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Farm to Fork

UE, in arrivo nuove regole su pesticidi biologici

Per sostenere la transizione dell’UE verso sistemi alimentari sostenibili e la riduzione dell’uso di pesticidi chimici nell’ambito della strategia Farm to Fork, la Commissione Europea sta adottando nuove norme per aumentare la disponibilità e l’accesso ai prodotti fitosanitari biologici da utilizzare nei campi agricoli degli Stati membri.

Le nuove norme dovrebbero rendere più facile l’autorizzazione dei microrganismi da utilizzare come sostanze attive nei prodotti fitosanitari e offriranno agli agricoltori dell’UE maggiori possibilità di sostituire i prodotti fitosanitari chimici con alternative più sostenibili.

“La transizione verso sistemi alimentari più sostenibili significa trovare alternative ai pesticidi chimici che rispettino il nostro pianeta e la nostra salute. La Commissione è impegnata a facilitare questo processo aumentando il numero di alternative biologiche e a basso rischio presenti sul mercato” ha dichiarato Stella Kyriakides, commissario per la salute e la sicurezza alimentare, “Abbiamo già approvato 20 alternative a basso rischio dall’inizio del nostro mandato. Con queste nuove regole, faremo in modo che le alternative biologiche possano raggiungere i nostri agricoltori ancora più velocemente. Più risorse investiamo collettivamente nella valutazione dei prodotti fitosanitari, più alternative sicure avremo per rispettare l’impegno di ridurre l’uso dei pesticidi chimici del 50% entro il 2030.”

Le nuove regole metteranno le proprietà biologiche ed ecologiche di ciascun microrganismo al centro del processo di valutazione scientifica del rischio, che deve dimostrare la sicurezza prima che i microrganismi possano essere approvati come sostanze attive nei prodotti fitosanitari. Già approvate dagli Stati membri nel febbraio 2022, le nuove norme si applicheranno a partire dal novembre 2022.

La strategia Farm to Fork

La strategia Farm to Fork è parte del Green Deal europeo e mira a rendere il sistema alimentare europeo sano e rispettoso dell’ambiente.

L’alimentazione e la produzione di cibo attualmente sono, infatti, responsabili di quasi un terzo delle emissioni globali di gas serra, consumano grandi quantità di risorse naturali, causano la perdita di biodiversità e hanno impatti negativi sulla salute. Inoltre, vi è una forte disuguaglianza in termini di ritorni economici tra i diversi attori della filiera.

La strategia mira ad accelerare la transizione verso un sistema alimentare sostenibile che dovrebbe avere un impatto ambientale neutro o positivo; contribuire a mitigare i cambiamenti climatici e ad adattarsi ai loro impatti; invertire la perdita di biodiversità; garantire la sicurezza alimentare, la nutrizione e la salute pubblica, assicurando che tutti abbiano accesso a cibo sufficiente, nutriente e sostenibile; preservare l’accessibilità economica degli alimenti, generando al contempo ritorni economici più equi e favorendo la competitività del settore dell’approvvigionamento dell’UE promuovendo il commercio equo e solidale.

Questa pertanto agisce su diversi fronti quali azioni di prevenzione per ridurre lo spreco e la perdita di cibo, norme mirate a garantire la sostenibilità sia della produzione agricola che delle fasi di distribuzione e dei processi trasformativi, oltre che del consumo.

Fonte: sito web Commissione europea