ENEA e Banca d’Italia analizzano il risparmio ambientale che può avere lo smart working.
Fino al 75% in meno di emissioni di CO2. Sono questi i risultati che si possono ottenere con lo smart working, una soluzione che si afferma come strumento fondamentale per la transizione ecologica del sistema produttivo. Secondo uno studio congiunto condotto dai ricercatori dell’ENEA e della Banca d’Italia, il lavoro agile permette di abbattere drasticamente l’impronta carbonica individuale legata al pendolarismo: in una singola giornata di lavoro da remoto, le emissioni medie pro-capite scendono a 1,1 kg di CO2e, una quota circa quattro volte inferiore rispetto ai 4,1 kg prodotti mediamente dagli spostamenti casa-lavoro.
L’analisi, basata sulle risposte di oltre 4.200 dipendenti dell’istituto, evidenzia come la riduzione strutturale dei trasporti rappresenti il principale motore di questo risparmio ambientale. Nello specifico, la distanza media casa-lavoro rilevata è di 22,2 chilometri, percorsi in circa 42 minuti, con una forte prevalenza di mezzi ad alto impatto: il 38% dei chilometri totali è coperto da auto private, alimentate per il 70% a gasolio o benzina, seguite da ibride tradizionali (14%), GPL o metano (10%), ibride plug-in (3%), elettriche (3%); il 39% invece utilizza il treno. Solo il 13% dei dipendenti raggiunge il posto di lavoro unicamente a piedi, mentre poco meno del 4% utilizza motoveicoli, bici o monopattini elettrici.
Oltre al beneficio climatico, la ricerca offre parametri preziosi per la rendicontazione non finanziaria delle imprese, fornendo dati granulari sui consumi energetici aggiuntivi legati alla permanenza domestica. Tali emissioni sono imputabili per il 63% al riscaldamento e per il 29% al raffrescamento, mentre l’impatto di computer e illuminazione si ferma all’8%. Questi indicatori, differenziati per zona climatica, permettono a istituzioni e aziende di calcolare con precisione le proprie emissioni indirette (Scope 3) associate alla forza lavoro.
“Dallo studio emerge come lo smart working possa rappresentare una soluzione concreta ed efficace per la riduzione dei consumi energetici, la cui rilevanza è accentuata nell’attuale contesto geopolitico. A tal proposito, l’International Energy Agency (IEA) conferma il ricorso al lavoro da remoto tra le misure raccomandate per contenere la domanda di energia e mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi sui consumatori”, ha dichiarato il team di ricercatori ENEA.
