Chanel Nevold

Sostenibilità

Chanel lancia Nevold: un nuovo hub per la moda circolare

Chanel ha annunciato la creazione di Nevold, un’azienda indipendente dedicata al riciclo di materiali e prodotti. L’obiettivo è di dare una seconda vita agli scarti e agli articoli invenduti, infatti proprio il nome Nevold deriva dalla contrazione di “never old” (mai vecchio), sottolineando la volontà di trasformare i materiali inutilizzati in nuove risorse per l’industria.

Nevold opererà come un hub di circolarità B2B, collaborando non solo con Chanel, ma anche con altre aziende e marchi, senza limitarsi al settore del lusso. Gli intenti sono chiari: aumentare la possibilità di sviluppare soluzioni innovative per il riutilizzo di materiali, ridurre gli sprechi e affrontare la crescente scarsità di risorse dovuta ai cambiamenti climatici.

Moda sostenibile: un cambiamento necessario

L’industria della moda è tra le più impattanti a livello ambientale, generando enormi quantità di rifiuti, consumando risorse naturali e contribuendo al cambiamento climatico. Secondo stime recenti, il settore è responsabile di circa il 10% delle emissioni globali di CO₂, più di quelle generate dal trasporto aereo e marittimo combinati. Inoltre, la produzione tessile è altamente idrovora: per realizzare un solo paio di jeans servono 3.800 litri di acqua, mentre il 20% dell’inquinamento globale delle risorse idriche è attribuito ai processi di tintura e finitura dei tessuti.

Negli ultimi 15 anni, la produzione di abbigliamento è raddoppiata, con oltre 100 miliardi di capi prodotti ogni anno. Tuttavia, la maggior parte dei materiali utilizzati finisce in discarica o viene incenerita, con una stima dell’87% degli scarti tessili non riutilizzati. Il fast fashion ha aggravato questa situazione, accelerando il ciclo di consumo e aumentando la quantità di rifiuti. La crescente attenzione dei consumatori e delle autorità di regolamentazione ha spinto molte aziende a ripensare i propri modelli produttivi, favorendo l’adozione di pratiche più sostenibili.

Chanel, con Nevold, si inserisce in questo contesto, cercando di offrire soluzioni concrete per ridurre l’impatto ambientale della moda.

Investimenti e impatto ambientale

Secondo le stime, Chanel ha investito tra 50 e 80 milioni di euro nel progetto Nevold, dimostrando un impegno concreto verso la sostenibilità e l’economia circolare. Attualmente, circa il 30% delle borse Chanel e il 50% delle scarpe includono elementi riciclati, ma con l’introduzione di Nevold, queste percentuali potrebbero aumentare significativamente, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale del marchio.

Uno dei primi risultati ottenuti grazie a Nevold è lo sviluppo di una pelle riciclata, che può sostituire la plastica nei rinforzi di borse e scarpe, riducendo l’uso di materiali sintetici e migliorando la qualità dei prodotti. Questo tipo di innovazione è fondamentale per affrontare le sfide legate alla scarsità di risorse e alla crescente domanda di materiali sostenibili.

Una nuova direzione sostenibile per i marchi della moda

Il settore della moda è spesso criticato per la gestione degli articoli invenduti. In passato, marchi come Burberry sono stati al centro di polemiche per la distruzione di prodotti non venduti. Nel 2018, Burberry ha infatti rivelato di aver bruciato circa 36,5 milioni di euro di abbigliamento invenduto, non per mancanza di vendite, ma per mantenere l’esclusività del marchio e prevenire la svalutazione dei suoi prodotti. Questa pratica ha suscitato indignazione e ha portato a un dibattito più ampio sulla sostenibilità e sull’etica nel settore della moda.

Al contrario l’iniziativa di Chanel rappresenta un passo significativo verso la sostenibilità, in un momento in cui il settore della moda sta affrontando sfide legate all’eccesso di produzione e all’impatto ambientale. Secondo le stime, il mercato globale dell’usato è destinato a raggiungere i 350 miliardi di euro entro il 2027, evidenziando un cambiamento nelle preferenze dei consumatori verso modelli più sostenibili. Altri marchi di lusso stanno seguendo l’esempio di Chanel e di Nevold, investendo sempre di più in sistemi di riciclo e in pratiche più responsabili per gestire i loro inventari.

Con l’aumento della consapevolezza ambientale tra consumatori e autorità di regolamentazione, iniziative come questa potrebbero diventare sempre più comuni, ridefinendo il concetto di lusso e sostenibilità.