Sono 1922 le società benefit a marzo 2022, rispetto alle 500 del pre pandemia. È quanto rivela la ricerca pubblicata da InfoCamere e Assobenefit da cui emerge come le imprese “benefit” siano quasi quadruplicate nel biennio 2020/2022. Se a marzo 2020, in piena pandemia, erano in tutto 500, nello stesso periodo di quest’anno, sono ben 1.922 le aziende che hanno deciso di “diventare” benefit.
Si tratta per il 97% dei casi, di società già costituite (dalle S.r.l passando per le start up fino alle S.p.A quotate in borsa), un terzo delle quali, residenti in Lombardia. Tra di esse, in particolare, sono le aziende guidate da imprenditori giovani e più sensibili alle tematiche di impegno sociale ed ambientale come sostiene Monica De Paoli, parte del comitato direttivo di Assobenefit. Il fenomeno è in crescita, soprattutto, nel settore dei servizi (976), del manifatturiero (254) e del commercio (169).
Un forte propulsore per la trasformazione e la riuscita delle imprese benefit arriva dal Governo (grazie anche al PNRR) con un tax credit in grado di ammortizzare le spese di avviamento o trasformazione delle società benefit.
Crediti d’imposta per società benefit
A partire dal 2020, lo Stato ha concesso alle imprese benefit un credito di imposta nella misura del 50% per ammortizzare le spese di avviamento della società oppure della trasformazione di un’azienda preesistente. Le spese devono essere sostenute tra il 19 luglio 2020 e la fine 2021, nel limite di 10.000 euro.
Quest’anno, le imprese, hanno tempo fino al 15 luglio per inoltrare la domanda e ottenere il beneficio attraverso l’apposito modulo contenuto sul sito del MISE.
Come le società diventano “benefit”
Pur contando sull’appoggio fiscale dello Stato, nel concreto, le imprese devono impegnarsi a perseguire, tramite il loro modello di gestione dell’impresa, obiettivi che hanno un impatto sostenibile sui propri lavoratori, sull’ambiente e la società in cui si trovano ad operare.
Per diventare società “benefit”, gli obiettivi da perseguire possono essere diversi (dall’inclusività all’interno del posto di lavoro alla riduzione dei consumi energetici) purché in accordo con i valori ESG (Environmental, Social, Governance).
Tra i requisiti per diventare una società benefit occorre indicare nell’oggetto sociale il beneficio comune perseguito, modificando, se necessario, il proprio statuto. Bisogna inoltre individuare uno o più soggetti responsabili all’interno della società che si occupino, nello specifico, di “controllare” se tutti i componenti della società (dai manager agli stakeholder) perseguono gli obiettivi ESG definiti nell’oggetto stesso, per evitare segnalazioni e/o accuse di greenwashing o essere soggetti a controlli da parte dell’Antitrust. Il responsabile, infine, deve redigere un report annuale (da allegare al bilancio e da rendere pubblico sul sito internet della società) per misurare l’andamento delle attività relative alla sostenibilità.
