“Smettere di bruciare per iniziare a costruire” è il motto che ha animato l’apertura dei lavori della Euronext Sustainability Week. Il riferimento è all’ambito energetico, ma è anche uno stimolo a non bruciare le energie in cose contingenti bensì ad impegnarsi a fare sempre meglio, ha affermato Claudia Parzani, Chair di Borsa Italiana introducendo questo evento dedicato alla finanza sostenibile, con occasioni pubbliche di dibattito e momenti di dialogo diretto tra società e investitori. La necessità di semplificare l’eccesso di regolamentazione e un approccio meno ideologico e più pragmatico alla sostenibilità sono stati alcuni dei temi emersi nel convegno di apertura. E sull’evoluzione del concetto di sostenibilità pesano anche fattori geopolitici. Ad esempio il programma ReArm Europe 2030 volto a rafforzare le capacità militari dell’Unione Europea pone il tema della tradizionale esclusione delle armi dalle politiche ESG.
Per Carlo Alberto Carnevale Maffè, Professor of Strategy della SDA Bocconi School of Management la sostenibilità è un prodotto economico non un esercizio regolatorio. La sostenibilità ambientale è una questione di esternalità che difficilmente possono essere gestite solo con l’uso di leggi o della forza e che hanno un forte impatto sulla competitività delle imprese. Pesano anche diversi fattori geopolitici come il cambiamento del ruolo degli Stati Uniti da fattore di stabilità a driver di incertezza. Un altro fattore è lo sviluppo dei prezzi globali del carbone che in Europa sono 6-8 volte quelli della Cina che, tra l’altro, controlla tra il 40 e il 95% dei volumi di produzione globali e sta installando più impianti per energia solare del resto del mondo messo assieme. Gli elevati costi energetici sono la ragione principale della crisi dei settori produttivi più energivori. Che cosa si può fare? L’intelligenza artificiale potrà accelerare il cambiamento nel mix energetico anche se non bisogna trascurare il fatto che la domanda di energia per i data center triplicherà entro il 2030, rappresentando il quarto più grande utilizzatore di energia al mondo.
Non meraviglia quindi che obiettivi che in questo contesto rischiano di essere troppo ambiziosi come il Net Zero siano stati abbandonati da molte società. E così il Green Deal, vale a dire l’insieme di iniziative politiche per rendere l’Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050, è stato rivisto strategicamente per bilanciare la transizione ecologica con la competitività industriale. Il Clean Industrial Deal supera i limiti del Green Deal definendo azioni più mirate e specifiche per rafforzare la competitività delle imprese europee nell’ambito della transizione verde. Diventare verdi richiede investimenti cospicui e non è una cosa che tutti possano permettersi, commenta il docente SDA, e porterà alla cosiddetta inflazione di transizione con un aumento dei prezzi causato, almeno in parte, dai costi legati alla transizione energetica e ambientale.
Dalla semplificazione alla competitività
Semplificazione e competitività è stato il tema al centro del panel a cui hanno partecipato Chiara Mosca, Commissaria CONSOB, Maria Cristina Bifulco, Chief Strategy Officer di Prysmian e Francesco Starace, Chair SBTi e Partner EQT Group e moderato da Claudia Parzani. Per affrontare gli elevati costi energetici a seguito delle importazioni di fonti fossili da parte dell’Europa viene auspicato un “modello Cina”, che ha da tempo investito sulle rinnovabili. Le leggi aiutano ad accelerare i cambiamenti favorendo la transizione energetica e digitale quindi l’innovazione, ma l’eccesso e la complessità di regolamentazione in materia di sostenibilità rischiano di avere un impatto fortemente negativo sulla competitività delle imprese. Arrivando a sfiorare quello che è stato ribattezzato un “narcisismo regolatorio” della UE. Ma il processo di semplificazione normativo è già in atto con il pacchetto omnibus, un insieme di misure legislative proposte dalla Commissione Europea nel 2025 per semplificare le normative UE in materia di rendicontazione sulla sostenibilità aziendale favorendo l’equilibrio tra sostenibilità e competitività economica.
Family Business: resilienza e competitività a lungo termine
Sul connubio sostenibilità e resilienza per le PMI italiane, spesso aziende familiari, sono intervenuti James Ferragamo, Chief Product Officer di Ferragamo, Beatrice Buzzella, Chair and CEO di Green Oleo ed Erica Alessandri, Board Member di Technogym moderato da Fabrizio Testa, CEO and GM di Borsa Italiana. Nelle imprese familiari, hanno sostenuto, la sostenibilità è un valore naturale: la ricerca di efficienza nell’uso delle risorse porta a ridurre consumi come gas e acqua, con benefici tangibili sia per l’ambiente sia per la competitività aziendale. Un’area particolarmente critica è invece quella del monitoraggio della value chain per tenere sotto controllo la sostenibilità di tutti i passaggi.
Meno idealismo e più pragmatismo per una sostenibilità reale
“Looking beyond the green” è il titolo dell’intervento di Swami Venkataraman, Associate Managing Director, Global Head of Assessments, Moody’s Ratings che ha fatto il punto sulla finanza per la transizione. Sui mercati è evidente il rallentamento delle emissioni globali di bond legati alla sostenibilità come mostra l’analisi dei grafici sulle nuove operazioni. Il mercato sta cambiando dando maggiore spazio al pragmatismo e mettendo da parte l’idealismo. Oggi l’obiettivo per molti investitori, e non solo, è una transizione realistica poiché gli standard green da soli non bastano più.
Il ruolo della finanza per alimentare una crescita sostenibile
Fabio Massoli, CFO di Cassa Depositi e Prestiti (CDP), Alessandra Genco, CFO di Leonardo e Luca Passa, CFO di Snam hanno partecipato alla tavola rotonda moderata da Maurizio Pastore, Head of Debt and Funds Listing Euronext che ha evidenziato un’evoluzione importante dei temi ESG nei settori della difesa, intesa nell’accezione di sicurezza, e dell’energia, aree in passato escluse a priori e giudicate non investibili mentre oggi la realtà impone di considerare questi settori nell’ambito della transizione ESG. Si tratta di settori destinati a crescere che vengono considerati opportunità di rendimento per i portafogli di investimenti, sia pubblici che privati, e che pongono anche un tema di responsabilità sociale e non solo. Per Massoli, infine, la sostenibilità non va vista solo in termini di compliance e di regolamentazione, ma come motore di crescita economica, soprattutto per le piccole e medie imprese. Per supportare questa crescita CDP ha integrato le valutazioni di sostenibilità della valutazione del progetto e quindi non più aggiunta rispetto alla valutazione di credito. E per una maggiore integrazione tra finanza e sostenibilità gioca un ruolo importante la tecnologia, come la blockchain.




