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Attività sostenibili

Tassonomia UE: aumentano del 34% i CapEx allineati ma non è abbastanza

Gli investimenti in conto capitale (CapEx) allineati alla Tassonomia delle grandi aziende UE hanno raggiunto i 250 miliardi di euro nel 2023, con un aumento del 34% rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dal Report Financing a Clean and Competitive Transition, Monitoring Capital Flows to Sustainable Investments, della Piattaforma per gli investimenti sostenibili dell’UE (Platform on Sustainable Finance) a marzo.

L’Unione Europea ha da tempo intrapreso un percorso di transizione ecologica per decarbonizzare l’economia e promuovere la sostenibilità ambientale: uno degli strumenti chiave per orientare questa trasformazione è stata negli ultimi anni la Tassonomia UE che ha l’obiettivo di indirizzare i flussi finanziari verso investimenti green

Dall’indagine, che si basa sui dati di rendicontazione di 2.180 grandi aziende europee quotate in borsa soggette alla Direttiva sulla Rendicontazione Non Finanziaria (NFRD), emerge che gli investimenti sostenibili hanno via via guadagnato terreno. Nello specifico degli investimenti in conto capitale del 2023 la metà è stata destinata ad attività abilitanti (ovvero quelle che facilitano e supportano altre attività nella transizione ecologica, quindi che consentono direttamente ad altre attività di fornire un contributo sostanziale ad un obiettivo ambientale) con una crescita del 40% su base annua, mentre le attività di transizione (attività che, pur non essendo completamente ecosostenibili, sono ritenute necessarie per la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Devono avere emissioni inferiori rispetto alle alternative esistenti e non ostacolare lo sviluppo di soluzioni più sostenibili) sono più che raddoppiate, rappresentando l’11% del totale del CapEx allineato alla Tassonomia. Il resto del CapEx (circa 100 miliardi di euro) è per lo più a basse emissioni di carbonio. Ma non solo: oltre agli investimenti allineati alla Tassonomia infatti emergono ulteriori flussi (circa 206 miliardi di euro) di capitale legati alla transizione. Di questi la maggior parte è destinata ad attività eleggibili secondo la Tassonomia, sottolineando l’importanza di monitorare investimenti più ampi nell’ambito di piani di transizione credibili e di misurare l’allineamento parziale ai criteri della Tassonomia.

Financing a Clean and Competitive Transition, Monitoring Capital Flows to Sustainable Investments, Platform on Sustainable Finance, March 2025

Nonostante la crescita costante gli investimenti attuali restano ancora insufficienti per raggiungere gli obiettivi climatici europei tanto che secondo la Commissione Europea, per rispettare le scadenze del Green Deal, è necessario che almeno il 7-8% del PIL annuo dell’UE venga destinato agli investimenti verdi.

Infine dall’indagine è emerso che i green bond rimangono il principale strumento di finanziamento, con emissioni annuali nell’UE superiori ai 200 miliardi di euro dal 2021. I prestiti verdi in essere hanno raggiunto i 908 miliardi di euro nel 2023, mentre i volumi di obbligazioni verdi in circolazione erano pari a 781 miliardi di euro, portando il totale del debito verde a 1,69 trilioni di euro.

Settori e disparità geografica

L’analisi della rendicontazione sulla Tassonomia mostra che la transizione verde al 2023 stava avanzando in alcuni settori chiave, con le utility elettriche e i produttori di auto che trainavano gli investimenti sostenibili. Nello specifico nel 2023, il 44% degli investimenti allineati alla Tassonomia (pari a 109 miliardi di euro) era stato effettuato nel settore delle utility, in particolare tra le 67 grandi aziende fornitrici di elettricità, che avevano dichiarato che tre quarti dei loro investimenti rientravano nella Tassonomia. 

Un altro 25% degli investimenti allineati (62 miliardi di euro) era stato realizzato nel settore manifatturiero. Tuttavia, data la dimensione e la diversità delle attività del settore, il livello medio di allineamento alla Tassonomia rimaneva basso (9%) ma riusciva a coinvolgere oltre 530 aziende europee. Tra le aziende manifatturiere, i produttori di automobili erano in testa, avendo investito circa 40 miliardi di euro in attività sostenibili nel 2023 (16% del totale del CapEx allineato alla Tassonomia). Questi investimenti sono stati destinati principalmente alla produzione e alla vendita di veicoli elettrici in Europa.

Financing a Clean and Competitive Transition, Monitoring Capital Flows to Sustainable Investments, Platform on Sustainable Finance, March 2025

Sebbene in termini assoluti siano meno rilevanti, gli investimenti dei produttori di motori elettrici rappresentavano un indicatore significativo del progresso verso l’elettrificazione e la decarbonizzazione: nel 2023 si parlava di circa 1,3 miliardi di euro. Infine altri settori come quello immobiliare mostravano quote significative di investimenti allineati alla Tassonomia, sebbene i volumi fossero meno rilevanti.

I maggiori deficit di investimento restano invece nella decarbonizzazione industriale, nell’approvvigionamento energetico e nella ristrutturazione degli edifici.

A livello geografico gli investimenti sostenibili si concentravano principalmente nell’Europa occidentale e settentrionale – in particolare in Francia e Germania – dove l’emissione di obbligazioni verdi era più alta. Al contrario, l’Europa centrale e orientale affrontava sfide di transizione più marcate, con pochi progetti finanziabili e una limitata attività di finanza verde.

Cosa accadrà alla Tassonomia con il pacchetto Omnibus

A fronte di questo ultimo aggiornamento, è importante ricordare che il 1 aprile il Parlamento e il Consiglio discuteranno il nuovo pacchetto Omnibus presentato il 26 febbraio dalla Commissione europea che punta a semplificare la normativa di sostenibilità in ambito di rendicontazione aziendale, due diligence e tassonomia. In particolare il pacchetto intende ridurre il carico degli obblighi di rendicontazione della Tassonomia UE e, per esempio, limitarlo alle aziende più grandi (corrispondenti all’ambito della CSDDD), pur mantenendo la possibilità di rendicontare volontariamente il loro allineamento alla Tassonomia UE per le altre grandi aziende che rientrano nel futuro ambito della CSRD (ovvero quelle con più di 1.000 dipendenti e un fatturato netto fino a 450 milioni di euro che potranno scegliere). La nuova proposta della Commissione, introduce inoltre una soglia di materialità finanziaria per la rendicontazione sulla Tassonomia e riduce i modelli di rendicontazione di circa il 70%. Infine, le aziende avranno la possibilità di rendicontare le attività parzialmente allineate con la Tassonomia UE, promuovendo una transizione ambientale graduale e riconoscendo gli sforzi verso la sostenibilità.

L’entrata in vigore di questa proposta potrebbe ridurre la disponibilità e la trasparenza delle informazioni sulle attività considerate in linea con la transizione ecologica e abilitanti per il raggiungimento degli obiettivi ambientali dell’UE, segnando, dunque, il futuro degli investimenti sostenibili.

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