Semplificazione sì, ma senza compromettere la doppia materialità e gli standard internazionali. La lettera dei firmatari dell’Eurosif.
Mentre il mondo segue la COP30 e i negoziati sul clima, l’Europa si trova a un crocevia cruciale per la finanza sostenibile. Negli scorsi giorni il Parlamento europeo ha infatti approvato importanti modifiche al pacchetto Omnibus, che semplificano alcuni obblighi delle direttive CSRD e CSDDD, aprendo ufficialmente i negoziati con i governi dell’UE che inizieranno domani. Il punto centrale resta però la necessità di mantenere regole solide per garantire competitività e trasparenza negli investimenti sostenibili.
Prima di questa semplificazione, quasi 500 investitori, aziende e organizzazioni avevano sottoscritto una dichiarazione congiunta coordinata da Eurosif, IIGCC, PRI e altre realtà europee. Tra i firmatari figurano 134 investitori e istituzioni finanziarie (tra cui Allianz SE, Nordea AM, Union Investment, Federated Hermes, Robeco, Mirova, LBPAM e P&V Verzekeringen), 88 aziende (come Ingka Group IKEA, ALDI SOUTH, EDF, Decathlon, Nokia, H&M, ACCIONA, Vattenfall, SEBN SE Group, S Group e Nestlé), 92 organizzazioni di supporto (come Accountancy Europe, la Federazione olandese dei fondi pensione, amfori e B Lab) e 166 fornitori di servizi. Il messaggio è chiaro: le regole su reporting di sostenibilità, piani di transizione, obiettivi climatici e due diligence aziendale sono fondamentali per raggiungere gli obiettivi economici e ambientali dell’UE. Migliorarne l’implementazione resta una priorità, perché trasparenza e condotta responsabile non solo favoriscono la competitività e la crescita, ma creano valore a lungo termine per gli investitori e la società nel suo insieme.
Secondo i firmatari infatti, le imprese che adottano le regole UE sulla sostenibilità sono più resilienti, meglio preparate ad affrontare rischi e opportunità legati alla transizione ecologica e più capaci di comunicare efficacemente tali fattori agli stakeholder finanziari.
Im particolare i firmatari sottolineavano come sia possibile semplificare la normativa senza comprometterne l’essenza, assicurando che le imprese continuino a fornire dati completi e affidabili, sviluppino piani di transizione credibili e rispettino gli obiettivi di decarbonizzazione previsti dall’Accordo di Parigi. La dichiarazione richiamava inoltre l’importanza di un reporting di doppia materialità e di informazioni interoperabili con gli standard internazionali.
Tra le società italiane firmatarie vi sono: Gruppo Banca Etica, FONDO PENSIONE MPS, Inarcassa, ITAS Mutua, PFC, Aboca, Artipack, BIOITALIA, Enetec, Eprcomunicazione, Eurotherm, Farmacia degli Arsenali, GARC Ambiente, GARC Costruzioni, GRAFICONSUL, Kerakoll, Korff, La luce di joy harvey e marco rossi, Little Genius International, MAGANETTI SPEDIZIONI, Up2You, ADVANT Nctm, ALTIS Advisory, Amapola, Avanzi, Bilanciarsi, Bottega Filosofica, Crmpartners, ETICAMBIENTE®, Etifor | Valuing Nature, Ferrario Provenzali Nicodemi & Partners, Focus Lab, Foxwin, Frontis Governance, GOLDMANN & PARTNERS, Join Group, Message, MUGO, OPERARI, PEAK COMPLIANCE, ROUTE220, Samovar Mice, SCS Azioninnova, Search On Media Group, Studio legale Avv. Rossella Sciolti, Studio Vallone, UOMO & AMBIENTE, Way2Global.
