Il gruppo italiano Generali avrebbe intavolato colloqui con il gruppo francese Natixis per la creazione di un polo nell’asset management che nascerebbe dall’unione dell’attività dei due gruppi. Natixis Investment Managers dispone di un patrimonio di 1.300 miliardi di dollari di asset in gestione, mentre al gruppo triestino fanno capo masse gestite 845 miliardi. L’unione dei due gruppi darebbe vita a un campione europeo in grado di contendere lo scettro nell’asset management del vecchio continente in termini di masse con Amundi il cui gestito a fine 2023 era pari a 2,03 miliardi. L’indiscrezione riportata dal Financial Times arriva dopo il susseguirsi di annunci clamorosi sul fronte m&a nello scacchiere europeo bancario e assicurativo.
Proprio all’interno del gruppo Generali, la principale controllata nell’ambito dell’asset management, Banca Generali, che nei primi nove mesi del 2024 ha registrato un incremento dell’utile del 33% a 338,6 milioni, ha lanciato lo scorso mese di settembre un’opa totalitaria finalizzata al delisting su Intermonte securities, storica investment bank tricolore per poco meno di 100 milioni di euro come valutazione complessiva.
Sempre sul fronte dell’asset management, Banco BPM ha annunciato pochi giorni fa il lancio di Banco BPM Invest SGR, Società di Gestione del Risparmio rivolta alla clientela istituzionale, la cui attività è partita con Asset Under Management superiori a 1 miliardo di euro in fondi alternativi diversificati per asset class, geografie e con una forte attenzione verso le società italiane.
A inizio novembre sempre Banco BPM, tramite Banco BPM Vita, ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto (OPA) volontaria finalizzata ad acquisire la totalità delle azioni ordinarie di Anima (di cui già possiede il 22,38% del capitale), gestore patrimoniale italiano quotato su Euronext Milan, per la quale è previsto un esborso massimo di circa 1,58 miliardi di euro.
Ma proprio a inizio settimana è arrivata l’annuncio di una proposta di ops a sorpresa di UniCredit su Banco BPM. L’istituto guidato da Andrea Orcel ha messo sul piatto 10,1 miliardi per conquistare Piazza Meda, dopo che i tentativi di crescere in Germania mettendo il proprio vessillo su Commerzbank hanno suscitato una levata di scudi.
