Inquinamento

Terra dei fuochi: la Corte europea condanna l’Italia per non avere protetto i cittadini

La Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) ha condannato l’Italia per inadempienza riguardo gli obblighi di “elaborare una strategia globale per affrontare la situazione della Terra dei fuochi, istituire un meccanismo di monitoraggio indipendente e stabilire una strategia di informazione pubblica” al fine di proteggere i 2,9 milioni di abitanti della zona “dallo scarico, l’interramento o l’incenerimento di rifiuti su terreni privati, spesso effettuato da gruppi criminali organizzati”.

La sentenza nasce in seguito alla causa intentata da “Cannavacciuolo e altri contro Italia” presentato all’organismo che dipende dal Consiglio di Europa (l’istituzione internazionale nata nel 1949 allo scopo di promuovere la democrazia, i diritti umani, l’identità culturale europea e la ricerca di soluzioni ai problemi sociali nei Paesi in Europa) da quarantuno cittadini italiani e cinque associazioni poiché “nella zona è stato registrato un aumento dei tassi di cancro e dell’inquinamento delle falde acquifere”.

Nelle motivazioni della sentenza il Cedu scrive che “ha rilevato, in particolare, che lo Stato italiano non aveva affrontato una situazione così grave con la diligenza e la tempestività necessarie, nonostante fosse a conoscenza del problema da molti anni anni, in particolare nella valutazione del problema, nella prevenzione della sua prosecuzione e nella comunicazione alla popolazione interessata”.

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