investimenti

Outlook di Allspring Global Investments

Intelligenza artificiale, energia e materie prime al centro degli investimenti sostenibili nel 2026

L’espansione delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e i data center, il rinnovato ruolo del gas naturale nel sistema energetico e l’intensificarsi della competizione globale per le terre rare e i minerali critici: sono questi i tre trend rilevanti per gli investitori nel 2026. Ad affermarlo è il Sustainability Outlook di Allspring Global Investments, in cui l’asset manager globale, individua i temi strutturali destinati a incidere in modo significativo sulle strategie di investimento sostenibile. Dinamiche che, stando a quanto si legge nell’analisi, ridefiniscono il rapporto tra transizione energetica, sicurezza delle catene di approvvigionamento e allocazione del capitale nel medio periodo.

L’escalation dei data center e delle infrastrutture di intelligenza artificiale

La crescita dell’intelligenza artificiale, del cloud computing e delle infrastrutture digitali sta trainando la domanda globale di energia dei data center, che entro la fine del 2026 dovrebbe aumentare del 19% rispetto ai livelli del 2025. Entro il 2030, si prevede che i data center rappresenteranno il 7–8% dei consumi elettrici globali, rispetto a circa il 2% nel 2023.

Per rispondere a questa rapida espansione è necessario aumentare le soluzioni di finanziamento: entro il 2030, gli investimenti complessivi in intelligenza artificiale e data center sono stimati raggiungere 6,7 trilioni di dollari, di cui circa 1.300 miliardi di dollari all’anno destinati alle sole infrastrutture dei data center.

Ne derivano opportunità rilevanti per utility, reti elettriche, infrastrutture del gas, sistemi di accumulo e generazione locale, ma anche rischi legati alla volatilità dei prezzi dell’energia, alla congestione delle reti e ai ritardi nei processi autorizzativi.

Con l’equilibrio tra crescita digitale e fornitura di energia elettrica che si fa sempre più complesso, le infrastrutture dei dati rappresentano una frontiera di investimento chiave per il 2026, collegando direttamente l’affidabilità energetica alla competitività tecnologica.

Il ritorno del gas naturale

Il gas naturale è tornato al centro del sistema energetico globale, riaffermandosi come combustibile di transizione pratico e scalabile, sostenuto dalla ripresa della domanda industriale, dal boom dei data center guidati dall’intelligenza artificiale, dalla crescente esigenza di stabilità delle reti elettriche e il forte calo dei prezzi.

Rispetto ai data center alimentati da energia nucleare, quelli alimentati a gas presentano vantaggi in termini di costo, tempi di realizzazione e flessibilità operativa. Si prevede quindi che oltre il 60% dei nuovi data center su larga scala realizzati tra il 2025 e il 2030 dipenderà in parte o interamente da energia elettrica prodotta da impianti a gas o da mix di rete con una componente significativa di gas, mentre la capacità a gas dedicata ai data center è attesa crescere di oltre il 700% nello stesso periodo.

In questo scenario, gli investimenti globali nel gas naturale sono attesi superare i 1,1 trilioni di dollari entro il 2030, segnalando per gli investitori un orientamento verso asset legati al gas in linea con la transizione energetica, infrastrutture di GNL e progetti di rete flessibili in grado di offrire rendimenti stabili e di integrare portafogli orientati all’energia pulita.

L’ intensificarsi della corsa alle terre rare

Il boom dell’intelligenza artificiale e delle infrastrutture digitali sta portando poi in primo piano un ulteriore vincolo strutturale: la crescente competizione globale per l’accesso a terre rare e minerali critici (la cui domanda è prevista aumentare del 35% tra il 2024 e il 2030), poiché questi risultano essenziali sia per i data center hyperscale sia per applicazioni militari e di sicurezza nazionale.

La struttura altamente concentrata di queste catene pone sfide significative per l’economia globale. Entro il 2030, si prevede che la Cina controllerà circa il 70% dell’estrazione globale di terre rare, l’85% della capacità di raffinazione e oltre il 90% della produzione di magneti, rafforzando il proprio ruolo di snodo dominante per materiali fondamentali per l’intelligenza artificiale e l’elettronica di potenza. Ciò ha incentivato partnership bilaterali, come gli accordi da 8,5 miliardi di dollari tra Stati Uniti e Australia, finalizzati a ridurre la dipendenza strategica da Pechino.

In questo contesto, gli investimenti nella catena di approvvigionamento dei minerali critici sono destinati a superare i 2.000 miliardi di dollari entro il 2050, con il solo settore minerario che richiederà fino a 800 miliardi di dollari di nuovo capitale. Parallelamente, l’inasprimento dei controlli sulle esportazioni di terre rare fondamentali da parte della Cina nel 2025 ha provocato una contrazione dell’offerta globale, determinando un forte aumento dei prezzi e ponendo le basi per una crescita dei prezzi del 20–25% entro il 2030.

In conclusione, secondo Allspring, l’intelligenza artificiale e l’elettrificazione stanno ridisegnando in profondità le priorità di investimento globali, incrementando la domanda di data center, la produzione di energia elettrica e intensificando la concorrenza per le terre rare.

Alla luce di queste dinamiche, le strategie di investimento sostenibile di Allspring Global Investments sono progettate per cogliere questi cambiamenti strutturali allocando il capitale verso aziende con percorsi di decarbonizzazione credibili e flussi di cassa resilienti, facendo leva su strumenti proprietari come ESGiQ (ESG Information Quotient) e il Climate Transition Framework per valutare la competitività in un’economia guidata dall’IA.

Non perderti le nostre notizie: Aggiungi ESGnews alle tue fonti preferite su Google
Scopri come ESGnews e i suoi partner possono aiutarti.