Regolamentazione UE

Ferrero aderisce alla CoP EUDR per rafforzare l’implementazione della legge anti-deforestazione

C’è anche l’italiana Ferrero tra le aziende aderenti alla nuova Community of Practice (CoP) sul regolamento UE contro la deforestazione (EUDR), l’iniziativa pubblico-privata nata per tradurre gli obiettivi della normativa europea in strumenti operativi lungo le catene di fornitura. Non una sorpresa la partecipazione della piemontese, considerando la sua recente presa di posizione nei confronti del rinvio dell’entrata in vigore: il gruppo è stato infatti tra le imprese che hanno sottolineato come ulteriori slittamenti del regolamento avrebbero rischiato di minare la fiducia nel quadro regolatorio e rallentato gli investimenti già avviati lungo le filiere sostenibili.

Inizialmente previsto per il 30 dicembre 2024, il regolamento punta a ridurre l’impatto dell’Unione Europea sulle foreste, cercando di garantire che i prodotti importanti in UE non contribuiscano a deforestazione o degrado ambientale (soprattutto) nei Paesi tropicali. In questo contesto, la CoP EUDR, promossa dall’European Forest Institute insieme alla Sustainable Supply Chain Coalition, unisce imprese, istituzioni e altri attori per facilitare la loro collaborazione e dunque l’applicazione pratica della legge UE che alla fine entrerà in vigore a fine 2026.

La CoP fungerà da piattaforma tecnica per condividere esperienze, affrontare difficoltà operative e sviluppare soluzioni concrete lungo le filiere globali uno strumento operativo per evitare che il rinvio si traduca in uno stallo, mantenendo alta la pressione sull’implementazione concreta e favorendo un allineamento tra gli operatori.

Ferrero prosegue sulla sua linea e aderisce alla CoP EUDR

Per Ferrero, l’EUDR non rappresenta un punto di partenza ma un’accelerazione di un percorso già avviato. Tracciabilità e due diligence sono da anni elementi della strategia di approvvigionamento del gruppo, ben prima dell’introduzione della normativa europea.

Ed è qui che si inserisce l’adesione alla CoP, letta come uno spazio di lavoro condiviso per affrontare le complessità operative della regolazione.

“Ferrero investe da tempo nell’approvvigionamento responsabile e nella tracciabilità e sosteniamo pienamente l’ambizione del Regolamento UE sulle esportazioni di materie prime (EUDR). Ciò di cui le aziende hanno bisogno ora è uno spazio per comprendere insieme le sfide, sperimentare soluzioni e condividere le buone pratiche. La Community of Practice offre proprio questo. La consideriamo una preziosa opportunità di collaborare tra i diversi settori e con le autorità, garantendo che gli sforzi di conformità si traducano in un impatto reale e concreto sul campo, a beneficio di agricoltori, foreste e consumatori”, ha dichiarato Francesco Tramontin, Vicepresidente Affari Pubblici Globali di Ferrero.

La sfida, per il gruppo, è quindi trasformare la compliance normativa in risultati tangibili lungo tutta la filiera, soprattutto nei Paesi di origine delle materie prime, dove si gioca la partita più complessa della deforestazione.

Cos’è la CoP EUDR

La Community of Practice sull’EUDR nasce per colmare il divario tra ambizione normativa e implementazione operativa. La EU Deforestation Regulation impone infatti alle aziende di dimostrare, attraverso sistemi di due diligence, che materie prime come cacao, olio di palma, caffè o legno non siano legati alla deforestazione. Un requisito che implica la costruzione di sistemi avanzati di tracciabilità, l’utilizzo di dati geolocalizzati e un coinvolgimento diretto dei fornitori lungo l’intera catena di approvvigionamento.

In questo scenario, la CoP si configura come un forum tecnico multi-stakeholder volto a favorire lo scambio di esperienze, migliorare il livello di preparazione delle aziende e contribuire a un’applicazione della normativa che sia al tempo stesso credibile e concretamente attuabile.

L’iniziativa prevede un gruppo centrale composto da un massimo di 25 membri tecnici, rappresentativi delle principali filiere coinvolte dall’EUDR, delle PMI, degli operatori europei, delle ONG, degli schemi di certificazione e delle autorità competenti. Il gruppo lavorerà attraverso sessioni tecniche tra marzo e dicembre 2026, con un approccio pratico e orientato alla risoluzione dei problemi.

Le evidenze e le soluzioni sviluppate saranno raccolte e condivise attraverso report pubblici, con l’obiettivo di ampliare la diffusione delle conoscenze e ridurre il rischio di un’implementazione frammentata.

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