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Center for Circular Economy in Coffee: la piattaforma globale per l’economia circolare nel caffè

Ogni anno, l’industria globale del caffè genera oltre 40 milioni di tonnellate di sottoprodotti, l’equivalente di sette volte il peso della Grande Piramide di Giza: polpa, bucce, pergamena, fondi esausti che troppo spesso finiscono sprecati, nonostante il loro enorme potenziale. Eppure, proprio in questi scarti si nasconde la chiave per trasformare il settore: ingredienti per la cosmesi e l’alimentazione, biomasse per biochar ed energia rinnovabile, materiali innovativi e funzionali. Inserire i principi dell’economia circolare nella filiera del caffè significa molto di più che riciclare: vuol dire ridurre i costi valorizzando risorse esistenti, migliorare la competitività con prodotti sostenibili, rafforzare la resilienza al cambiamento climatico e aprire nuovi canali di reddito per agricoltori e imprese, creando valore a partire da ciò che oggi consideriamo scarto.

È proprio con questa visione che nasce il Center for Circular Economy in Coffee (C4CEC), la prima piattaforma globale pre-competitiva dedicata ad accelerare la transizione circolare nel mondo del caffè. Il centro è stato fondato a Torino nel 2023 dalla Fondazione Giuseppe e Pericle Lavazza, in collaborazione con Politecnico di Torino, Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (UNISG), l’International Coffee Organization (ICO), l’International Trade Centre (ITC) e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale (UNIDO). Oggi è una rete attiva di 56 membri in 25 Paesi, con il 60% dei membri rappresentati da PMI, e il 20% da ONG e istituzioni pubbliche, e comprende realtà come Specialty Coffee Association (SCA), Fairtrade International, l’African Fine Coffees Association (AFCA), Slow Food, insieme a imprese circolari come EcoBean, Detla Coffees e Kaffee Bueno, uniti per portare innovazione e rigenerare l’intera filiera.

Figura: la piattaforma digitale www.circulareconomyincoffee.org

C4CEC si fonda quindi sulla diversità e sulla collaborazione per promuovere soluzioni condivise. Le sue attività si articolano su tre assi fondamentali: formazione e promozione dell’economia circolare, raccolta e condivisione di buone pratiche, sviluppo di progetti pilota e ricerca.

Per educare e coinvolgere il settore, il Centro produce corsi, guide e materiali tecnici, tra cui il documento Making a Case for Circular Economy in the Coffee Sector, realizzato con ITC e ICO, sintesi di un sondaggio globale che evidenzia ostacoli e opportunità per le piccole e medie imprese del caffè. Su questi contenuti si è costruita anche una serie di quattro webinar, pensati per attivare una comunità internazionale pronta al cambiamento. Si esplorano soluzioni circolari nel settore del caffè, affrontando temi come l’upcycling dei sottoprodotti, l’innovazione sostenibile o la gestione responsabile della filiera, con l’obiettivo di educare, ispirare e mobilitare gli stakeholder da tutto il mondo verso una trasformazione concreta e sistemica.

Il C4CEC si dedica attivamente alla raccolta e diffusione di buone pratiche, validate scientificamente, che dimostrano il potenziale nascosto dei sottoprodotti del caffè, una risorsa spesso trascurata in un settore dove solo l’1-5% del peso della ciliegia arriva realmente in tazza. Queste pratiche, accessibili a tutti tramite il sito della piattaforma, rappresentano strumenti chiave per ripensare l’intera filiera in ottica rigenerativa.

Parallelamente, il Centro affianca i suoi membri nello sviluppo di idee e progetti pilota, offrendo supporto tecnico e favorendo connessioni tra attori della rete per attivare collaborazioni, sperimentazioni e opportunità di finanziamento. Grazie a partnership strategiche con organizzazioni come l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e UNIDO, sono attualmente in corso iniziative concrete in Africa e in Asia, volte a mettere in pratica l’economia circolare direttamente nei territori d’origine del caffè.

In questo ambito si inserisce ad esempio l’assessment per possibili progetti pilota orientati alla circolarità del settore in Kenya, realizzato in collaborazione con AICS. Il team di ricerca ha proposto soluzioni concrete per rendere la produzione locale più resiliente e sostenibile, dalla diversificazione agricola alla gestione delle acque reflue, fino alla promozione del consumo locale e alla creazione di centri formativi per agricoltori, torrefattori e baristi.

Infine, tra i riferimenti fondamentali per orientare la transizione del settore, spicca il Coffee Development Report 2022–2023 dell’International Coffee Organization: Beyond Coffee: Towards a Circular Economy in Coffee, un’analisi realizzata con il contributo di 62 esperti da 36 Paesi e in sinergia con C4CEC, Fondazione Lavazza, ITC, Politecnico di Torino e University College di Londra. Il report offre raccomandazioni per integrare la circolarità nella politica e nella pratica, dando rilievo all’agricoltura rigenerativa, alla creazione di valore a livello locale e all’agire collettivo.

Il messaggio è chiaro: i sottoprodotti del caffè non sono rifiuti, ma risorse preziose con cui costruire un futuro più equo, resiliente e sostenibile per l’intera filiera. Partecipare a questa trasformazione è oggi possibile, entrando a far parte del network C4CEC per accedere a conoscenze, collaborazioni e opportunità che possono fare la differenza. Per aderire, basta candidarsi su www.circulareconomyincoffee.org o scrivere a info@circulareconomyincoffee.org.

Mariamawit Solomon Kassa,  Circular Economy Analyst at Lavazza Group Researcher at the Center for Circular Economy in Coffee

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