente acquisizione di Credit Suisse.

La banca ha anche deciso di ritirare un obiettivo relativo alla sua divisione Asset Management, che prevedeva di allineare il 20% degli asset in gestione (AUM) con l’obiettivo di zero emissioni nette entro il 2030. UBS ha dichiarato di voler rivedere tale target a causa dell’integrazione di Credit Suisse.

L’annuncio di UBS arriva in un momento in cui molte banche globali stanno rivedendo o ritirando i loro impegni climatici, ma le modifiche di UBS appaiono meno drastiche rispetto ad altre, come HSBC che ha posticipato di 20 anni il suo obiettivo di zero emissioni nette nelle operazioni e nella catena di approvvigionamento, fissando la nuova scadenza al 2050. Inoltre, molte banche degli Stati Uniti, del Canada e di altri paesi hanno lasciato la Net-Zero Banking Alliance (NZBA), e Wells Fargo ha completamente abbandonato il suo obiettivo di emissioni finanziate nette pari a zero entro il 2050.

Nonostante ciò, UBS ha confermato di voler mantenere il suo impegno nell’ambito dell’NZBA e ha ribadito di essere ancora focalizzata sulla decarbonizzazione. Per il 2030, la banca ha fissato obiettivi per settori specifici, tra cui l’immobiliare residenziale e commerciale in Svizzera, la generazione di energia, il ferro e l’acciaio, il cemento e i combustibili fossili. UBS ha spiegato inoltre che il cambiamento della data dell’obiettivo net zero è dovuta all’ampliamento del portafoglio immobiliare aziendale, dovuto proprio dall’acquisizione di Credit Suisse, che ha ridefinito i suoi obiettivi stabiliti dalla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD).

Nel rapporto, UBS ha cambiato la formulazione rispetto ai suoi impegni climatici rispetto al 2023. In precedenza, la banca aveva dichiarato che “entro il 2050, l’ambizione è quella di raggiungere emissioni net zero nelle attività Scope 1, 2 e nelle attività specifiche dello Scope 3”. Ora, UBS ha aggiornato la dichiarazione affermando che “entro il 2050, l’economia globale mira a passare a zero emissioni. Ad esempio, nelle nostre operazioni Scope 1 e 2, UBS prevede di raggiungere emissioni nette zero entro il 2035, ben prima del 2050″, e ha riformulato l’obiettivo per lo Scope 3, concentrandosi sull’allineamento dei settori specifici a percorsi di decarbonizzazione.

Oltre al nuovo obiettivo di zero emissioni nette, UBS ha fissato un traguardo intermedio di riduzione delle emissioni Scope 1 e 2 del 57% entro il 2030, rispetto ai livelli del 2023. La banca si è inoltre impegnata a ottenere il 100% dell’elettricità da fonti rinnovabili idonee alla generazione entro il 2026. Per l’obiettivo di zero emissioni nette al 2035, UBS mira a ridurre le emissioni di almeno il 90% prima di neutralizzare le eventuali emissioni residue tramite l’acquisto di crediti di rimozione del carbonio, mentre l’obiettivo intermedio del 2030 non prevede l’uso di tali crediti.

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