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Politiche europee

Omnibus PAC: nuove semplificazioni per il settore agroalimentare

È stato pubblicato l’atteso terzo pacchetto Omnibus della Commissione Europea, che vuole portare minore burocrazia e maggiore flessibilità nel settore agricolo. Le novità introdotte nella Politica Agricola Comune (PAC) secondo i calcoli della Commissione potrebbero garantire un risparmio annuo di 1,58 miliardi di euro per gli agricoltori e di 210 milioni per le amministrazioni nazionali, grazie a pagamenti più flessibili, a una riduzione dei vincoli normativi e a una gestione delle crisi più efficace.

Il terzo pacchetto Omnibus sul settore agricolo fa parte della strategia di semplificazione e rafforzamento della competitività europea varato dalla Commissione lo scorso mese di febbraio e segue i pacchetti I e II che riguardavano la semplificazione delle norme sulla rendicontazione di sostenibilità.

La proposta conferma l’orientamento verso una PAC meno rigida e introduce alcuni elementi innovativi, come una maggiore trasparenza nella filiera agroalimentare per imporre agli attori del settore di fornire dati più dettagliati sui prezzi e sulla distribuzione del valore lungo la catena produttiva. Inoltre, viene rafforzata la flessibilità nei piani strategici nazionali di modo da permettere agli Stati membri di apportare modifiche più rapidamente senza dover attendere l’approvazione della Commissione per variazioni non strategiche.

Gli agricoltori “hanno diritto a un prezzo equo e un profitto equo per i loro prodotti, ma i prezzi a valle della filiera sembrano spesso avvolti nel mistero”, aveva commentato annunciando le misure, la presidente della Commissione europea Ursula von del Leyen, e per risolvere questo problema occorre una maggiore trasparenza sul prezzi.

L’obiettivo della Commissione è garantire misure che sostengano con più efficacia i piccoli agricoltori e le nuove generazioni: attualmente solo il 12% degli agricoltori europei ha meno di 40 anni. Si parte, quindi, da una semplificazione dei pagamenti per i piccoli agricoltori per facilitare l’accesso al capitale.

Il taglio alla burocrazia prevede inoltre la semplificazione dei requisiti aziendali, la razionalizzazione dei controlli, per alleggerire il carico normativo e migliorare l’aderenza ai requisiti, il potenziamento dei meccanismi di gestione delle crisi con strumenti più agili, il supporto mirato alle piccole e medie imprese con pagamenti semplificati e accesso facilitato ai finanziamenti, oltre alla creazione di un’infrastruttura digitale per migliorare la gestione strategica dei rischi e delle risorse.

Si introducono inoltre modifiche ai meccanismi di sostegno delle crisi, poiché viene inserita la possibilità per gli Stati Membri di utilizzare fino al 3% dei fondi PAC per riserva in caso di crisi nazionale, per calamità e disastri naturali, riconoscendo la rilevanza della questioni ambientali sull’agricoltura e la necessità di adottare misure pratiche.

Inoltre, tra le cosiddette buone condizioni agronomiche e ambientali (Bcaa), ossia gli standard minimi che gli agricoltori devono garantire per accedere ai sussidi agricoli, viene confermata la tutela delle torbiere e zone umide (Bcaa2). Mentre su prati permanenti (Bcaa1) e protezione delle acque (Bcaa4) nessun cambiamento rilevante, almeno per il momento.

L’iniziativa si inserisce in modo coerente nella strategia più ampia delineata dalla “Vision for Agriculture and Food” e dall’“EU Competitiveness Compass”, due programmi che puntano a un sistema agroalimentare più resiliente, digitale e competitivo. Parallelamente, la Commissione ha pubblicato anche una roadmap per definire ulteriori interventi nel corso dell’anno con l’obiettivo di perfezionare la legislazione secondaria e migliorare l’integrazione tra agricoltura e altri settori strategici.

I prossimi passi prevedono che la proposta legislativa sia presentata al Parlamento europeo e al Consiglio per l’adozione.

Nuove misure per semplificare i pagamenti e rafforzare la competitività

Il pacchetto di semplificazione mira a ridurre la complessità normativa, tenendo conto delle diverse condizioni locali per minimizzare la sovrapposizione con le leggi nazionali. Per esempio, le aziende agricole biologiche certificate saranno automaticamente riconosciute come conformi ai requisiti ambientali dell’UE per il finanziamento.

La Commissione Europea ha inoltre introdotto un regime di pagamento semplificato per i piccoli agricoltori, aumentando il tetto del pagamento forfettario annuale da 1.250 euro a 2.500 euro. I piccoli produttori saranno inoltre esentati da alcune norme ambientali e potranno accedere a pagamenti per pratiche ecocompatibili attraverso i regimi ecologici.

Infine gli agricoltori che adottano pratiche per la tutela delle torbiere e zone umide (Bcaa2) riceveranno incentivi specifici, garantendo un equo compenso per gli sforzi ambientali. Il pacchetto introduce l’estensione del limite per la classificazione dei pascoli permanenti da 5 a 7 anni, una misura pensata per prevenire pratiche agricole forzate e garantire una migliore tutela della salute del suolo.

Inoltre, viene adottato un approccio più efficiente ai controlli, che saranno razionalizzati e ridotti a una sola verifica annuale per azienda, coordinata tra le autorità nazionali. L’uso di tecnologie digitali e sistemi satellitari renderà il monitoraggio più rapido e preciso, semplificando la gestione per gli agricoltori e migliorando il monitoraggio delle attività agricole. Infatti l’onere amministrativo sarà ridotto grazie a controlli digitalizzati con tecnologia satellitare, prevedendo, come detto, un solo controllo in loco all’anno per azienda.

Possibile utilizzare il 3% del finanziamento PAC per le calamità

La proposta conferma la riserva agricola e ne razionalizza l’uso per rispondere meglio alle perturbazioni del mercato in linea con il suo obiettivo originario. Inoltre, vengono introdotti due nuovi tipi di pagamenti per le crisi nell’ambito dei pagamenti diretti e dello sviluppo rurale. Gli Stati Membri avrenno la possibilità di destinarre fino al 3% del finanziamento annuale del loro Piano PAC nazionale per sostenere gli agricoltori colpiti da calamità naturali o malattie animali. L’attivazione di questi nuovi strumenti sarà possibile in presenza di eventi climatici estremi o altre calamità naturali che abbiano un impatto diretto sulle aziende agricole, previa modifica dei Piani Strategici nazionali. Tali pagamenti intendono integrare la riserva, non sostituirla, e sono accompagnati da garanzie per assicurare che non distorcano il commercio o influenzino in modo sproporzionato altri interventi della PAC.

Competitività e digitalizzazione: le nuove opportunità

Il nuovo pacchetto Omnibus ha introdotto la possibilità di accedere a un nuovo finanziamento forfettario fino a 50.000 euro, pensato per stimolare la crescita e l’ammodernamento delle aziende agricole con l’obiettivo di sostenere i piccoli agricoltori e favorire l’innovazione.

Oltre al supporto economico, le amministrazioni nazionali saranno incentivate a sviluppare sistemi digitali interoperabili, riducendo le procedure ripetitive e semplificando la gestione dei dati. Questo pacchetto di misure punta a creare un ecosistema agricolo più efficiente e tecnologicamente avanzato, in cui gli agricoltori possano accedere a strumenti innovativi per migliorare la produttività e la sostenibilità.

Una semplificazione senza abbassare gli obiettivi ambientali

La semplificazione non intende abbassare gli obiettivi politici o gli standard sociali e ambientali, ma, al contrario, l’intento è realizzarli nel modo più efficiente possibile. Un’implementazione cost-effective, viene sottolienato dalla Commissione, è più vantaggiosa e garantisce una più rapida attuazione, nonché una maggiore accettazione da parte degli stakeholder interessati.

Le misure proposte mantengono l’orientamento generale e gli obiettivi dell’attuale PAC incluso il suo ruolo fondamentale nel sostenere la transizione dell’agricoltura europea verso pratiche sostenibili. La proposta non modifica infatti l’architettura verde della PAC, che prevede l’allocazione del 32% del budget totale (circa 98 miliardi di euro) ad azioni volontarie che promuovono gli obiettivi ambientali, climatici e di benessere animale. In particolare, il sistema di condizionalità e il ringfencing di bilancio, insieme a una serie di altri strumenti chiave dell’architettura verde della PAC, inclusi gli eco-schemes e lo sviluppo rurale, rimangono in vigore per garantire un livello di ambizione complessivamente superiore rispetto al passato.

Chi beneficia di questi cambiamenti e come aiuteranno gli agricoltori?

Le nuove proposte porteranno benefici sia per gli agricoltori sia per gli Stati Membri. Le piccole e medie aziende agricole potranno, per esempio, esercitare un maggiore ricorso a pagamenti semplificati. Inoltre gli agricoltori potranno trarre vantaggio dall’eliminazione di una sovrapposizione degli obblighi, dalla riduzione delle visite sul campo da parte delle autorità nazionali e dalla facilitazione delle procedure di domanda. La proposta estende inoltre le possibilità per i piccoli agricoltori di richiedere un sostegno forfettario al reddito e allo sviluppo aziendale e semplifica l’attuazione degli investimenti. Un’analisi dell’impatto previsto di queste misure stima che le modifiche potrebbero far risparmiare agli agricoltori fino a 1,58 miliardi di euro all’anno.

Verso la PAC post-2027: quali prospettive?

Ulteriori dettagli sulla futura PAC post-2027 saranno presentati nel terzo trimestre di quest’anno, ma già emergono alcuni aspetti critici che meritano riflessione. Sebbene la semplificazione normativa possa alleggerire il carico amministrativo per gli agricoltori, resta da capire quanto effettivamente queste misure possano tradursi in un reale aumento della competitività e dell’innovazione del settore. Il rischio è che, senza un adeguato monitoraggio, la riduzione dei vincoli burocratici possa favorire disparità tra le diverse realtà agricole, con le aziende più strutturate avvantaggiate rispetto a quelle di dimensioni più ridotte.

Una riforma che necessita di equilibrio

Se da un lato l’aumento del tetto del pagamento forfettario annuale rappresenta un passo avanti per sostenere i piccoli agricoltori, dall’altro resta fondamentale valutare l’impatto di questa semplificazione sul lungo periodo. Garantire un equilibrio tra sostegno finanziario e responsabilità ambientale sarà essenziale per evitare distorsioni nel sistema. L’esenzione da alcune norme ambientali potrebbe facilitare le operazioni per le piccole aziende, ma solleva interrogativi su come mantenere gli standard di sostenibilità senza compromettere gli obiettivi di tutela del territorio. Parallelamente, l’accesso ai regimi ecologici rappresenta un’opportunità per incentivare pratiche più responsabili, ma dovrà essere accompagnato da misure che assicurino un’adesione concreta e non solo formale.

In definitiva, la revisione della PAC rappresenta un’opportunità per rendere il sistema agroalimentare più snello e accessibile, ma deve essere bilanciata da misure che garantiscano equità, innovazione e sostenibilità, conciliando semplificazione e tutela delle diverse realtà agricole europee.