Private Equity

Neva SGR presenta i due nuovi fondi che investono nelle energie del futuro a partire dalla fusione

L’innovazione come filo conduttore della sostenibilità e delle tecnologie del futuro. È questo il focus di Neva SGR, la società di venture capital del gruppo Intesa Sanpaolo controllata al 100% da Intesa Sanpaolo Innovation Center, che ieri ha riunito alle Officine Grandi Riparazioni di Torino (OGR) venture capitalist, investitori istituzionali, imprenditori, manager e startupper da tutto il mondo e alcune figure chiave del gruppo per presentare le strategie di investimento dei fondi Neva II e Neva II Italia nelle frontiere della nuova energia, con particolare attenzione alla fusione nucleare. La mission di Neva è investire in società altamente innovative impegnate a risolvere le grandi sfide a livello globale in quattro aree chiave: Climate Tech & Energy Transition, Life Science, Digital Transformation e Aerospace & Manufacturing.

Nella transizione energetica, Neva SGR ricerca in tutto il mondo in modo mirato e selettivo società con caratteristiche precise, startup o imprese già mature con brevetti e progetti in fase di realizzazione rivoluzionari, che in futuro possano mettere in produzione le loro tecnologie su vasta scala, contribuiscano in modo significativo alla decarbonizzazione dei settori industriali più energivori, consentano di sviluppare nuovi baseload (impianti di energia stabile e costante) e abilitino le rinnovabili, anche attraverso impianti di stoccaggio energetico e l’ottimizzazione e il bilanciamento delle reti.

CFS, lo spin off del MIT che sviluppa la fusione nucleare

Tra i recenti investimenti c’è anche la società americana Commonwealth Fusion Systems (CFS), una realtà unica a livello mondiale nella fusione nucleare che ha brevettato e sviluppato il rivoluzionario reattore di tipo Tokamak per la fusione a confinamento magnetico denominato SPARC, la prima macchina al mondo commercialmente rilevante per la fusione a energia netta.

Fondata nel 2018 come spin-off del Massachusetts Institute of Technology (MIT), CFS si concentra sullo sviluppo della fusione a confinamento magnetico (MCF) utilizzando superconduttori ad alta temperatura (HTS). CFS ha compiuto progressi significativi negli ultimi anni, a partire dalla produzione diretta dei magneti superconduttori ad alta temperatura nel suo stabilimento. La società è riconosciuta come pioniera e leader nel suo settore e ha recentemente annunciato l’intenzione di costruire la prima centrale a fusione in Virginia.

“Oltre all’accesso a un’energia pulita, stabile e pressoché illimitata, la fusione potrebbe rappresentare un’opportunità di valore economico soprattutto per l’Italia, perché alcune aziende italiane fanno già parte della filiera produttiva del settore”, dichiara Bob Mumgaard, Co-founder e Chief Executive Officer di CFS. “Se il Paese adotterà politiche che supportino l’adozione della fusione, potrà essere tra i primi a ottenere una completa sicurezza energetica in un contesto di crescente domanda di energia, dovuta anche all’impiego sempre più massiccio dell’intelligenza artificiale”

Neva SGR, già investiti circa 70 milioni in società innovative

Dall’agosto del 2020 a oggi, nonostante le difficoltà causate dalla pandemia nei primi due anni, Neva SGR ha raggiunto in anticipo gli obiettivi prefissati, arrivando con i suoi primi tre fondi – Neva First per gli investimenti globali, Neva First Italia dedicato alle realtà nazionali e Fondo Sei per lo sviluppo degli ecosistemi innovativi italiani – a investire oltre 180 milioni di euro in 43 società altamente innovative in forte crescita e a distribuire agli investitori circa 13 milioni di euro. Con i nuovi due fondi Neva II e Neva II Italia, varati lo scorso settembre, Neva SGR ha già investito circa 24 milioni di euro in 2 società.

“Neva SGR mette in contatto gli imprenditori italiani con il network globale del venture capital e agevola l’ingresso di imprenditori internazionali nell’ecosistema scientifico e industriale italiano, creando ponti che trasformano idee in opportunità globali”, afferma Luca Remmert, Presidente di Neva SGR, “il nostro investimento in CFS, oltre a finanziare un rivoluzionario progetto dedicato alla produzione di energia pulita da fusione nucleare, ha l’obiettivo di facilitare il contatto con il mondo della ricerca e con la filiera manifatturiera d’eccellenza del nostro Paese, con l’auspicio che possano prendere ancora più parte allo sviluppo su vasta scala di questa tecnologia di nuova generazione”.

Tra i presenti all’incontro che ha avuto come tema centrale il valore della sostenibilità e la relazione tra capitale e sostenibilità in un momento di grandi cambiamenti a livello globale si sono confrontate alcune figure chiave del Gruppo, moderate dal Presidente di Neva SGR, Luca Remmert: Paola Angeletti, Group Chief Sustainability Officer Intesa Sanpaolo e Presidente di Intesa Sanpaolo Innovation Center; Tommaso Corcos, Chief delle Divisioni Wealth Management di Intesa Sanpaolo; Gaetano Miccichè, Chairman della Divisione IMI Corporate & Investment Banking e Chairman della Divisione International Banks di Intesa Sanpaolo; Jacques Moscianese, Executive Director Institutional Affairs di Intesa Sanpaolo.

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