La big dell’oil&gas Shell cede Sprng Energy, piattaforma di energie rinnovabili indiana da 5 GW, ad Aditya Birla Renewables, partecipata da Global Infrastructure Partners, il fondo infrastrutturale controllato da BlackRock. L’operazione porterà il gruppo indiano a 9,3 GW di capacità nel settore delle rinnovabili.
Shell cederà Sprng Energy, la sua piattaforma per le energie rinnovabili in India, ad Aditya Birla Renewables (ABREN), società del gruppo indiano Aditya Birla partecipata da Global Infrastructure Partners (GIP), il fondo infrastrutturale controllato da BlackRock. L’operazione valuta Sprng Energy 1,8 miliardi di dollari e riguarda un portafoglio di impianti con una capacità complessiva di circa 5 GW. Si tratta di una delle maggiori operazioni nel settore delle energie rinnovabili in India per valore e dimensioni del portafoglio.
Sprng Energy era stata fondata nel 2017 dal fondo Actis. Nel 2022 Shell l’aveva acquistata per 1,55 miliardi di dollari, un’operazione che aveva triplicato la capacità rinnovabile operativa del gruppo e che rientrava nella strategia “Powering Progress”, con cui la società puntava ad ampliare la presenza nelle energie pulite e a raggiungere l’obiettivo delle emissioni nette zero entro il 2050.
Secondo i dati di fine 2025, Shell disponeva di 6,1 GW di capacità rinnovabile. Il portafoglio di Sprng Energy, con i suoi circa 5 GW, rappresentava quindi quasi l’80% della capacità rinnovabile complessiva dichiarata dal gruppo.
La vendita rientra nella strategia aggiornata presentata da Shell nel marzo 2025. La società ha spiegato di voler ottimizzare il portafoglio delle attività elettriche, concentrando gli investimenti sugli asset ritenuti più redditizi, aumentando il peso della generazione flessibile e destinando il capitale ad attività legate al trading dell’energia. L’obiettivo è migliorare la redditività del business e raggiungere un rendimento del capitale impiegato (ROACE) di circa il 10% entro il 2030.
Per Aditya Birla Renewables l’acquisizione consentirà di aumentare significativamente la propria capacità installata. Prima dell’operazione la società disponeva di circa 4,3 GW tra impianti operativi e in costruzione; con l’integrazione di Sprng Energy il portafoglio salirà a 9,3 GW, avvicinandosi all’obiettivo dichiarato di superare i 10 GW nel breve termine.
L’acquisizione sarà finanziata attraverso una combinazione di debito e capitale fornito da Grasim Industries, la principale società del gruppo Aditya Birla, e dai fondi gestiti da Global Infrastructure Partners. GIP era entrata nel capitale di ABREN alla fine del 2025 proprio per sostenere la crescita della piattaforma nel settore delle energie rinnovabili.
Secondo il presidente del gruppo Aditya Birla, Kumar Mangalam Birla, l’integrazione tra le due piattaforme consentirà alla società di costruire un portafoglio più diversificato e di sviluppare una pipeline di progetti che dovrebbe portare la capacità complessiva a oltre 20 GW nei prossimi anni.
L’operazione si inserisce nel contesto della crescita del mercato delle energie rinnovabili in India. Il Paese ha fissato l’obiettivo di raggiungere 500 GW di capacità rinnovabile installata entro il 2030 e ha annunciato di aver già raggiunto il traguardo di ottenere il 50% della capacità elettrica installata da fonti non fossili, uno degli obiettivi previsti per il 2030.
