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Tutela ambientale

L’UE rimanda al 2025 le norme sulla tutela del suolo per placare proteste degli agricoltori

Gli agricoltori che protestavano in tutta Europa hanno ottenuto una prima concessione da Bruxelles, con l’UE che ha annunciato un ritardo (di un anno) nell’applicazione delle norme che li avrebbero costretti sacrificare dei terreni per incoraggiare la biodiversità e la salute del suolo.

In particolare, circa 10.000 agricoltori francesi hanno intensificato la protesta nei giorni scorsi, e molti di loro sono stati arrestati. Gli agricoltori belgi si sono uniti alle proteste al confine francese, ma hanno manifestato anche gli agricoltori spagnoli e italiani.

Il vicepresidente della Commissione europea, Maroš Šefčovič, ha descritto la decisione di mercoledì di ritardare le norme sulla messa a riposo dei terreni, che dovrebbero essere approvate dagli Stati membri entro 15 giorni, come “un aiuto” per il settore in un momento difficile. Šefčovič ha affermato che è importante ascoltare gli agricoltori ed “evitare la polarizzazione che sta rendendo ogni buona conversazione e discussione più difficile. Allo stesso tempo, il vicepresidente ha ricordato gli eventi meteorologici estremi che stanno colpendo sempre di più l’Europa, come siccità e inondazioni, che da un lato sottolineano la necessità di agire a tutela della natura, dall’altro segnano un “chiaro effetto negativo sulla produzione, sulle entrate e sulla diminuzione del reddito per gli agricoltori”.

In combinazione con l’aumento dei prezzi dell’energia, i rischi legati alle condizioni meteorologiche per i raccolti hanno fatto sì che gli agricoltori si trovassero in un “punto difficile persistente” che stava “facendo aumentare i costi di produzione e comprimendo le entrate”, ha ribadito Šefčovič.

Secondo le nuove norme europee, gli agricoltori avrebbero dovuto mantenere il 4% dei loro terreni coltivabili liberi dalla produzione agricola, nel tentativo di rigenerare la salute del suolo e aumentare la biodiversità, anch’essa in crisi.

In alternativa, gli agricoltori avrebbero potuto ottenere un’esenzione dalla regola del “set-aside” se avessero utilizzato il 7% della loro terra per “colture intercalari” come il trifoglio, che forniscono copertura al suolo dopo il raccolto principale. Con le nuove proposte “ammorbidite”, però, gli agricoltori non saranno obbligati a mettere da parte i terreni a riposo, o qualsiasi porzione di terreno, per colture intercalari, fino al 2025.

Gli agricoltori europei, però, non sembrano soddisfatti dei provvedimenti di Bruxelles. Sono ancora preoccupati, infatti, per l’elevato costo dei terreni, per la pressione dei supermercati a vendere i raccolti a prezzi vicini a quelli di costo e per le nuove norme ambientali che si presentano sotto forma di leggi dell’UE sul ripristino della natura.

I critici delle proteste dei contadini sostengono che gli agricoltori fanno parte di uno dei settori più coccolati n Europa, ricevendo dai fondi UE oltre 307 miliardi di euro tra il 2023 e il 2027, ovvero il 30% del bilancio complessivo dell’Unione.

Ciononostante, Šefčovič ha ammesso che l’UE deve “intensificare” il dialogo con gli agricoltori per assicurarsi che siano ascoltati. A sostegno degli agricoltori, inoltre, la Commissione europea ha fatto sapere che metterà in atto misure per limitare le perturbazioni del mercato derivanti dall’ingresso di prodotti ucraini nell’UE, dopo la revoca delle tariffe in risposta all’invasione della Russia. E il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, ha affermato che ci sarà una più stretta sorveglianza delle piattaforme europee di commercio alimentare per garantire che “il reddito degli agricoltori non sia la prima cosa da sacrificare nei negoziati commerciali”, come l’accordo di libero scambio del Mercosur con i paesi sudamericani.