L'opinione di Steven Bell di Columbia Threadneedle Investments

Opening Bell 2023: global market outlook

Le prospettive per il nuovo anno sono oggi molto più rosee di quanto non fossero prima, grazie anche alla diminuzione dell’inflazione negli Stati Uniti e al calo dei prezzi dell’energia. Tuttavia, noi di Columbia Threadneedle restiamo convinti che i mercati azionari faticheranno nei prossimi mesi, quando entreremo in recessione.

Gli alti costi dell’energia, infatti, faranno sì che l’economia dell’eurozona sia, nella migliore delle ipotesi, piatta. Tuttavia, un inverno mite implica una recessione a sua volta mite. Mentre l’economia del Regno Unito è al momento gravata ulteriormente dall’aumento dei costi dei mutui.

L’economia statunitense, invece, ha un problema diverso che riguarda i salari piuttosto che i prezzi dell’energia, e che quindi necessita di una soluzione differente. Ci aspettiamo che la Fed continui ad aumentare i tassi fino a quando una recessione non attenuerà le pressioni inflazionistiche derivanti dal surriscaldamento del mercato del lavoro.

Non ci attendiamo una recessione profonda o di lunga durata: non siamo in presenza di problemi finanziari che sono solitamente causa di recessioni gravi o prolungate. Questo significa che nel 2023 assisteremo anche a una ripresa delle economie e dei mercati.

Le previsioni di crescita si stabilizzano su livelli bassi

L’inflazione statunitense in discesa, ma per arrivare al 2% sarà necessaria una recessione

Il principale motore dell’inflazione negli Stati Uniti non sono i prezzi dell’energia, ma la crescita dei salari che supera il 5%. Questa crescita salariale è il prodotto di un mercato del lavoro surriscaldato.

La Fed continuerà quindi ad aumentare i tassi per frenare l’economia e la sua domanda di nuovi posti di lavoro. La disoccupazione deve infatti aumentare, passando dall’attuale 3,5% a un probabile 5%, per riportare l’inflazione salariale in equilibrio con un obiettivo di inflazione complessiva del 2%.

La buona notizia è che l’economia statunitense è molto flessibile e che potrà quindi adeguarsi velocemente. Alcuni settori, come il mercato immobiliare, si stanno già adeguando rapidamente.

Non riteniamo che negli Stati Uniti si verificherà una recessione profonda o di lunga durata: i problemi finanziari che normalmente causano recessioni gravi o prolungate non sono presenti al momento.

Inflazione USA, Eurozona e UK

L’inverno mite è stato un colpo di fortuna per l’Europa

I prezzi del gas naturale a breve termine in Europa sono scesi, ma rimangono alti per il prossimo inverno. La crisi non è finita, sebbene l’inverno mite abbia ridotto la pressioni e regalato più tempo alla transizione verso nuove fonti di energia in vista del prossimo inverno.

I prezzi del gas naturale in Europa per l’inverno 2023/2024 sono ancora cinque volte più alti del livello dei prezzi negli Stati Uniti; pertanto, gli incentivi a fornire energia a questi mercati rimangono enormi e la velocità e la portata della risposta del mercato costituiranno probabilmente una sorpresa positiva.

I consumatori europei sono attualmente molto scoraggiati, ma il calo dei prezzi dell’energia allenterà le pressioni su di loro e, quando la fiducia migliorerà, avranno a disposizione i “salvadanai Covid” ancora non spesi.

Il crollo del prezzo del gas europeo a breve termine

Il Regno Unito rischia inflazione e recessione nel 2023, ma il ciclo elettorale del 2024 dovrebbe sostenere la ripresa

Nel 2023 l’economia britannica è destinata a registrare risultati inferiori alle aspettative, a causa di una crisi energetica pan-europea e di un mercato del lavoro surriscaldato.

Inoltre, l’aumento dei tassi ipotecari avrà un impatto significativo sul mercato immobiliare di riferimento, implicando persistenti pressioni per i consumatori.

Tuttavia, siamo convinti che una recessione nel 2023 sarà poi seguita da una ripresa economica. Il ciclo elettorale, infatti, indurà il Primo Ministro Sunak ad adottare ora le misure necessarie a sostenere una ripresa economica nel 2024 prima delle prossime elezioni generali.

L’aumento dei tassi ipotecari nel Regno Unito spingerà l’economia verso la recessione

Le recessioni sono negative per le azioni, ma nel 2023 seguirà anche la ripresa

Il consenso del mercato sulla crescita degli utili societari statunitensi per il 2023 è sceso al di sotto della media, ma rimane positivo. La maggior parte degli investitori è ancora più cauta. Tuttavia, secondo il nostro punto di vista, gli Stati Uniti avranno bisogno di una recessione per portare l’inflazione salariale a livelli sostenibili e di conseguenza gli utili societari diminuiranno inevitabilmente.

Sebbene il mercato azionario sia al momento prezzato con molta negatività, non riteniamo che questa valutazione sia sufficiente. La storia ci ha dimostrato come i titoli azionari statunitensi scendano sempre durante una recessione. Superata la recessione ci saranno certamente opportunità, in quanto ci aspettiamo una rapida ripresa nel 2023.

Riteniamo poi che anche la Cina contribuirà a stimolare la ripresa nell’ultima parte del 2023. La decisione di passare da “covid-zero” a “covid-100” sta causando il caos, ma non impedirà l’emergere di una ripresa economica. Questa favorirà le materie prime e le azioni dei mercati emergenti in generale, sebbene si tratti di aree in cui gli investitori devono essere molto selettivi, data la grande diversità delle tipologie di asset class presenti.

I modelli prevedono una crescita negativa degli EPS per lo S&P 500 nel 2023