Prysmian è stata inserita nella categoria “Top 1%” del Sustainability Yearbook 2026 di S&P Global. Con uno score di 86/100, il gruppo guida il settore Electrical Components & Equipment a livello globale.
Prysmian è stata inserita nel Sustainability Yearbook 2026 di S&P Global, ottenendo la classificazione “Top 1%” nel settore Electrical Components & Equipment. Il risultato si basa sugli esiti del Corporate Sustainability Assessment (CSA), pubblicati l’11 febbraio 2026, che hanno attribuito al gruppo un punteggio pari a 86/100.
Nel campione di 150 aziende valutate, Prysmian ha conquistato il primo posto nella propria categoria, un riconoscimento importante se si pensa che le società incluse nell’analisi rappresentano complessivamente oltre 654 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato e comprendono operatori attivi nei segmenti chiave dell’elettrificazione, inclusi i principali produttori di cavi.
La metodologia di S&P Global prende in considerazione tre macro-aree: Ambiente (35%), Social (30%) e Governance ed Economia (35%), valutando elementi quali strategia climatica, politiche ambientali, gestione del personale, salute e sicurezza, etica d’impresa, controllo della supply chain e assetti di governance.
“Questo ranking, che riunisce aziende per oltre 650 miliardi di dollari di market cap, include i top player del settore dell’elettrificazione. La nostra forza sta nel coniugare competenza ingegneristica e innovazione sostenibile, per offrire soluzioni sempre più all’avanguardia ai nostri clienti. È così che stiamo trasformando Prysmian da produttore di cavi a fornitore di soluzioni di livello mondiale. Ma la sostenibilità è un percorso continuo: come società quotata vogliamo ascoltare, imparare e crescere insieme ai nostri clienti, fornitori, colleghi e investitori, impegnandoci a migliorare costantemente anche in futuro”, ha commentato Srinivas Siripurapu, Chief R&D, Innovation and Sustainability Officer di Prysmian.
I prossimi obiettivi di sostenibilità di Prysmian
In occasione dell’ultimo Capital Markets Day, tenutosi lo scorso marzo, l’azienda ha presentato i propri target ESG, delineando una roadmap definita.
Si parte da raggiungere il net zero lungo l’intera catena del valore entro il 2035, anticipando di 15 anni il precedente target al 2050. Sul fronte ambientale, il gruppo punta inoltre a conseguire un saldo netto positivo in termini di biodiversità entro il 2035, concentrando gli interventi nelle aree a maggiore sensibilità.
Dal punto di vista economico, oltre il 55% dei ricavi dovrebbe essere sustainability-linked entro il 2028, a conferma di una crescente integrazione tra strategia industriale e obiettivi ESG. In parallelo, la società prevede che più della metà dei dipendenti diventi azionista, rafforzando l’allineamento tra performance aziendale e partecipazione interna.
