Fondi ESG

SEC: in arrivo regole più stringenti sui claim dei prodotti ESG

La SEC scende in campo contro il greenwashing. La Securities and Exchange Commission (SEC) sta infatti mettendo a punto degli standard specifici per regolamentare i prodotti ESG, dopo che l’industria del risparmio gestito ha etichettato come sostenibili asset gestiti per oltre 3 miliardi di dollari a fine 2021. Una crescita vigorosa, anche legata al cambio di qualifica di prodotti già esistenti.

E in mancanza di definizioni e parametri chiari il dubbio è che vengano proposti a risparmiatori prodotti con caratteristiche non coerenti con quento dichiarato. Proprio i timori di greenwashing dovuti all’eccessiva diffusione di fondi sostenibili, avevano portato Morningstar a stabilire la rimozione di 1.200 prodotti tre mesi fa. 

Ed è la stessa preoccupazione che ha spinto la SEC a preparare delle regole che serviranno a perfezionare e ad approfondire le informazioni cui ricorrono i fondi di investimento per descrivere prodotti ESG. Come rivela il Financial Times, per continuare a definire un prodotto ESG dovranno essere fornite informazioni su come i fondi ESG sono commercializzati, su come l’analisi ESG è incorporata negli investimenti e su come questi fondi votano alle assemblee annuali delle società.

L’obbligo di disclosure riguarderà i fondi di investimento che contengono nel proprio nome termini come “ESG”, “sostenibile” o “low-carbon”.

La nuova proposta, secondo quanto riportato dal Financial Times, dovrebbe essere messa ai voti mercoledì

La bozza della SEC deriverebbe da un’analisi del mercato ESG condotta nell’aprile 2021 e si basa su una “regola di denominazione”, come riferisce il Financial Times, che risale al 2001 e che impone ai fondi di investire almeno l’80% dei propri asset seguendo quanto suggerito dal nome dei prodotti. 

La linea dura intrapresa dall’Agenzia statunitense si è già manifestata nei giorni scorsi con la decisione di sanzionare BNY Mellon Investment Adviser con una multa di 1,5 milioni di dollari per aver fornito informazioni errate o averne omesso altre in merito a considerazioni ambientali, sociali e di governance (ESG).

Anche in Europa, la Commissione sta cercando di rafforzare la regolamentazione rispetto agli investimenti sostenibili. L’ultima iniziativa, che sarà approvata dal Parlamento europeo a luglio, riguarda la Tassonomia, il cui atto delegato è stato presentato dalla Commissione europea a febbraio. 

Non tutti, ad ogni modo, concordano sulla linea decisa mostrata dalla SEC. Secondo quanto riportato dal Financial Times, per esempio, alcuni esperti del settore sostengono che una regolamentazione pesante in un campo “in evoluzione” come quello dell’ESG “potrebbe avere un effetto frenante sull’innovazione del mercato in questo spazio”. Secondo questa corrente di pensiero, infatti, non trattandosi di prodotti standardizzati, una norma che tenti di irregimentare ciò che costituisce un fondo ESG potrebbe essere un passo indietro per chi vuole investire in questo spazio.

E’ in ogni caso opinione condivisa che si stabilisca con chiarezza cosa costituisce realmente un fondo ESG e l’auspicio è che la regolamentazione dell’autorità di vigilanza riesca in questo intento che potrà facilitare anche il lavoro dei gestori degli asset che sempre più sono chiamati a impegnarsi nelle strategie ESG.