Il portafoglio di obbligazioni societarie della Banca Centrale Europea (BCE), da 331 miliardi di euro, ha significativamente ridotto la sua intensità di carbonio negli ultimi tre anni. Tra il 2021 e il 2024, l’intensità media ponderata di carbonio (WACI) è infatti diminuita del 38%, passando da 266 a 165 tonnellate di CO₂ equivalente per ogni milione di euro investito. Questa riduzione è il risultato diretto sia della diminuzione delle emissioni da parte degli emittenti, sia dei cambiamenti nelle politiche interne della BCE. È quanto emerge dal terzo report annuale sulle divulgazioni finanziarie legate al clima che offre una panoramica sull’impronta di carbonio e l’esposizione ai rischi climatici dei portafogli di politica monetaria dell’Eurosistema, delle riserve valutarie della BCE e dei portafogli non legati alla politica monetaria (come il fondo pensione del personale e il portafoglio di fondi propri).
Quest’anno, per migliorare ulteriormente la trasparenza e riconoscere i forti legami tra la perdita della natura e il cambiamento climatico, i documenti includono un nuovo indicatore che misura l’esposizione dei portafogli societari della BCE e dell’Eurosistema a settori con un impatto rilevante sulla natura o che da essa dipendono fortemente. I risultati mostrano che circa il 30% dei titoli obbligazionari societari detenuti nell’ambito della politica monetaria dell’Eurosistema è concentrato in tre settori particolarmente esposti: utilities (servizi pubblici), alimentare e immobiliare. Nel portafoglio di fondi propri della BCE e nel fondo pensione del personale, l’esposizione varia, raggiungendo un picco del 40% nei ETF. Anche se si tratta ancora di una stima preliminare, l’introduzione di questo indicatore rappresenta un passo importante verso una comprensione più completa dei rischi economici e finanziari legati alla perdita della natura, rende noto l’istituto.
Dall’aggiornamento dello stress test climatico è inoltre emerso che i titoli obbligazionari aziendali restano l’asset class più esposta al rischio climatico. Questo rafforza la scelta della BCE, adottata in passato, di orientare i reinvestimenti verso emittenti con migliori performance ambientali, rende noto la banca centrale dell’UE. Anche se i reinvestimenti si sono ridotti dalla metà del 2023, il meccanismo di “tilting”, ovvero la riallocazione verso titoli più sostenibili, è responsabile di circa un quarto della riduzione complessiva delle emissioni dal 2021 alla fine del 2024 (26%), quando i reinvestimenti sono stati interrotti. In particolare, le obbligazioni acquistate secondo questo approccio nel 2024 hanno mostrato emissioni Scope 1 e Scope 2 inferiori del 76% rispetto a quelle acquistate prima dell’introduzione della strategia.

Stando ai dati del report, nel portafoglio di fondi propri della BCE, la quota di obbligazioni verdi è cresciuta dal 20% al 28%, convogliando oltre 6,4 miliardi di euro verso la transizione ecologica nel 2024. L’obiettivo è aumentare ulteriormente questa quota fino al 32% entro il 2025. La BCE ha anche iniziato a investire parte dei propri fondi in ETF che seguono benchmark allineati all’Accordo di Parigi, confermando il suo impegno per la sostenibilità climatica. Il target che la banca ha intenzione di raggiungere è pari al 2,5%.
Al contempo pure il fondo pensione del personale ha registrato progressi sul fronte climatico con l’impronta di carbonio degli investimenti aziendali che è diminuita del 20% nel 2024, mantenendosi in linea con gli obiettivi intermedi fissati.

Indice
Nuovo obiettivo di riduzione dell’intensità delle emissioni per la BCE
Il Consiglio direttivo della BCE ha intenzione di ridurre ulteriormente l’intensità delle emissioni del 7% annuo, in media, per i titoli obbligazionari societari acquistati nell’ambito del Programma di acquisto di attività (APP) e del Programma di acquisto per l’emergenza pandemica (PEPP).
Tale obiettivo è pensato per mantenere i portafogli su un percorso coerente con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e la neutralità climatica dell’UE. Se i portafogli dovessero discostarsi da tale traiettoria, il Consiglio valuterà se adottare misure correttive, sempre nei limiti del proprio mandato.
Persistono sfide ancora da affrontare
Nonostante i progressi, permangono delle criticità, soprattutto in termini di copertura e comparabilità dei dati. Per esempio, le emissioni lungo l’intera catena del valore degli emittenti sono spesso dichiarate in modo incoerente, rendendo difficile il confronto tra aziende o nel tempo. Inoltre, la disponibilità di dati per alcune classi di attività, come le obbligazioni garantite (covered bonds), resta limitata. Queste sfide evidenziano l’urgenza di standard di rendicontazione armonizzati e affidabili a livello settoriale e internazionale, indispensabili per prendere decisioni d’investimento informate e gestire efficacemente i rischi climatici.
“La BCE e l’Eurosistema restano impegnati a migliorare la qualità e l’ampiezza delle loro divulgazioni finanziarie legate al clima, in linea con i progressi nella disponibilità dei dati climatici” dichiara l’istituzione in un comunicato.
