Nel grande viaggio verso un turismo sostenibile, i viaggiatori italiani dimostrano di avere la bussola puntata nella giusta direzione, anche se il passo non è sempre deciso. Secondo l’indagine realizzata da BVA Doxa per Human Company, l’80% degli italiani è pienamente consapevole dell’impatto che le proprie scelte possono avere sull’ambiente e sui territori visitati. Un dato che conferma come la sensibilità verso la sostenibilità sia ormai parte integrante della cultura turistica del nostro Paese. Ma quanto siamo davvero disposti a cambiare rotta?
Se da un lato c’è apertura verso comportamenti green semplici e immediati (come il rispetto della flora e della fauna locali, 36% di preferenze, la corretta gestione dei rifiuti, 33%, l’attenzione ai consumi energetici, 32%, e la tutela delle risorse naturali, 32%), dall’altro le azioni che richiedono un coinvolgimento più profondo o un cambiamento strutturale delle abitudini (come la modifica del proprio regime alimentare, 13% di preferenze, la scelta di strutture con certificazioni ambientali, 13%, o la partecipazione attiva a iniziative di volontariato green durante il soggiorno, 7%) incontrano infatti ancora qualche resistenza. Una sostenibilità, quindi, a geometria variabile, che invita gli operatori del settore a semplificare l’adozione di comportamenti virtuosi e a valorizzare il ruolo del turista come alleato attivo nella tutela del pianeta.
Indice
Turismo sostenibile: il contatto con la natura per il benessere personale
La sostenibilità emerge come un valore trasversale sempre più presente nelle scelte dei viaggiatori italiani, indipendentemente dalla destinazione. Se mare, cultura e montagna continuano a essere tra le opzioni più gettonate, ciò che davvero guida le preferenze è la possibilità di vivere esperienze in armonia con l’ambiente, senza rinunciare al benessere personale.
Nello specifico tra i fattori che guidano la scelta della destinazione outdoor emergono in primo piano la bellezza e la varietà del paesaggio (37% di preferenze), seguite dalle condizioni climatiche favorevoli (31%). Il rispetto per l’ambiente si conferma una motivazione rilevante (30%), a fronte però di una minore attenzione verso indicatori più tecnici, come certificazioni green o politiche ambientali (8%)
La sostenibilità è percepita soprattutto quando è concreta e facilmente riconoscibile: gli aspetti più apprezzati riguardano soprattutto l’utilizzo di prodotti a km 0 (83%), l’utilizzo di soluzioni per la riduzione della plastica (78%) e l’impiego di energie rinnovabili (77%). Buono anche l’interesse per interventi di rigenerazione (76%) e promozione del territorio (75%), spazi didattici (75%) e aree dedicate al benessere fisico e mentale (71%). Al contrario, soluzioni più astratte o meno tangibili, come le partnership ambientali o le tecnologie digitali, risultano ancora distanti dalle priorità percepite.
Ospitalità green: le strutture preferite dal turista sostenibile
Quando si parla di strutture ricettive e sostenibilità, i viaggiatori sembrano non avere dubbi: agriturismi (91%), rifugi di montagna (86%) e strutture ricettive open air (84%) guidano la classifica delle soluzioni percepite come più sostenibili, grazie alla capacità di offrire esperienze a contatto diretto con la natura. Seguono, con buone valutazioni, bed & breakfast (76%), case vacanza ed ostelli (71%), ritenuti comunque coerenti con un approccio rispettoso dell’ambiente.
D’altro canto, strutture come hotel (30%), resort (24%) e navi da crociera (14%) vengono considerate meno sostenibili, mentre le strutture termali si collocano in una posizione intermedia con il 49% delle preferenze. Questi dati evidenziano come la percezione di sostenibilità sia spesso strettamente legata alla tipologia di esperienza offerta e al contesto in cui avviene il soggiorno.
In generale dall’indagine emerge che circa il 95% degli intervistati concorda sul fatto che sia possibile adottare pratiche di turismo sostenibile anche durante una vacanza urbana. Le modalità più efficaci per farlo includono il rispetto dei valori e delle eccellenze territoriali (48%), la ricerca di percorsi ed esperienze autentiche e non “di massa” (44%) e la scelta di partire nei periodi di bassa stagione (36%).
Anche quest’anno l’analisi ha preso in considerazione tre aree chiave per costruire un indice complessivo di rilevanza delle caratteristiche di una struttura turistica: i fattori che ne definiscono la sostenibilità, gli elementi che orientano la scelta prima della partenza e quelli che ne determinano l’attrattività durante il soggiorno. Il risultato è che al primo posto si conferma l’utilizzo di energie rinnovabili, seguito dalla valorizzazione dei prodotti enogastronomici locali e dalla tutela dell’ambiente naturale. In crescita anche l’apprezzamento per la presenza di aree verdi, percorsi pedonali e piste ciclabili, mentre si registra una lieve flessione per la corretta raccolta differenziata. Seguono l’eliminazione della plastica e il risparmio idrico, che sono comunque considerati elementi importanti per una vacanza davvero sostenibile.
