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Settimane SRI

Investimenti ESG, ancora pregiudizi e fake news, il Forum per la Finanza Sostenibile sfata i falsi miti

Sono ancora molti i pregiudizi che esistono sulla finanza sostenibile: molti investitori credono che gli investimenti sostenibili rendano meno rispetto ai tradizionali e abbiano costi e rischi più elevati, altri che la finanza sostenibile sia legata a concetti di etica e beneficenza e non a opportunità di investimento profittevoli, altri ancora che le norme UE portino a una minore efficienza del mercato. Tra i motivi di queste false credenze c’è la crescente fiducia nelle informazioni dei social media e di internet, le quali, se non provenienti da fonti istituzionali e/o scientifiche, possono essere non verificate. Se ne è discusso durante il webinar dal titolo La finanza sostenibile oltre i pregiudizi, all’interno del palinsesto delle settimane SRI promosse dal Forum per la Finanza Sostenibile, in occasione del quale è stata presentata la seconda edizione del noto paper del Forum in cui vengono sfatati i falsi miti contrari agli investimenti ESG.

All’evento online hanno preso parte Isabel Reuss, Senior Climate and Social Advisor, Forum per la Finanza Sostenibile, in dialogo con Vitaliano D’Angerio, giornalista, Il Sole 24 Ore, Daniela Costa, Divisione Studi e Regolamentazione, Consob e Francesco Bicciato, Direttore Generale, Forum per la Finanza Sostenibile.

Gli investitori hanno percezioni sbagliate riguardo agli investimenti ESG

Secondo dati Consob, racconta Daniela Costa, il 21% degli investitori – che dichiarano di avere almeno un prodotto complesso – ritiene che agli investimenti sostenibili siano associati rendimenti più bassi e rischi più elevati. Eppure, le principali analisi scientifiche affermano che, sebbene nel breve termine fattori di circostanza possano avvantaggiare i prodotti non ESG, nel lungo medio e lungo periodo è vero il contrario. Nel paper il Forum porta in causa il commento dell’ESMA pubblicato nel suo rapporto su costi e performance alla fine dello scorso anno: “I costi correnti dei fondi ESG sono inferiori o simili ai costi correnti degli equivalenti non ESG. Nel complesso, i fondi ESG hanno sottoperformato i loro equivalenti non ESG nel 2022, una probabile conseguenza della crisi energetica e della relativa impennata dei prezzi dell’energia. Tuttavia, i fondi ESG hanno comunque sovraperformato i loro equivalenti non ESG sull’orizzonte di investimento di tre anni”.

Inoltre, una gestione del rischio che non consideri gli aspetti di sostenibilità in un contesto come quello odierno mette in pericolo la stabilità finanziaria e rischia di sottostimare gli impatti negativi ESG sull’attività aziendale. Per esempio, tra i rischi ambientali che hanno un impatto finanziario sulle imprese ci sono il cambiamento climatico e i rischi fisici che ne derivano, come gli eventi meteorologici estremi che possono danneggiare i beni e interrompere le operazioni, oppure la scarsità e l’esaurimento delle risorse naturali, come l’acqua e le materie prime, i cui costi possono aumentare e la cui scarsità può limitare le capacità produttive. Sul fronte sociale invece alcuni rischi con impatti finanziari possono essere pratiche di lavoro che aumentano il tasso di turnover dei dipendenti e ne diminuiscono la fidelizzazione, generando una perdita di produttività, oppure relazioni comunitarie negative che ritardano l’approvazione di progetti, limitando così la crescita. Infine, quelli di governance riguardano strutture di corporate governance che presentano un rischio di corruzione e frode che storicamente è dimostrato abbiano un impatto finanziario sull’azienda, oppure la mancata conformità alle normative che può comportare multe, sanzioni e spese legali, oltre a interruzioni operative. Quindi: “trascurare di gestire questi rischi può minare la fiducia degli investitori e degli stakeholder, causando potenzialmente un aumento dei costi di capitale e una diminuzione degli investimenti. La mancata adozione di pratiche sostenibili può portare a inefficienze, maggiori spese operative e una perdita di vantaggio competitivo” si legge nel paper del Forum.

I rischi catastrofali

Particolare enfasi è stata poi riposta sui rischi legati a eventi catastrofali, come alluvioni e frane, argomento caldo a seguito dell’introduzione in Italia dell’obbligo per le imprese di stipulare polizze catastrofali. L’introduzione dell’obbligatorietà è stata “un passo significativo per affrontare i rischi associati alle catastrofi naturali dal momento che l’Italia è uno dei paesi più esposti in Europa” evidenza Reuss sottolineando l’importanza di creare un “pool” di rischi catastrofali, dove tutti devono essere assicurati e i rischi ripartiti. Questo approccio è stato osservato in altri paesi come Spagna e Regno Unito, dove il governo funge da riassicuratore per gestire i rischi che le assicurazioni non possono coprire da sole.

La criticità di questo tipo di rischi, prosegue Reuss, è che sono difficili da calcolare e gestire per le assicurazioni, poiché spesso non ci sono dati storici sufficienti per valutarli correttamente. La creazione di un pool di informazioni condivise potrebbe aiutare a migliorare la valutazione e la gestione di tali rischi.

Contenziosi climatici e greenwashing

I contenziosi climatici stanno emergendo come un importante strumento legale per affrontare le sfide del cambiamento climatico, sia a livello governativo che aziendale, e stanno guadagnando riconoscimento e legittimità nel panorama giuridico globale, sottolinea Vituliano.

A livello aziendale, stanno aumentando e diventando più frequenti i contenziosi legati al greenwashing. Le aziende oggi, infatti, con le nuove normative UE possono essere sottoposte a cause legali se non riescono a dimostrare, da un punto di vista scientifico, le loro affermazioni di sostenibilità, il che sottolinea l’importanza della trasparenza e della responsabilità nelle pratiche aziendali.

L’importanza della trasparenza nella finanza sostenibile

Un aspetto cruciale per la finanza sostenibile è la trasparenza perché promuove la fiducia, facilita l’informazione e contribuisce a una maggiore responsabilità nelle pratiche aziendali.

Consente infatti agli investitori di comprendere meglio i rischi e i costi associati agli investimenti ESG, fattore rilevante per valutare come tali aspetti possano influenzare i profitti e i rendimenti sia di un fondo che di un’azienda. E aiuta a costruire fiducia tra gli investitori e le aziende dal momento che fornendo informazioni chiare e verificabili, le imprese danno agli investitori la possibilità di valutare meglio le performance e le pratiche sostenibili adottate, aumentando così la propensione all’investimento. Al contempo, la trasparenza incoraggia un dialogo aperto facilitando la comunicazione su obiettivi e progressi nella sostenibilità. Questo è essenziale per migliorare le pratiche aziendali e per l’adozione di strategie più sostenibili.

Infine, una maggiore trasparenza è essenziale per contrastare il fenomeno del greenwashing e fare in modo che le aziende non possano presentarsi come più sostenibili di quanto non siano in realtà. Da questo punto di vista, la trasparenza nelle normative sulla finanza sostenibile può contribuire a semplificare le regole, rendendo più facile per le aziende e gli investitori navigare nel panorama normativo e adottare pratiche a ridotto impatto ambientale e sociale.

Il ruolo degli obbligazionisti nella finanza sostenibile

Il ruolo degli obbligazionisti è significativo nella finanza sostenibile non solo perché forniscono capitale alle aziende, ma anche perchè possono esercitare un’influenza significativa sulle pratiche aziendali, contribuendo così alla transizione verso una finanza più sostenibile.

“Gli obbligazionisti sono gli stakeholder per eccellenza” evidenza Reuss” perchèhanno un diritto contrattuale di ricevere il pagamento degli interessi e il rimborso del capitale. Questo crea un vincolo maggiore rispetto agli azionisti, che ricevono dividendi in modo discrezionale. Gli obbligazionisti tendono a essere più interessati alla solidità finanziaria a lungo termine dell’azienda”.

Proprio per questopossono svolgere un ruolo attivo nell’engagement con le aziende. Anche se tradizionalmente l’engagement è associato agli azionisti, gli obbligazionisti possono influenzare le decisioni aziendali presentandosi con una posizione di debito significativa. Questo conferisce loro un potere diverso quando si tratta di discutere pratiche sostenibili e di governance.

Inoltre, le obbligazioni, in particolare quelle verdi o sostenibili, sono spesso allineate con gli obiettivi di investimento a lungo termine della finanza sostenibile. Gli obbligazionisti possono quindi contribuire a finanziare progetti che promuovono la sostenibilità ambientale e sociale.

“Dal momento chegli investimenti in obbligazioni sostenibili possono offrire rendimenti competitivi e gestire meglio i rischi, in particolare quelli legati al cambiamento climatico, gli obbligazionisti giocano un ruolo importante del panorama degli investimenti sostenibili” conclude Reuss.

L’informazione ha un ruolo cruciale per sfatare i falsi miti sulla finanza sostenibile: come migliorarla

Secondo un’analisi Consob, il motivo per cui gli investitori hanno pregiudizi e falsi miti sulla finanza sostenibile è legata alle modalità con cui si informano che stanno cambiando: “negli ultimi anni v’è stata una crescita esponenziale dell’affidamento da parte degli investitori verso le ricerche su Internet e i social media che stanno superando l’affidamento e la ricerca delle informazioni attraverso i siti istituzionali, le informazioni che vengono magari veicolate dagli intermediari o dai siti ufficiali delle autorità di vigilanza e dell’autorità di regolamentazione” dichiara Costa, “Questo è un problema e un rischio perché sui social purtroppo circolano informazioni spesso non verificate, e le persone non sempre hanno le giuste competenze finanziarie per distinguere il vero dal falso”.  

Per Vitaliano per superare questo impasse e per fare in modo che le fake news non facciano più rumore della verità, è necessario raccontare “storie di successo della finanza sostenibile”, soprattutto in ambito ambientale: “È importante raccontare queste storie per attrarre investitori e migliorare la percezione della finanza ESG. Ed è fondamentale creare e condividere storie di imprese, in particolare piccole e medie imprese, che hanno intrapreso percorsi di transizione sostenibile. Queste narrazioni possono avvicinare gli investitori non solo ai prodotti finanziari, ma anche alle aziende stesse”.

Quindi, se ben gestite anchele piattaforme social possono essere utilizzate per diffondere informazioni verificate e racconti positivi sulla finanza sostenibile. Da questo punto di vista istituzioni e fonti accreditate devono fare uno sforzo per rendere le comunicazioni chiare e sintetiche per attrarre l’attenzione e combattere la disinformazione. La complessità delle informazioni può infatti allontanare gli investitori, quindi è essenziale semplificare i messaggi e rendere i dati più accessibili.

È importante poi educare gli investitori sui benefici e le performance degli investimenti sostenibili, sfatando i miti e i pregiudizi esistenti. Ciò può includere – da parte dei gestori – la creazione di contenuti informativi e formativi che evidenziano i rendimenti e la gestione dei rischi associati agli investimenti sostenibili, aiutando a individuare i media e le fonti di informazione affidabili che garantiscono che le notizie e le informazioni sulla finanza sostenibile siano verificate e accurate, come per esempio i siti istituzionali e delle autorità di regolamentazione e le ricerche scientifiche o report ufficiali.

Non possiamo permetterci di decelerare nel processo di trasformazione a un’economia a ridotto impatto ambientale e sociale”, ha concluso Bicciato, “La transizione deve andare ancora più spedita di prima e deve essere associata a delle politiche del lavoro attive, per permettere il reskilling dei lavoratori che devono cambiare la propria funzione all’interno delle imprese, a una semplificazione delle normative europee pur restando rigorose e a una riduzione della burocrazia. Le conseguenze dal punto di vista economico e degli investimenti di una decelerazione o arresto di questo processo di transizione possono essere molto, molto gravi”.

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