L’introduzione di un bilancio annuale delle emissioni di gas serra, l’ottimizzazione dell’uso degli uffici in alcuni periodi dell’anno per ridurre il consumo energetico e l’introduzione di misure (come incentivi, premi o agevolazioni) per incoraggiare i fornitori a scegliere soluzioni più sostenibili dal punto di vista ambientale. Sono questi gli obiettivi che l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) si è data nel suo primo Piano di Transizione Climatica (Transition Plan, TP), un traguardo necessario ad allineare le operazioni interne dell’ESMA agli obiettivi climatici dell’Unione Europea.
Attraverso l’attuazione del piano, l’ESMA mira a ridurre l’impronta di carbonio delle proprie attività, in particolare di diminuire le proprie emissioni lorde di gas serra del 15,4% entro il 2027 e del 31,4% entro il 2030, rispetto al 2023. Il piano, si legge in un comunicato dell’autorità europea, è stato elaborato sulla base dei dati attualmente disponibili e sarà oggetto di revisioni, adattamenti e miglioramenti regolari.
Le tappe del percorso dell’ESMA
Nell’elaborazione del piano di transizione climatica, l’ESMA si è ispirata ai principi, agli obiettivi e agli elementi chiave dell’attuale quadro normativo dell’UE in materia di rendicontazione. In linea con gli obiettivi dell’UE, il piano di transizione climatica dell’ESMA mira alla neutralità climatica entro il 2050 e all’allineamento con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.
Riduzione emissione GHG
Nel breve e medio termine, l’ESMA si è posta l’obiettivo di ridurre le emissioni lorde di gas a effetto serra (GHG) del 15,4% (pari a -70,3 tCO₂e) entro il 2027 e del 31,4% (pari a -143,6 tCO₂e) entro il 2030, rispetto al 2023, in linea con l’obiettivo degli Accordi di Parigi di contenere il riscaldamento globale entro 1,5°C.
Obiettivi ESMA a breve e medio termine

Per le emissioni legate ai viaggi di lavoro del personale e al consumo di cibo (Scope 3), gli obiettivi sono stati fissati utilizzando gli strumenti di definizione degli obiettivi dell’iniziativa Science-Based Targets (SBTi). Gli sforzi richiesti entro il 2030 secondo la SBTi sono in linea, stando a quanto si apprende nel piano, con le riduzioni di emissioni necessarie a livello globale.
Per le emissioni legate al consumo energetico, gli obiettivi sono stati stabiliti sulla base del percorso di intensità di gas serra allineato a 1,5°C sviluppato dall’iniziativa Carbon Risk Real Estate Monitor (CRREM). L’utilizzo dei percorsi CRREM come parametri di riferimento consente di tenere conto delle prestazioni attuali dell’edificio dell’ESMA in termini di emissioni di GHG per metro quadrato.
Per le emissioni legate alle apparecchiature informatiche e ad altre fonti, i dati attualmente disponibili per l’anno base non sono sufficienti per definire obiettivi, principalmente a causa di fattori di emissione (EF) incompleti. Queste emissioni rappresentano il 19% delle emissioni Scope 3 nel 2023. Ulteriori lavori saranno svolti per definire obiettivi ambiziosi e realistici in occasione della prossima revisione del TP dell’ESMA.
Percorsi di riferimento e definizione dei sotto-obiettivi
| Fonte di emissione | Percorso di riferimento utilizzato |
| Viaggi di lavoro del personale | SBTi intersettoriale |
| Consumo energetico | Iniziativa CRREM |
| Consumo alimentare | SBTi intersettoriale |
| Apparecchiature IT e altre fonti | Da sviluppare nella prossima revisione del TP |
L’anno 2023 è stato adottato come anno base per la definizione degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra. Tra gli anni recenti, il 2023 è stato considerato il più rappresentativo delle operazioni tipiche dell’ESMA, mentre il 2022 è stato significativamente influenzato dalle interruzioni legate al COVID-19.
Nel 2023, le emissioni effettive di gas a effetto serra (GHG) sono state pari a 430,1 tCO₂e, riflettendo l’impronta ambientale dell’ESMA proveniente da diverse fonti. Le emissioni del 2023 sono state ricalcolate per tener conto del personale aggiuntivo assunto dall’ESMA in base ai vari nuovi mandati dell’UE. Nel 2023, il numero di equivalenti a tempo pieno (FTE, ovvero la misura standardizzata del lavoro svolto che permette di confrontare diversi tipi di contratti o orari di lavoro a tempo pieno) preventivati dall’ESMA era di 399, con un’intensità di emissione pari a 1,08 tCO₂e per FTE, quindi per dipendente che lavora a tempo pieno per un anno intero. Lo stesso rapporto è stato applicato al numero di FTE previsti nel breve termine. Sulla base di questa intensità di emissione, le emissioni ricalcolate per il 2023 ammontano a 457,1 tCO₂e.
Emissioni GHG effettive e ricalcolate del 2023
| Fonte di emissione | Emissioni effettive 2023 (tCO₂e) | Emissioni 2023 per FTE (tCO₂e) | Emissioni ricalcolate 2023 (tCO₂e) |
| Viaggi di lavoro del personale | 153,5 | 0,38 | 163,1 |
| Energia | 99,5 | 0,25 | 105,7 |
| Alimentazione | 112,5 | 0,28 | 119,5 |
| Apparecchiature IT | 51,8 | 0,13 | 55,1 |
| Altro | 12,9 | 0,03 | 13,7 |
| Totale | 430,1 | 1,08 | 457,1 |

Obiettivi di decarbonizzazione
Il risultato delle azioni di mitigazione associato alle strategie di decarbonizzazione è stato valutato in relazione a diverse fonti di emissione. Le leve di decarbonizzazione identificate non hanno tutte lo stesso livello di impatto in termini di risultati di mitigazione e non sono tutte attuabili nel breve termine, variando per casistica.
Il raggiungimento dell’obiettivo di riduzione delle emissioni per il 2027 (-70,3 tonnellate di CO2 equivalenti, tCO₂e) sembra realizzabile sulla base di un insieme di strategie a breve termine che rientrano nel controllo dell’ESMA. Circa il 72% di questa riduzione (-50,3 tCO₂e) potrebbe essere ottenuto passando dai voli a lungo raggio in classe Business (BC) alla classe Premium Economy (PE), implementando misure di risparmio energetico a breve termine e decarbonizzando gli ordini di catering.
Strategie di decarbonizzazione per l’obiettivo 2027

Per ridurre le ultime 20 tonnellate di CO₂ equivalenti (tCO₂e), si potrebbero usare strategie supplementari legate ai viaggi. Queste non ridurrebbero il numero di spostamenti, ma probabilmente li renderebbero meno impattanti (per esempio, preferendo il treno all’aereo, scegliendo voli diretti, compensando le emissioni). Queste leve potrebbero non solo azzerare il gap, ma anche portare a una riduzione extra di 12,7 tCO₂e, si legge nel documento.
Entro il 2030, il raggiungimento dell’obiettivo di riduzione delle emissioni dell’ESMA di 143,6 tCO₂e dipenderà sempre più da strategie che non sono sotto il suo diretto controllo, ma una riduzione di -96,2 tCO₂e, equivalente al 67% dell’obiettivo per il 2030, potrebbe essere raggiunta attraverso l’implementazione di misure che invece l’ESMA può controllare. Considerando inoltre la possibilità di ridurre l’intensità di carbonio degli acquisti della mensa da parte del personale (leva sotto il controllo diretto dell’ESMA) si potrebbe raggiungere fino al 94% dell’obiettivo per il 2030 (-134,7 tCO₂e).
Strategie di decarbonizzazione per l’obiettivo 2030

In questa fase, due tipi di iniziative sembrano essere rilevanti per l’ESMA per la decarbonizzazione nel lungo termine: l’acquisto di crediti di carbonio e l’acquisto dei certificati di carburante sostenibile per l’aviazione (SAF). I crediti di carbonio potrebbero essere considerati come misura complementare, con l’obiettivo di neutralizzare le emissioni residue e contribuire allo sviluppo delle tecnologie di rimozione del carbonio. L’acquisto di certificati SAF, già offerti da alcune compagnie aeree, potrebbe rappresentare una modalità per neutralizzare, parzialmente o completamente, le emissioni associate ai viaggi di lavoro.
Tuttavia, il ricorso a crediti di carbonio o certificati SAF non è previsto come parte del primo Piano di Transizione Climatica dell’ESMA e, data la preoccupazione riguardo all’integrità ambientale dei crediti di carbonio, è fondamentale adottare un approccio prudente, si legge nel piano.
Politiche interne e azioni
Per raggiungere gli obiettivi di risparmio energetico nel breve termine, l’ESMA prevede l’attuazione di misure per ottimizzare l’occupazione degli spazi di lavoro. L’ESMA prenderà in considerazione l’adozione delle pratiche condivise dalla Commissione Europea di ambienti di lavoro collaborativi più dinamici, che offrono ulteriori opportunità per ottimizzare l’occupazione degli spazi e ottenere risparmi energetici.
Inoltre, data l’importanza delle emissioni Scope 3 nell’impronta complessiva dell’ESMA, un coinvolgimento proattivo con i fornitori è fondamentale. Le priorità principali includono:
- Engagement con il fornitore dei servizi di catering e mensa, con l’obiettivo di incentivare l’offerta di pasti con un mix a minore impatto di carbonio;
- Engagement con l’operatore della manutenzione energetica e con il proprietario degli immobili dell’ESMA per garantire una corretta gestione del sistema energetico e un’efficace attuazione delle misure di risparmio energetico.
Reporting e monitoraggio
Il report sui progressi verso gli obiettivi del piano di transizione verrà pubblicato annualmente, come parte del rapporto annuale dell’ESMA, focalizzandosi su indicatori chiave di performance (KPI) che misurano le emissioni di gas a effetto serra derivanti dalle operazioni proprie dell’ESMA. I KPI sono accompagnati da una valutazione qualitativa dei principali fattori che influenzano l’andamento del suo valore.
Inoltre una valutazione più dettagliata sarà fornita annualmente nella dichiarazione ambientale dell’ESMA, in cui verranno descritti i progressi raggiunti nella riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e nell’implementazione delle leve di decarbonizzazione e delle azioni di mitigazione delineate nel piano di transizione.
Metriche chiave da monitorare
| Fonte di emissione | Sotto-categoria | Metriche, livello di aggregazione | Unità |
| Viaggi di lavoro del personale ESMA | Numero di viaggi | Numero di viaggi di lavoro brevi (SH), lunghi (LH) e in treno, pianificati e realizzati | Numero di viaggi |
| Emissioni GHG | Budget GHG previsto e consumato fino ad oggi, per viaggi SH e LH, disaggregato per classe | tCO2e | |
| Total GHG emissions to date, disaggregated per means of transport | tCO2e | ||
| Totale emissioni GHG fino ad oggi, disaggregato per mezzo di trasporto | % | ||
| Energia | Consumo energetico | Consumo di energia, suddiviso per elettricità, riscaldamento e raffreddamento | MWh |
| Variazione del consumo energetico rispetto all’anno base precedente | % | ||
| Emissioni GHG | Emissioni GHG associate, con analoga suddivisione | tCO2e | |
| Variazione delle emissioni GHG rispetto all’anno base precedente | % | ||
| Consumo di cibo | Acquisti mensa del personale | Pasti acquistati dal personale in mensa | Numero di pasti |
| Percentuale delle varie tipologie di pasti in linea con i fattori di emissione (EF) | % del numero di pasti | ||
| Impronta GHG associata agli acquisti mensa del personale | tCO2e | ||
| Emissioni GHG da catering | Pasti ordinati come parte dei servizi di catering | Numero di pasti | |
| Percentuale delle varie tipologie di pasti in linea con EF | % di numero di pasti | ||
| Impronta GHG associata ai servizi di catering | tCO2e | ||
| Emissioni GHG | Emissioni GHG associate al consumo di cibo e caffè | tCO2e | |
| Variazione delle emissioni GHG rispetto all’anno base precedente | % | ||
| Attrezzature IT e altre fonti | Emissioni GHG | Totale emissioni GHG associate ad attrezzature IT e altre fonti | tCO2e |
| Variazione delle emissioni GHG rispetto all’anno base precedente | % | ||
| Trasversale | Emissioni GHG | Totale emissioni GHG associate alle fonti nel perimetro del Piano di Transizione (TP) | tCO2e |
| Variazione delle emissioni GHG rispetto all’anno base precedente | % |
