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Post Brexit

Al via i negoziati tra UE e UK per unire i mercati del carbonio e trovare accordo su agroalimentare

L’Unione europea e il Regno Unito si preparano a unire i propri sistemi di scambio delle emissioni (ETS), un passo che potrebbe creare il più grande mercato del carbonio al mondo. La decisione, che segue l’intesa politica raggiunta nel maggio scorso, punta a prevenire la rilocalizzazione delle emissioni e a semplificare gli scambi tra le due sponde della Manica, segnando un’inversione di tendenza dopo anni di divergenze post-Brexit. Il Consiglio dell’Unione Europea ha dato quindi il via ai negoziati tra UE e UK che non riguarderanno però solo il collegamento dei sistemi di scambio delle quote di emissione (ETS), ma anche la creazione di un’area comune sanitaria e fitosanitaria per i prodotti agroalimentari (SPS). L’obiettivo è riallineare le due economie in settori chiave separatisi dopo la Brexit, semplificando gli scambi e rafforzando la cooperazione nella lotta al cambiamento climatico.

“Lo scorso maggio abbiamo deciso con il Regno Unito di aprire un nuovo capitolo nelle nostre relazioni. Con la decisione di oggi iniziamo a tradurre quell’impegno in risultati concreti. Un accordo in queste aree ridurrà in modo significativo gli oneri per le imprese sia dell’UE che del Regno Unito e porterà benefici ai consumatori. Affrontiamo quindi questi negoziati con la speranza che possano concludersi rapidamente.” ha dichiarato Marie Bjerre, ministra danese per gli affari europei.

Verso un’area sanitaria e fitosanitaria comune

L’accordo SPS mirerebbe ad allineare gli standard sanitari e fitosanitari della Gran Bretagna a quelli dell’Unione europea, eliminando la necessità della maggior parte dei certificati e dei controlli su animali, piante e prodotti correlati scambiati tra la Gran Bretagna e l’UE.

Grazie al Quadro di Windsor (Windsor Framework), tali benefici si estenderebbero anche ai movimenti di merci tra la Gran Bretagna e l’Irlanda del Nord, mantenendo allo stesso tempo il doppio accesso dell’Irlanda del Nord al mercato unico europeo e al mercato interno britannico.

Collegamento dei sistemi di scambio delle emissioni (ETS)

Il collegamento dei sistemi ETS consentirebbe di scambiare le quote di emissione tra le due parti, favorendo la cooperazione sui temi climatici e prevenendo il rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio (“carbon leakage”). Il futuro accordo dovrà definire in modo chiaro le modalità di funzionamento dei due sistemi collegati, i settori coinvolti, tra cui produzione di elettricità e calore industriale, industria pesante, aviazione e trasporti marittimi nazionali e internazionali, e un meccanismo per includere nuovi settori in futuro, così da prevenire la rilocalizzazione delle emissioni e garantire una concorrenza leale.

Il collegamento tra il sistema ETS dell’UE e quello del Regno Unito permetterebbe inoltre ai beni prodotti in entrambi i territori di beneficiare di esenzioni reciproche dai rispettivi meccanismi di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM).

Prossime tappe

Con la decisione odierna, la Commissione europea è ora autorizzata ad aprire formalmente i negoziati con il Regno Unito sui due accordi. Una volta conclusi, gli accordi dovranno essere approvati dal Consiglio prima di poter entrare in vigore.

Post Brexit, il contesto dei negoziati

L’Intesa Comune UE-Regno Unito, raggiunta durante il vertice del 19 maggio 2025, prevede che la creazione di un’area sanitaria e fitosanitaria comune risolverebbe molti dei problemi legati alla movimentazione dei prodotti agroalimentari tra le due parti.

La stessa intesa afferma che il collegamento dei sistemi ETS consentirebbe ai beni provenienti da entrambe le giurisdizioni di ottenere esenzioni reciproche dal CBAM, a condizione che vengano rispettati i requisiti giuridici pertinenti.

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