NBIM Fondo sovrano norvegese

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Revisione ESRS, il fondo sovrano norvegese chiede un unico report compatibile anche con gli standard ISSB

Norges Bank Investment Management (NBIM), il gestore del fondo sovrano norvegese da circa 2.000 miliardi di dollari, ha chiesto alla Commissione europea di modificare la proposta di revisione degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) per consentire alle imprese di soddisfare contemporaneamente i requisiti europei e quelli dell’International Sustainability Standards Board (ISSB) attraverso un unico report di sostenibilità.

La richiesta è contenuta nella risposta inviata da NBIM alla consultazione pubblica avviata da Bruxelles sulla nuova versione degli ESRS, uno degli ultimi passaggi del processo di revisione avviato nell’ambito del pacchetto Omnibus I, con cui la Commissione punta a semplificare gli obblighi di rendicontazione ESG per le imprese europee.

Secondo il gestore del fondo petrolifero norvegese, una maggiore convergenza tra gli standard europei e quelli elaborati dall’ISSB consentirebbe agli investitori di confrontare più facilmente le informazioni di sostenibilità delle aziende operanti in diverse giurisdizioni, riducendo al contempo i costi e gli oneri amministrativi per le imprese chiamate a rispettare più framework di reporting.

La consultazione riguarda la bozza di ESRS pubblicata dalla Commissione europea a maggio, che recepisce gran parte delle raccomandazioni formulate dall’European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG). La revisione si inserisce nel più ampio intervento normativo approvato quest’anno dai co-legislatori europei attraverso il pacchetto Omnibus, che ha ridotto di circa il 90% il numero delle imprese soggette agli obblighi della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), limitando il perimetro alle aziende con oltre 450 milioni di euro di fatturato e almeno 1.000 dipendenti.

Per le imprese che restano nell’ambito di applicazione della direttiva, la revisione degli ESRS punta a una significativa semplificazione dei requisiti informativi. Le modifiche elaborate da EFRAG prevedono una riduzione del 61% dei datapoint obbligatori e l’eliminazione di tutte le disclosure volontarie, con una riduzione complessiva superiore al 70% delle informazioni richieste rispetto alla versione originaria degli standard.

Pur esprimendo apprezzamento per questo percorso di semplificazione, NBIM ritiene che la Commissione possa fare un ulteriore passo avanti sul fronte dell’interoperabilità internazionale.

L’ISSB, organismo della IFRS Foundation, ha pubblicato nel 2023 i propri standard globali di rendicontazione sulla sostenibilità, IFRS S1 e IFRS S2, focalizzati sulle informazioni finanziariamente rilevanti relative ai rischi e alle opportunità ESG. Secondo NBIM, tali standard si stanno progressivamente affermando come riferimento globale per la rendicontazione di sostenibilità e sono già stati adottati o utilizzati da 42 giurisdizioni che rappresentano circa il 60% del PIL mondiale.

Il gestore norvegese sottolinea che il modello ISSB consente ai singoli ordinamenti di integrare requisiti aggiuntivi coerenti con le proprie ambizioni regolamentari senza compromettere la comparabilità internazionale delle informazioni. In quest’ottica, l’Unione europea potrebbe continuare a perseguire il proprio approccio basato sulla doppia materialità, mantenendo al tempo stesso un allineamento più stretto con gli standard utilizzati a livello globale.

Tra le principali proposte avanzate da NBIM figura l’introduzione di due modifiche tecniche mirate che consentirebbero alle aziende di soddisfare contemporaneamente i requisiti degli ESRS e quelli dell’ISSB attraverso un unico documento di rendicontazione.

La prima riguarda l’introduzione di un principio di “non obscuring”, che garantirebbe che le informazioni rilevanti per gli investitori siano chiaramente identificabili all’interno della dichiarazione di sostenibilità e non vengano oscurate da informazioni rivolte ad altri stakeholder. La seconda prevede una maggiore flessibilità nella struttura e nella presentazione delle informazioni, consentendo alle imprese di organizzare le disclosure in modo compatibile con entrambi i framework.

NBIM invita inoltre la Commissione a evitare ulteriori modifiche che possano ridurre l’interoperabilità con gli standard ISSB e suggerisce di rafforzare il riferimento alle linee guida settoriali sviluppate nell’ambito degli standard SASB, oggi incorporati nel sistema IFRS Sustainability Disclosure Standards, per migliorare la valutazione della materialità finanziaria nei diversi settori economici.

Tra le raccomandazioni figura anche una maggiore collaborazione tra Bruxelles e l’ISSB sullo sviluppo dei futuri standard e delle linee guida relative alle informazioni sulla natura e alla biodiversità, con l’obiettivo di favorire una convergenza progressiva tra il quadro europeo e quello internazionale.

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