Nestlé utilizzerà grano coltivato con pratiche rigenerative per la produzione di 1,5 miliardi di barrette KitKat all’anno nel Regno Unito, rafforzando la propria strategia di approvvigionamento sostenibile.
Un miliardo e mezzo di barrette all’anno. È questa la scala della nuova iniziativa con cui Nestlé punta ad accelerare la trasformazione sostenibile della propria filiera agricola. Il gruppo alimentare ha infatti annunciato una partnership con la britannica Wildfarmed per utilizzare grano coltivato con pratiche di agricoltura rigenerativa nella produzione dei KitKat destinati al mercato del Regno Unito.
L’accordo segna uno dei più significativi esempi di applicazione dell’agricoltura rigenerativa all’interno di una produzione alimentare di massa. Dopo una fase di sperimentazione avviata nel 2025 presso lo stabilimento Nestlé di York, l’utilizzo del grano fornito da Wildfarmed è stato integrato nelle normali attività produttive del sito, che realizza ogni anno circa 1,5 miliardi di barrette KitKat.
L’operazione rappresenta un nuovo tassello nella strategia ESG del gruppo svizzero, che negli ultimi anni ha individuato nella trasformazione delle filiere agricole uno degli strumenti principali per raggiungere gli obiettivi climatici fissati al 2050. Nel 2022 Nestlé ha infatti lanciato il proprio quadro strategico dedicato all’agricoltura rigenerativa, impegnandosi a reperire entro il 2030 il 50% delle materie prime agricole considerate strategiche da aziende che adottano pratiche rigenerative.
La scelta non riguarda soltanto la riduzione delle emissioni. Sempre più aziende del settore alimentare stanno infatti concentrando l’attenzione sulla salute del suolo, sulla biodiversità e sulla resilienza delle produzioni agricole, aspetti considerati fondamentali per affrontare gli effetti del cambiamento climatico e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti nel lungo periodo.
L’agricoltura rigenerativa si basa su una serie di tecniche volte a migliorare la qualità degli ecosistemi agricoli. Tra queste figurano la riduzione delle lavorazioni intensive del terreno, il mantenimento della copertura vegetale durante l’anno e una maggiore diversificazione delle colture. L’obiettivo è aumentare la fertilità naturale dei suoli, favorire la biodiversità, migliorare la gestione delle risorse idriche e contribuire alla riduzione delle emissioni associate alle attività agricole.
Fondata nel 2018, Wildfarmed ha costruito il proprio modello di business proprio attorno a questi principi, collaborando con una rete di aziende agricole britanniche impegnate nell’adozione di pratiche a minore impatto ambientale. Per la società l’intesa con Nestlé rappresenta un’importante opportunità di scalabilità, dimostrando come i modelli rigenerativi possano essere applicati non soltanto a produzioni di nicchia ma anche a prodotti destinati al grande consumo.
