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2024-2028

Poste italiane: 53 nuovi obiettivi ESG nel nuovo piano strategico

Poste Italiane ha approvato il piano strategico quinquennale 2024 – 2028 Strategic Plan – The connecting platform. Nel 2028 previsti ricavi di gruppo pari a 13,5 miliardi nel 2028, in crescita di circa il 3% con contributi positivi da tutti i segmenti di business, e utile netto pari a 2,3 miliardi (+4%). Con capex 2024-2028 autofinanziati dal gruppo pari a circa 5 miliardi, Poste prevede un incremento sostenibile di cassa e capitale alla base di un’ampia e diversificata distribuzione a monte dei dividendi da parte delle controllate, prevedendo di passare da un dividendo proposto per azione pari a 0,80 centesimi nel 2023 a non meno di un euro a partire dal 2026 (che cresce dal 2023 del 7% annuo con almeno il 65% di pay-out ratio previsto in arco piano). Inoltre, per avanzare nel percorso di sostenibilità, sono stati individuati 53 nuovi obiettivi ESG tra cui investimenti in formazione e sviluppo, numerose iniziative di diversità e inclusione per promuovere partecipazione dipendenti e innovazione e la decarbonizzazione del portafoglio investimenti, con l’obiettivo net zero entro il 2050.

 “Il percorso di trasformazione di Poste Italiane è iniziato nel 2017 con il primo piano strategico e una semplice ambizione: massimizzare il valore per i nostri clienti e diventare la rete di distribuzione più efficace e affidabile d’Italia. Siamo, tuttavia, andati oltre e ci siamo affermati come la più grande piattaforma phygital in Italia, basandoci sull’integrazione di molteplici punti di contatto e creando un ecosistema omnicanale, nel quale tutte le componenti della piattaforma si completano vicendevolmente. Abbiamo investito sul digitale, sui dati e sui nostri business, mettendo al centro la nostra ampia base clienti. Con questo nuovo piano strategico stiamo rimodellando il nostro business, per cogliere una crescita sostanziale: con il Nuovo Modello di Servizio Commerciale progettato per ottimizzare il valore della nostra piattaforma, e con la trasformazione logistica, che fa evolvere il nostro modello in una rete all’avanguardia, preservando la sostenibilità finanziaria del business della corrispondenza e dei pacchi” ha dichiarato Matteo Del Fante, Amministratore Delegato di Poste Italiane.

L’Ad si è poi soffermato sull’introduzione della SuperApp, evidenziando che quest’ultima, assieme al digital payment wallet e all’evoluzione delle proprietà digitali di Poste Italiane creeranno più valore per i clienti. “Tutto questo si basa su una maggiore rilevanza dei nostri canali digitali, che è il risultato di importanti investimenti tecnologici effettuati per favorire un concreto approccio omnicanale della piattaforma che abbiamo sviluppato. La nuova SuperApp è la punta dell’iceberg di questa evoluzione tecnologica, che consente l’integrazione del business e conferma il ruolo di Poste Italiane come Platform Company” ha affermato.

In particolare, inoltre, Poste prevede di proseguire il proprio impegno verso il sostegno alla coesione sociale ed economica del paese e riduzione del digital divide attraverso il Progetto Polis. Entro il 2026, circa 7.000 uffici postali nei piccoli comuni saranno trasformati in hub di servizi digitali, per un accesso rapido e facile ai servizi della pubblica amministrazione. E verranno messi a disposizione dei cittadini 250 spazi di co-working.

Per quanto riguarda poi la dimensione ambientale, il gruppo ha confermato l’intenzione di raggiungere la carbon neutrality entro il 2030 e intende aumentare la produzione di energia rinnovabile di 40GWh nel periodo 2020-2026, attraverso l’installazione di pannelli fotovoltaici per una superficie totale di 150.000 metri quadrati. Per decarbonizzare la logistica il gruppo ha invece costituito la nuova società benefit “Poste Mobility” e introdotto un indice green.

Sul fronte del capitale umano, Poste Italiane prevede 19 mila assunzioni cumulate in arco piano, più che compensate da 25 mila uscite cumulate, determinate dal naturale trend demografico della forza lavoro. Il valore aggiunto per FTE (Full Time Equivalent) aumenterà da 81 mila euro nel 2023 a 102 mila nel 2028 e il rapporto tra costi variabili per beni e servizi e ricavi variabili si ridurrà al 51% nel 2028, rispetto al 62% nel 2023.

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