EFRAG pubblica nove testimonianze di aziende che hanno sperimentato per la prima volta il reporting ESG secondo il nuovo standard volontario VSME. Tra difficoltà operative, benefici inattesi e lezioni apprese, emerge una fotografia concreta di come la sostenibilità stia entrando nella gestione quotidiana delle piccole e medie imprese europee.
La sostenibilità non è soltanto una questione per le grandi aziende soggette alla CSRD: sempre più PMI in Europa stanno iniziando a misurare e comunicare le proprie performance ESG, spesso spinte dalle richieste di clienti, banche, investitori e partner commerciali. Per supportare questo percorso, l’EFRAG ha pubblicato nove video-testimonianze che raccontano l’esperienza di imprese europee che hanno utilizzato per la prima volta il Voluntary Sustainability Reporting Standard for SMEs (VSME), lo standard volontario sviluppato appositamente per le PMI non quotate.
Le aziende coinvolte appartengono a settori diversi tra cui retail, manifatturiero, consulenza IT, servizi professionali e gestione dati, e operano in diversi Paesi dell’Unione Europea.
Indice
Perché le PMI hanno deciso di rendicontare
Dalle testimonianze emerge un fattore comune: la rendicontazione di sostenibilità non è percepita come un semplice adempimento, ma come una leva strategica.
Le motivazioni principali riguardano:
- rispondere alle richieste informative della supply chain;
- migliorare il dialogo con banche e investitori;
- rafforzare la credibilità aziendale verso clienti e stakeholder;
- comprendere meglio i propri impatti ambientali e sociali;
- prepararsi a future evoluzioni normative.
Il VSME è stato progettato proprio con questo obiettivo, afferma l’EFRAG in una nota: offrire alle PMI uno strumento semplice e proporzionato per raccogliere e comunicare informazioni ESG senza la complessità degli standard destinati alle grandi imprese.
Le sfide del primo report secondo gli standard VSME
Le aziende intervistate raccontano che la difficoltà maggiore è stata la raccolta dei dati.
Tra gli ostacoli più frequenti:
- assenza di processi strutturati per il monitoraggio ESG;
- difficoltà nel reperire dati ambientali affidabili;
- limitate risorse interne dedicate alla sostenibilità;
- necessità di coinvolgere diverse funzioni aziendali;
- mancanza iniziale di competenze specifiche.
Molte PMI hanno inoltre scoperto che alcune informazioni richieste erano già presenti in azienda, ma distribuite tra ufficio amministrativo, risorse umane, acquisti e operations.
Le lezioni apprese
Uno dei messaggi, sottolineato dall’EFRAG, che emerge dai video è che “non serve essere perfetti per iniziare”.
Le aziende che hanno completato il primo report sottolineano alcuni fattori chiave di successo:
- Partire dai dati disponibili, senza aspettare di avere un sistema perfetto.
- Coinvolgere la direzione aziendale fin dall’inizio.
- Creare procedure semplici e replicabili per la raccolta delle informazioni.
- Utilizzare il primo report come punto di partenza, non come punto di arrivo.
- Considerare il reporting come uno strumento gestionale, oltre che di comunicazione.
L’esperienza mostra come il primo esercizio di rendicontazione consenta spesso di individuare inefficienze, opportunità di miglioramento e nuovi elementi di dialogo con stakeholder e finanziatori.
Un’opportunità da cogliere per le PMI italiane
EFRAG considera il nuovo standard VSME, uno strumento capace di semplificare le richieste ESG provenienti dal mercato e di facilitare l’accesso alla finanza sostenibile. Anche le imprese che non rientrano negli obblighi della CSRD possono quindi trarre vantaggio dall’adozione di uno standard condiviso, soprattutto per rispondere in modo efficiente alle richieste di clienti corporate, istituti finanziari e partner commerciali.
EFRAG chiama a raccolta gli early adopters
Parallelamente alla pubblicazione delle testimonianze, EFRAG ha lanciato una call rivolta alle PMI che hanno redatto un report di sostenibilità secondo il VSME per gli esercizi 2024 o 2025.
L’obiettivo è raccogliere esempi concreti di applicazione dello standard, identificare le migliori pratiche emergenti e costruire materiali di supporto per le migliaia di PMI europee che stanno iniziando il proprio percorso ESG.
I contributi raccolti alimenteranno l’iniziativa VSME Ecosystem 2026, i cui risultati saranno pubblicati nell’autunno del 2026. La scadenza per l’invio dei report è fissata al 31 luglio 2026.
Da dove partire
Per molte PMI la domanda non è più se fare sostenibilità, ma come farla in modo proporzionato e utile al business. Le testimonianze raccolte da EFRAG mostrano che il primo report ESG può rappresentare un passaggio impegnativo, ma anche un’importante occasione di crescita organizzativa. Il consiglio che emerge da quasi tutte le esperienze è semplice: iniziare, misurare, imparare e migliorare nel tempo.
Vuoi ascoltare le testimonianze? Qui trovi i video! Le testimonianze sono disponibili nelle lingue originali con sottotitoli in inglese e strumenti di traduzione automatica.
Hai già pubblicato un report VSME? EFRAG invita le PMI che hanno redatto un report secondo il VSME per il 2024 o il 2025 a condividere qui la propria esperienza entro il 31 luglio 2026.
