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Transizione energetica

In arrivo l’ora legale, quanto si risparmia sulle bollette

Domenica 30 marzo torna l’ora legale, la misura adottata in molti Paesi per sfruttare al meglio la luce naturale e ridurre il consumo di energia elettrica. Il principio alla base di questa scelta è quello di spostare avanti di un’ora le lancette dell’orologio durante i mesi primaverili ed estivi, in modo da avere più luce nelle ore serali, diminuendo così la necessità di illuminazione artificiale. Tuttavia, l’efficacia di questa politica varia a seconda del Paese, della latitudine e delle abitudini di consumo energetico della popolazione.

A livello globale, il risparmio energetico generato dall’ora legale è stimato nell’ordine di diversi terawattora (TWh) all’anno, anche se la sua efficacia è oggetto di dibattito. Studi condotti in diverse nazioni hanno dimostrato che può variare a seconda delle caratteristiche geografiche e climatiche. Stando a una ricerca del 2023, negli Stati Uniti l’adozione dell’ora legale comporta un risparmio energetico marginale, pari all’1% a livello nazionale. Questo beneficio, tra l’altro, è spesso compensato dall’aumento dell’uso del riscaldamento al mattino e dell’aria condizionata nelle ore serali. Pertanto, l’impatto complessivo sulle bollette energetiche risulta minimo. Anche nell’Unione Europea, dove l’ora legale è stata storicamente applicata in quasi tutti gli Stati membri, l’adozione dell’ora legale comporta un risparmio che però varia a seconda di fattori come la latitudine, le abitudini di consumo e le condizioni climatiche. Per esempio, una ricerca condotta in Slovacchia ha stimato un risparmio energetico di appena lo 0,8% del consumo annuale di elettricità. ​Mentre in Italia, secondo Terna, l’adozione dell’ora legale nel 2024 ha portato a un risparmio energetico annuo di circa 400-600 gigawattora (GWh), equivalente al fabbisogno annuo di oltre 130.000 famiglie, con un risparmio economico (costi evitati per l’acquisto di energia) pari a 100 milioni di euro.

L’Italia beneficia dell’ora legale

In Italia, i dati ufficiali mostrano quindi che il passaggio all’ora legale consente una riduzione consistente nei consumi di energia elettrica. Il risparmio medio annuo dovuto all’adozione dell’ora legale corrisponde a un minore utilizzo di combustibili fossili per la produzione di elettricità e, di conseguenza, a una riduzione delle emissioni di CO₂ nell’atmosfera. Inoltre, considerando che il costo dell’energia è in continua crescita e che la transizione energetica impone una razionalizzazione dei consumi, il mantenimento dell’ora legale diventa un’opzione sempre più strategica.

L’Italia beneficia particolarmente dell’ora legale rispetto ad altri Paesi per una serie di ragioni. Prima di tutto, la sua posizione geografica favorisce un utilizzo più efficiente della luce solare. A differenza delle nazioni nordiche, dove la durata del giorno varia notevolmente tra estate e inverno, l’Italia gode di un equilibrio più stabile tra ore di luce e buio durante l’anno. Questo significa che lo spostamento in avanti dell’orario durante i mesi estivi porta a un beneficio netto più marcato, poiché la maggiore durata della luce naturale coincide con i momenti di picco del consumo energetico serale. Inoltre, il clima temperato e la crescente diffusione dei sistemi di raffreddamento possono contribuire ad aumentare i consumi energetici estivi. Alcuni studi suggeriscono che l’ora legale potrebbe avere un impatto controverso nei Paesi molto caldi, poiché l’aumento della permanenza nelle ore serali potrebbe comportare un maggiore uso di condizionatori d’aria. Tuttavia, in Italia l’effetto complessivo resta positivo grazie alla riduzione della domanda di illuminazione artificiale.

Il dibattito resta aperto

Nonostante questi vantaggi, il dibattito sull’ora legale rimane aperto. La Commissione Europea ha proposto nel 2018 di eliminare il cambio di orario e di lasciare agli Stati membri la decisione su quale fuso orario adottare in modo permanente. L’Italia ha manifestato interesse nel mantenere l’ora legale tutto l’anno, una scelta che potrebbe portare a un risparmio ancora maggiore rispetto all’attuale sistema di alternanza tra ora solare e ora legale. Se l’ora legale fosse mantenuta per tutto l’anno, si stima che il risparmio potrebbe raddoppiare, raggiungendo valori superiori ai 900 GWh, con un impatto ancora più significativo sulle bollette energetiche e sulle emissioni di gas serra.

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