Da paladino della guerra al climate change a cancellare la carbon tax canadese come primo atto in qualità di Primo Ministro del Canada. Uno dei primi provvedimenti di Mark Carney, ex Governatore della Banca del Canada e della Banca d’Inghilterra e fondatore della Glasgow Financial Alliance for Net Zero (GFANZ) quando ricopriva il ruolo di Inviato Speciale delle Nazioni Unite per l’Azione Climatica e la Finanza, non appena eletto a capo dell’esecutivo del Canada è stato quello di firmare il decreto per eliminare di una controversa tassa sul carbonio per i consumatori, la “fuel charge” (tassa sul carburante), con effetto dal 1° aprile 2025.
In realtà Carney non ha abbandonato le proprie convinzioni a difesa del clima. La carbon tax canadese era un provvedimento introdotto nel 2019 per imporre un prezzo maggiorato sul carburante per aziende e consumatori con l’obiettivo di disincentivare i consumi e spingere verso l’adozione di soluzioni tecnologiche più efficienti. Inizialmente fissata a 20 dollari a tonnellata era man mano aumentata con l’obiettivo di arrivare a 170 dollari nel 2030.
In un contesto di inflazione e con le incertezze portate dalla guerra dei dazi scatenata dal presidente americano Donald Trump, la tassa era diventata un elemento di grande discussione nella campagna elettorale canadese. Così Carney, che inizialmente aveva sostenuto il provvedimento, aveva scelto di prometterne l’abolizione in quanto a suo avviso “non stava funzionando”. Da una parte Carney ha preso questa misura che va a toccare direttamente le tasche dei cittadini, dall’altra promette che ha intenzione di rafforzare l’Output-Based Pricing System (OBPS) per i grandi emettitori industriali e di introdurre un Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alla Frontiera (CBAM) per evitare vantaggi nel trasferire la produzione dove si può maggiormente inquinare.
“La misura”, ha detto il Primo Ministro del Canada, “farà la differenza per i canadesi in difficoltà, ma è solo una parte di un pacchetto più ampio che il governo adotterà per combattere il cambiamento climatico, garantire la competitività delle nostre aziende e far progredire il paese.” Tra queste incentivi all’edilizia sostenibile e ai trasporti elettrici.
