Free from, super ingredienti e alimenti funzionali continuano a guadagnare spazio nei consumi degli italiani. L’Osservatorio Immagino di GS1 Italy ha analizzato oltre 151 mila prodotti per un sell-out complessivo di 57,3 miliardi di euro.
La ricerca di prodotti più salutari, ricchi di ingredienti funzionali e capaci di offrire maggiori garanzie su qualità e sicurezza continua a orientare la spesa degli italiani. Nel 2025 i 151.203 prodotti monitorati dall’Osservatorio Immagino di GS1 Italy hanno generato un sell-out complessivo di 57,3 miliardi di euro, in crescita dell’1,6% rispetto all’anno precedente, confermando l’evoluzione dei consumi verso scelte sempre più attente al benessere, alla sostenibilità e all’identità alimentare.
La diciannovesima edizione dello studio, che incrocia le informazioni presenti sulle etichette dei prodotti di largo consumo con i dati di vendita NielsenIQ nella grande distribuzione, evidenzia come il fenomeno del “free from” continui a rappresentare uno dei principali motori del mercato. I prodotti che comunicano l’assenza di ingredienti o sostanze considerate indesiderate, come glutine, lattosio, zuccheri, OGM o pesticidi, hanno raggiunto 12,5 miliardi di euro di vendite, registrando una crescita del 3,2% a valore.
Accanto a questo segmento avanza il mondo del “rich-in”, composto dagli alimenti che valorizzano la presenza di nutrienti e componenti benefici come proteine, fibre e fermenti lattici. Le oltre 12 mila referenze censite hanno sviluppato quasi 6 miliardi di euro di vendite, sostenute da una domanda che associa sempre più il cibo al concetto di prevenzione e benessere.
L’area più dinamica è però quella dei cosiddetti super ingredienti. Matcha, mango, anacardi, semi di chia, zenzero, acqua di cocco, avena e germe di grano continuano a conquistare spazio sugli scaffali e nelle preferenze dei consumatori. Le vendite dei prodotti che riportano questi ingredienti in etichetta hanno infatti superato 5,7 miliardi di euro, con una crescita del 5,3% a valore, la più elevata tra i principali fenomeni osservati.
Resta centrale anche il richiamo all’origine italiana. I prodotti che valorizzano il made in Italy, le indicazioni geografiche o il legame con i territori hanno sviluppato 13,3 miliardi di euro di sell-out. Pur mantenendo una posizione dominante, il fenomeno mostra una sostanziale stabilità nei volumi, segnale di una maturità ormai consolidata. In questo ambito continuano tuttavia a distinguersi le produzioni certificate e i prodotti legati alla tradizione gastronomica e vitivinicola locale. La ricerca di autenticità emerge anche nel paniere dedicato a qualità e tradizione, che comprende referenze definite artigianali, lavorate a mano, nostrane o di filiera. Un comparto che ha superato i 3,5 miliardi di euro di vendite e che conferma come il valore percepito passi sempre più attraverso elementi identitari e territoriali.
Tra i fenomeni in crescita figura anche il cosiddetto cibo identitario. Prodotti plant based, vegetariani, vegani e a base vegetale hanno generato oltre 3 miliardi di euro di vendite, beneficiando di una domanda che intreccia motivazioni salutistiche, ambientali ed etiche. Parallelamente cresce l’attenzione verso prodotti cruelty free e verso alimenti destinati agli animali domestici che ripropongono gli stessi claim presenti nel food destinato alle persone.
Lo studio rileva inoltre un consumatore sempre più sensibile alle garanzie offerte dai prodotti. La presenza di certificazioni, loghi e bollini relativi a sostenibilità, agricoltura biologica, pesca responsabile o commercio equo continua a rappresentare un elemento distintivo nelle scelte d’acquisto, tanto che le referenze che riportano tali certificazioni hanno sviluppato oltre 10 miliardi di euro di vendite.
Un altro elemento emerso dall’analisi riguarda il crescente ruolo delle informazioni contenute sulle etichette. Secondo GS1 Italy, la standardizzazione e la digitalizzazione dei dati di prodotto assumono un’importanza crescente in un contesto caratterizzato dalla diffusione dell’intelligenza artificiale e da nuovi modelli di acquisto digitali. Le informazioni presenti on pack infatti non rappresentano più soltanto uno strumento di comunicazione tra produttori, distributori e consumatori, ma diventano una componente essenziale per orientare le scelte di acquisto e garantire un’esperienza coerente lungo tutta la filiera.
La fotografia che emerge dall’Osservatorio Immagino descrive quindi un consumatore che continua a cercare equilibrio tra tradizione e innovazione, premiando da un lato l’origine italiana e la qualità percepita, dall’altro prodotti capaci di rispondere a esigenze sempre più specifiche in termini di salute, sostenibilità e stile di vita. Una trasformazione che sta ridefinendo le strategie dell’industria di marca e della distribuzione e che offre indicazioni rilevanti anche per gli investitori attenti all’evoluzione dei consumi sostenibili.
