L’EFRAG ha confermato che ridurrà più del 50% i datapoint richiesti dagli ESRS (European Sustainability Reporting Standards), gli standard di rendicontazione sulla sostenibilità dell’Unione Europea, ma la revisione manterrà comunque “l’integrità degli obiettivi fondamentali della CSRD”. Lo rende noto il gruppo europea in una bozza di rapporto sullo stato dei lavori per la revisione degli ESRS.
Secondo EFRAG, molti dei datapoint attualmente previsti sono “eccessivamente granulari” e potrebbero essere eliminati o trasformati in linee guida non vincolanti, mantenendo comunque l’integrità e l’utilità delle informazioni. La revisione punterà a un approccio più snello soprattutto per le informative narrative su politiche, azioni e obiettivi, concentrandosi su dati “core” realmente rilevanti per gli stakeholder.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio pacchetto Omnibus I presentato dalla Commissione Europea a febbraio 2025, che mira a semplificare l’intero impianto normativo della sostenibilità, intervenendo anche su CSRD, CSDDD, Regolamento Tassonomia e CBAM. Nel dettaglio, il nuovo mandato assegnato a EFRAG punta a riformulare gli standard entro il 31 ottobre 2025, con una prima bozza tecnica attesa già a luglio e una consultazione pubblica prevista tra agosto e settembre. In agenda c’è una vera e propria “pulizia” dei dati richiesti: via quelli ridondanti o marginali, spazio a quelli davvero strategici per comprendere le performance ESG delle aziende.
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Le anticipazioni dell’EFRAG
Tra le principali priorità su cui l’EFRAG ha dichiarato di star lavorando, c’è il superamento delle criticità legate al processo di doppia materialità, spesso considerato uno degli aspetti più complessi per le aziende.
Un ulteriore asse di intervento riguarda il rafforzamento della coerenza tra gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) e gli standard globali, in particolare quelli elaborati dall’IFRS Sustainability Standards Board, per evitare duplicazioni e incoerenze normative. Parte del lavoro consiste anche nel distinguere chiaramente le informazioni essenziali da quelle accessorie, rimandando queste ultime a guidance o appendici non vincolanti.
Accanto alla semplificazione degli standard obbligatori, EFRAG conferma la necessità di accogliere le esigenze delle piccole e medie imprese. In merito il gruppo sta lavorando su uno standard volontario dedicato alle PMI (VSME), pensato per offrire uno strumento proporzionato e coerente con le capacità di rendicontazione delle aziende sotto i 250 dipendenti.
EFRAG lancia una timeline stretta, ma con margine per estensioni
A sostegno del processo di revisione, EFRAG ha definito una tabella di marcia operativa estremamente serrata, con il coinvolgimento attivo dei propri organi di governance e delle principali parti interessate. Il piano è stato approvato a fine aprile dal Sustainability Reporting Board e copre le attività da aprile a ottobre 2025, mese in cui è prevista la consegna ufficiale del nuovo pacchetto tecnico alla Commissione europea.
La roadmap di revisione è intensa: raccolta di evidenze tra aprile e maggio, stesura tecnica entro luglio, consultazione tra estate e inizio autunno. Se necessario, EFRAG si è detta disponibile a richiedere una proroga della scadenza di ottobre per assicurare una migliore qualità del risultato finale.
La sequenza delle attività include la definizione delle leve di semplificazione, la raccolta di evidenze dal campo, la stesura e la consultazione pubblica degli Exposure Drafts.
La sfida sarà trovare il giusto equilibrio tra rigore e accessibilità, evitando di sacrificare la trasparenza in nome della sintesi. Le aziende, nel frattempo, attendono con attenzione: la revisione degli ESRS potrebbe segnare una svolta concreta nella costruzione di una rendicontazione sostenibile che sia davvero al servizio della competitività europea.
