Gli Stati Uniti hanno dichiarato di “rifiutare e denunciare” gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite, i 17 obiettivi globali adottati nel 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU nell’ambito dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, con l’intento di affrontare le sfide ambientali e sociali globali.
L’agenda è un “programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità”, che comprende 17 goal suddivisi in 169 traguardi da raggiungere in ambito ambientale, economico, sociale e istituzionale entro il 2030. Tali obiettivi, se realmente perseguiti, rappresenterebbero una base comune da cui partire per costruire un mondo diverso – come recita l’Agenda – e dare a tutte e tutti la possibilità di vivere su un pianeta sostenibile. Il programma coinvolge ogni componente della società e mira a porre fine alla povertà, a lottare contro ogni forma di ineguaglianza, di discriminazione razziale e a ridurre il gap di genere. L’Agenda si propone di garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo incentivando uno sviluppo economico inclusivo e assicurando un utilizzo sostenibile delle risorse e dell’ecosistema terrestre.
L’annuncio del rifiuto degli USA è stato fatto da Edward Heartney, consigliere per gli affari economici e sociali presso la missione degli Stati Uniti alle Nazioni Unite, durante un intervento all’assemblea generale, prima di una votazione sulla creazione di una Giornata Internazionale della Coesistenza Pacifica, che includeva anche una riaffermazione dell’Agenda 2030.
Nel suo discorso, Heartney ha affermato che l’Agenda 2030 e gli SDG promuovono un programma di governance globale che non è compatibile con la sovranità degli Stati Uniti e va contro i diritti e gli interessi degli americani, aggiungendo che la nuova amministrazione ha preso una “correzione di rotta necessaria” riguardo alle politiche su genere e clima, che secondo lui “influenzano negativamente gli SDG“.
Questa posizione fa parte di un più ampio allontanamento dell’amministrazione Trump dalle iniziative internazionali per il clima e la sostenibilità, come la decisione di ritirarsi dall’Accordo di Parigi e di abbandonare impegni chiave per il finanziamento delle politiche climatiche, a partire da uno degli ordini esecutivi più rilevanti emessi dal presidente Trump subito dopo il suo insediamento.
La decisione degli Stati Uniti arriva in un contesto in cui le Nazioni Unite stimano un divario di finanziamento di 4 trilioni di dollari per raggiungere gli SDG.
