Dopo anni di indagini ed al termine di un lungo processo, il Tribunale Penale di Ancona ha condannato in primo grado due cittadini italiani per la detenzione e il commercio illegale di oltre 1000 cactus e piante succulente rare e protette, in larga parte provenienti dall’America Latina e appartenenti alla specie Copiapoa, originaria del deserto di Atacama, in Cile.
DLA Piper ha fornito assistenza pro bono all’International Union for Conservation of Nature and Natural Resources (IUCN), rappresentando altresì in giudizio l’Associazione per la Biodiversità e la sua Conservazione (ABC), che ha partecipato al processo come parte civile.
Il team legale ha ottenuto una vittoria significativa in favore della protezione della natura: la sentenza non solo ha riconosciuto la penale responsabilità dei soggetti coinvolti, ma ha anche ribadito il ruolo centrale dell’associazione, condannando entrambi gli imputati al risarcimento del danno in favore della parte civile. L’indagine, che era stata avviata nel 2020 dai Carabinieri del Raggruppamento Cites Di Ancona, ha portato alla luce un traffico illecito internazionale di piante rare per un giro d’affari stimato in oltre 1 milione di euro.
La decisione del Tribunale di Ancona rappresenta un passo importante, non solo perché riconosce alla parte civile un risarcimento economico già quantificato ed immediatamente esecutivo, ma anche perché conferma che le associazioni per la conservazione della biodiversità possono intraprendere azioni legali per reati che danneggiano la loro missione, aprendo la strada a futuri casi simili.
“Questa sentenza stabilisce un precedente importante per la protezione dell’ambiente, riconoscendo il ruolo centrale delle associazioni dedite alla tutela della biodiversità: il risarcimento concesso alla parte civile rappresenta un grande passo avanti in tal senso. Sin dall’inizio, ABC ha dichiarato l’intenzione di destinare l’importo ad attività di protezione delle piante succulente, spesso al centro del traffico illegale” ha dichiarato Federico Lucariello, Senior Lawyer di DLA Piper che ha seguito la difesa della parte civile nel dibattimento. “L’esito del primo grado del processo dimostra che i danni ambientali e alla biodiversità possono essere tutelati efficacemente in tribunale. Siamo dunque orgogliosi di aver contribuito pro bono a questa causa attraverso il nostro supporto legale”.
Il giudice ha condannato i due imputati rispettivamente a 18 mesi di arresto e 25.000 euro di ammenda ed a 12 mesi di arresto e 18.000 euro di ammenda, oltre alle spese legali, con pena sospesa condizionata al versamento ad ABC della somma di 20.000 euro, stabilita a titolo di risarcimento del danno, entro 60 giorni dal deposito della sentenza. I due imputati sono stati altresì condannati al pagamento delle spese legali per euro 4.500. Quanto al risarcimento del danno, sin dalla costituzione di parte civile, ABC ha dichiarato di voler direttamente impiegare le somme che saranno ricevute per sostenere attività finalizzate alla conservazione dei cactus in natura in Cile, per promuovere campagne di sensibilizzazione sull’importanza dei cactus del genere Copiapoa e per sviluppare progetti di reintroduzione delle piante in natura.
La maggior parte delle piante sequestrate, invece, è stata riportata in Cile, nel loro habitat naturale, dopo un primo momento di cura presso l’Orto Botanico dell’Università di Milano.
