XVIII Forum AIPB

AIPB: ESG e mercato privato guideranno l’industria del Private Banking

L’ESG è sempre più al centro anche del settore del Private Banking e, insieme al mercato privato, è la stella polare che guiderà l’industria. L’89% degli operatori sostiene che la sostenibilità è un fattore chiave nella strategia di investimento e l’Indagine sulla clientela Private in Italia del 2022 condotta da AIPB (Associazione Italiana Private Banking) e BVA-Doxa, ha rilevato che il 60% dei clienti ha ricevuto dal proprio private banker proposte di investimenti ESG.

Una relazione, quella tra cliente e private banker, che si basa su una fiducia che è stata costruita nel tempo attraverso anche un dialogo che va oltre gli argomenti di portafoglio, si è rafforzata nei momenti di difficoltà, e che è cresciuta arrivando a raggiungere la soddisfazione dell’84% dei clienti private (59% nel 2007 e 10% in più rispetto ai clienti non serviti dal PB).

Fonte: Associazione Italiana Private Banking

Fiducia che è inoltre uno degli elementi di successo del settore, assieme a innovazione e protezione, secondo quanto dichiarato da Andrea Ragaini, presidente dell’AIPV, alla vigilia della XVIII edizione del Forum del Private Banking Fiducia, Innovazione e Protezione. Il valore della consulenza Private, l’appuntamento annuale che riunisce Istituzioni, operatori di settore e stakeholder per un approfondimento sulle nuove sfide del settore.

Dal 2007, anno in cui il Private Banking ha cominciato a misurarsi, il settore ha registrato una crescita costante (CAGR consolidato a giugno 2022 +6,6%), superiore a quello della ricchezza italiana (+ 1,4%) e del PIL (- 0,3%). In un anno complesso per il mercato come il 2022, l’Industria ha comunque segnato risultati positivi evidenziando, nel primo semestre, una nuova raccoltadel 4,1% degli AUM, dato che si confronta con la variazione del -0,2% degli operatori retail.

Fonte: Associazione Italiana Private Banking

Le preoccupazioni dei clienti nell’attuale scenario internazionale sono la guerra e l’inflazione (rispetto a salute e calo del reddito nel 2021) e un cliente su due (51%) dichiara che per fare investimenti ha bisogno della certezza di non perdere capitale e che quindi è la sicurezza l’aspetto più importante quando si compie una scelta d’investimento. Per questo, come evidenziato da Ragaini, l’industria del Private Banking si adopererà per continuare a portare razionalità e a differenziare offerta, lavorando su strategie alternative, obbligazionarie e digital asset per ridurre la volatilità del portafoglio.

Fonte: Associazione Italiana Private Banking

Ci sono poi gli investimenti sostenibili e i private markets nei PF private tra le opportunità e prospettive di sviluppo del settore. In particolare i secondi, nonostante rappresentino ancora una quota marginale nei portafogli (0,62%) è previsto (dal 94% degli operatori del Private Banking) che cresceranno nei prossimi due anni.

Fonte: Associazione Italiana Private Banking

“La nostra Associazione si è più volte soffermata sulle azioni che si potrebbero intraprendere: l’ulteriore sviluppo dei Private Market potrebbe, per esempio, portare benefici non solo ai nostri clienti, ma al sistema Paese nel suo complesso.”, ha dichiarato Andrea Ghidoni, Vicepresidente AIPB, “Continueremo quindi a lavorare in questa direzione, partecipando alle Consultazioni Pubbliche su molteplici temi strategici per il settore per contribuire così alla costruzione di una regolamentazione sempre più al passo con i tempi”.

Le sfide per il futuro

In questo quadro, a partire dalle previsioni sullo scenario economico finanziario, si stima che gli asset in gestione del Private Banking a fine 2022 si attesteranno a 949 miliardi e supereranno i mille miliardi entro il 2024, raggiungendo 1.084 miliardi di euro grazie a una crescita media annua del 6,8% (vs +2,7% degli operatori retail).

Fonte: Associazione Italiana Private Banking

Il Private Banking dovrà comunque confrontarsi, nei prossimi anni, con le sfide che ruotano attorno ai tre elementi fondativi che hanno rappresentato le basi del suo successo: fiducia, innovazione e protezione. Mettendo in fila i principali ambiti di azione necessari per confermare il successo del modello di servizio del Private Banking, gli operatori hanno messo al primo posto (68% degli associati di AIPB) la capacità di rendere il settore attrattivo per le giovani generazioni da affiancare ai professionisti con esperienza.

La rilevazione effettuata ogni biennio sulla composizione per età dei banker mostra una riduzione dei professionisti tra i 30 e i 40 anni dal 21% del 2012 al 13% del 2020 e contemporaneamente una salita del peso della fascia tra i 50 e 60 dal 27% al 41%.

Fonte: Associazione Italiana Private Banking

Al secondo posto (61% degli associati), la capacità di trasferire la fiducia guadagnata alle future generazioni di clientela. Tipologie di clienti che per l’89% degli associati AIPB impiegherà la propria ricchezza in modo sostanzialmente differente rispetto alle generazioni precedenti. È una convinzione giustificata dalle evoluzioni in atto in ambito sociale e culturale che vedono in prospettiva, ad esempio, più donne tra i decisori finanziari; clienti nativi digitali abituati all’utilizzo di vari canali per entrare in relazione con la banca e che considerano un prerequisito un’operatività on line completa, veloce ed efficiente; maggiore mobilità della clientela; maggiore interesse per investimenti innovativi e nuove tipologie di professionisti.

Al terzo posto (43% degli associati), emerge la tecnologia come motore di innovazione del servizio per meglio conoscere i bisogni della clientela e fornire soluzioni adeguate. Il 93% degli operati di Private Banking prevede, infatti, una accelerazione degli investimenti nei processi di innovazione.

Al quarto posto, la tutela del patrimonio nel tempo (25% degli associati), sulla quale avranno un impatto le evoluzioni degli assetti familiari, l’allungamento della speranza di vita, la riduzione del welfare pubblico e gli impatti di percorsi professionali meno definiti. Il 96% degli operatori di Private Banking registra che la percezione dei rischi da parte delle famiglie Private si è affinata ed è cresciuto il numero di coloro che pensano sia necessario coprirsi dai rischi prima di ragionare sulla gestione degli investimenti (64% della clientela), rispetto a coloro che ritengono il loro patrimonio sufficiente per proteggersi dagli imprevisti che possono avere un forte impatto sul patrimonio familiare (51% della clientela). Una protezione che la maggioranza dei clienti del Private Banking gradirebbe affidare alla propria banca (54%).

Fonte: Associazione Italiana Private Banking

“Sono certo che l’industria saprà vincere queste sfide e continuare a crescere con il senso di responsabilità che da sempre caratterizza un settore che ha come scopo quello di preservare una risorsa strategica per il Paese come il Risparmio delle famiglie” ha concluso Ragaini