L’intervento si svolgerà il 13 maggio a Siracusa nell’Area Marina Protetta del Plemmirio per rimuovere una rete fantasma, abbandonata lunga oltre 3000 metri.
Fondazione Marevivo, in collaborazione con Arca Fondi SGR e Banca Agricola Popolare di Sicilia (BAPS), organizza domani, 13 maggio, a Siracusa un intervento dedicato al recupero di una rete fantasma lunga circa 300-500 metri individuata nei fondali dell’Area Marina Protetta del Plemmirio.
L’operazione punta a liberare i fondali tra Ortigia e Ognina dagli attrezzi da pesca abbandonati che minacciano l’ecosistema marino, soffocando flora e fauna e contribuendo all’inquinamento del mare.
Il programma della mattinata prevede alle ore 09:30 la predisposizione delle reti raccolte sulla banchina, seguita alle 09:45 dall’accoglienza delle Autorità. Alle 10:30 sono previste interviste stampa e video interviste con Nico Saraceno, Direttore Marketing di BAPS, e Andrea Garino, Responsabile Servizio Prodotti, Comunicazione & Marketing di Arca Fondi SGR. L’evento si concluderà alle ore 11:00 con una foto finale di gruppo.
L’iniziativa rientra nelle attività di sensibilizzazione e tutela del mare promosse da Marevivo insieme ai partner coinvolti, con l’obiettivo di contrastare l’impatto delle cosiddette “reti fantasma” sugli ecosistemi marini.
L’86,5% dei rifiuti trovati in mare è infatti connesso ad attività di pesca: reti, cime, retini, nasse, cordame e cassette di polistirolo, dispersi o abbandonati, si depositano sui fondali o fluttuano in superficie destinati a non degradarsi mai. Rimuoverli è fondamentale per contrastare una delle forme di inquinamento più minacciose che incombe sui nostri mari.
Le reti fantasma provocano danni inestimabili all’ecosistema marino intrappolando pesci e soffocando la flora in modo costante e duraturo. Rimuoverle è essenziale per ripristinare l’equilibrio del mare ed evitare che mietano altre vittime” spiega Massimiliano Falleri, Responsabile Divisione Subacquea Marevivo, “La collaborazione con Arca Fondi SGR e BAPS si inserisce in una visione ampia e condivisa in grado di coniugare sostenibilità ambientale e responsabilità sociale d’impresa. Attraverso interventi strutturati, come il recupero delle reti abbandonate o disperse, è possibile generare un impatto positivo sull’ambiente e contribuire alla tutela del patrimonio naturale e alla valorizzazione di un tratto di mare incantevole, come quello circostante l’area marina protetta del Plemmirio”.
